Monte Meidassa

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Monte Meidassa
MeidassaPostino.jpg
Il monte Meidassa visto da sud; a sinistra, il monte Granero
Stato Italia Italia
Regione Piemonte Piemonte
Provincia Torino Torino
Cuneo Cuneo
Altezza 3.105 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 44°43′09.31″N 7°04′19.97″E / 44.719252°N 7.072213°E44.719252; 7.072213Coordinate: 44°43′09.31″N 7°04′19.97″E / 44.719252°N 7.072213°E44.719252; 7.072213
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Meidassa
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Occidentali
Grande Settore Alpi Sud-occidentali
Sezione Alpi Cozie
Sottosezione Alpi del Monviso
Supergruppo Gruppo del Monviso in senso ampio
Gruppo Gruppo Granero-Frioland
Sottogruppo Gruppo del Monte Granero
Codice I/A-4.I-C.9.a

Il Monte Meidassa (3.105 m s.l.m.) è una montagna delle Alpi del Monviso nelle Alpi Cozie. Si trova non lontano dal più importante monte Granero lungo lo spartiacque tra la val Pellice e la valle Po.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il versante orientale. Si intravedono, dietro la vetta tondeggiante, le punte aguzze del retrostante monte Granero.

La montagna si trova sulla cresta spartiacque delle valli Po e Pellice, in prossimità della testata di entrambe. Interamente compresa in territorio italiano, la vetta è divisa tra i comuni di Crissolo (CN) a sud, e Bobbio Pellice (TO) a nord.[1]

Lo spartiacque alpino principale passa alcune centinaia di metri ad ovest della montagna, in corrispondenza del monte Granero, dove la cresta principale, che giunge da sud, piega ad ovest e compie un ampio arco ridisponendosi poi in direzione nord, ed abbracciando la testata della val Pellice. Dal monte Granero diparte in direzione est la cresta che divide le valli Pellice e Po; questa scende al passo Luisàs (3019 m), poi risale alla vetta del monte Meidassa. Da qui prosegue in direzione est, poi est-sud-est fino al colle dar Moine (2692 m), donde risale per breve tratto fino a una sommità ove ripiega verso nord-est spostandosi verso le Rocce Founs. Dalla vetta dirama una cresta secondaria che si dirige verso nord fino alla quota 2990, poi piega a nord-nord-ovest e va lentamente digradando in direzione della conca del Pra; questa cresta separa la comba dei Carbonieri ad est, dalla conca del Pra, ad ovest.[1][2]

La vetta è un "panettone" detritico tondeggiante, di facile accesso, che garantisce un'ottima visuale sia sull'alta valle Po ed il gruppo del Monviso, che sulla val Pellice.[2]

Dal punto di vista geologico, la montagna appartiene alla serie a facies piemontese con formazioni del Triassico e del Giurassico, nota anche come zona delle pietre verdi di Gastaldi. In particolare, sul versante occidentale sono più abbondanti le magmatiti (prasinite, anfibolite, eclogite), mentre su quello orientale affiorano formazioni di serpentinoscisto e serpentinite, i cui piani di scistosità immergono in direzione sud-ovest.[3]

Il nome sembra derivare da un errore di trascrizione da parte dei topografi che realizzarono la cartografia della zona. Meidassa significa infatti pascolo cattivo in lingua occitana, e si riferirebbe ad una zona sottostante la montagna; questa era invece chiamata localmente Granero Mozzo (Granie Mout).[2]

Ascensione alla vetta[modifica | modifica sorgente]

La via normale è una facile camminata su traccia di sentiero dal passo Luisàs, dal quale in meno di mezz'ora si giunge alla vetta, che è un pianoro detritico nel cui punto culminante sorge una piramide di pietre sormontata da una croce metallica.[2]

Il passo Luisàs può essere raggiunto da entrambe le valli. Dalla valle Po si può partire dal pian del Re, seguendo il sentiero V16 fino alla caserma abbandonata ai piedi del Buco di Viso (forte Ordi), dove si volta a destra per seguire il sentiero V22 fino al colle;[1][2] oppure dal rifugio Giacoletti, seguendo il sentiero del postino e riagganciandosi all'itinerario precedente alla sua fine.[2] Dalla val Pellice, si può salire dal rifugio Granero, o direttamente dal rifugio Willy Jervis alla conca del Pra, seguendo il sentiero 116 fino al passo.[1][2] È anche possibile salire dal rifugio Viso, nella francese valle del Guil, risalendo al colle delle Traversette (oppure al Buco di Viso) e scendendo quindi al forte Ordi.[2] In ogni caso, il percorso è di tipo escursionistico, con difficoltà valutata in E.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d cfr. cartografia
  2. ^ a b c d e f g h i Andrea Parodi, Intorno al Monviso, Parodi Editore, Arenzano (GE), 2007, ISBN 9788888873084
  3. ^ Carta Geologica d'Italia scala 1:100.000 - foglio n.67 - Pinerolo

Cartografia[modifica | modifica sorgente]

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