Alamūt

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36°26′41″N 50°35′11″E / 36.444722°N 50.586389°E36.444722; 50.586389

bussola Disambiguazione – Se stai cercando il romanzo di Vladimir Bartol, vedi Alamut (romanzo 1938).
Un'immagine medievale di Alamūt.

Alamūt (farsi الموت) era una fortezza di montagna nelle aride colline a sud del Mar Caspio, nella Provincia di Qazvin, vicino alla cittadina di Mo'allem Kalayeh, circa 100 km dall'odierna Teheran in Iran. Oggi di essa rimangono solo rovine.

La fortezza fu costruita nell'840 secondo Hamdollah Mostowfi a un'altezza di 2.100 metri. Fu costruita lungo una via che aveva solo una possibile entrata, così rendendo la conquista della fortezza estremamente difficile. Il forte ha un inusuale sistema di approvvigionamento d'acqua.

Rovine di Alamut

Nel 1090 la fortezza fu invasa e occupata dalla potenza degli Haššašin ("fumatori di hascisc", termine dispregiativo dell'epoca divenuto in italiano "assassini" e con forme simili in altre lingue europee, una minoranza sciita dell'epoca nota con il nome di ismailiti nizariti). In seguito si favoleggiò dei suoi giardini e delle sue biblioteche. Le rovine di 23 altre fortezze rimangono ancor oggi visibili nelle vicinanze. La fortezza di Alamūt fu distrutta il 15 dicembre 1256 da Hulagu Khan come parte dell'offensiva mongola contro il sud-ovest asiatico islamico al fine di distruggere la temuta setta sciita. La fortezza di per sé stessa era inespugnabile, ma Rukn al-Din Khor-shah si arrese senza un reale combattimento, nella vana speranza che Hulagu sarebbe stato misericordioso. Furono sterminati in massa.

Nel 2004, un terremoto ha danneggiato ulteriormente le già precarie mura del forte.

Comandanti di Alamūt[modifica | modifica sorgente]

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alamut (romanzo 1938).

La massima del romanzo è "Niente è reale, ogni cosa è permessa". Questa massima è stata ripresa dagli sviluppatori della serie Assassin's Creed come "Il Credo degli Assassini". Il romanzo è stato tradotto in 18 lingue, inclusi il ceco (1946), il serbo (1954), il francese (1988), lo spagnolo (1989), l'italiano (1989), il tedesco (1992), il turco, il persiano (1995), l'arabo, il greco e il coreano. Nel 2003 è stato tradotto anche in ebraico e in ungherese e nel 2004 in inglese.

La traduzione italiana è di Arnaldo Bressan, ed è stata pubblicata dapprima a Trieste per Editoriale stampa triestina nel 1989 (ISBN 88-7174-001-7). Una seconda edizione a Milano per Rizzoli, 1993 (Superbur; 146), ISBN 88-17-11446-4.

  • Freya Stark - La valle degli assassini (The Valleys of the Assassins) (Londra, 1934)

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