Ministero della Difesa

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Ministero della Difesa
Logo del Ministero della Difesa.png
Castro Pretorio - Min Esercito 1190642.JPG
Ministero della Difesa a via XX Settembre
Stato Italia Italia
Tipo Ministero
Istituito 1861 come Guerra
1947 Difesa governo De Gasperi III
da Governo Cavour IV
Ministro Roberta Pinotti
Sottosegretario Gioacchino Alfano, Domenico Rossi (generale)
Sede Palazzo Baracchini
Indirizzo via XX Settembre, 8 -
00187 Roma
Sito web www.difesa.it
Bandiera distintiva del ministro della Difesa, istituita con decreto ministeriale 23/04/2002.

Il Ministero della Difesa è il dicastero del governo italiano preposto all'amministrazione militare e civile della difesa e massima istituzione gerarchico e disciplinare in ambito militare. La sede è Palazzo Baracchini che si trova a Roma in Via XX Settembre 8.

L’attuale ministro della difesa è la senatrice Roberta Pinotti.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'antesignano del Ministero della Difesa è il dicastero della Guerra insieme al Ministero della Marina militare, tra i primi dicasteri creati nel Regno di Sardegna. Passato al Regno d'Italia, con l'unificazione del 1861, nel IV governo Cavour permane la scissione nelle due componenti: appunto "Ministero della marina" e "Ministero della guerra", similmente alle altre compagini governative europee, e non solo. Il 30 agosto 1925, il governo Mussolini istituisce il terzo dicastero militare: il "Ministero per l'aeronautica", completando la creazione delle forze armate italiane, non solo per terra e mare, ma anche per aria. Il Ministero per l'aeronautica viene retto quasi ininterrottamente dallo stesso Mussolini dalla creazione alla caduta del Fascismo nel 1943, tranne il periodo dal 1929 al 1933 retto da Italo Balbo. Durante la RSI fu creato il ministero della Difesa Nazionale.

Con decreto del capo provvisorio dello Stato 4 febbraio 1947, n. 17, dal 14 febbraio 1947, col governo De Gasperi III il Ministero della guerra accorpa il "Ministero per l'aeronautica" e il "Ministero della marina militare" nel nuovo Ministero della difesa, nome che conserva tuttora.

Con il codice dell'ordinamento militare, approvato con D. Lgs. 15 marzo 2010, n. 66 (più volte integrato e modificato), è stata compiuta la poderosa opera di codificazione dell'intera normativa militare in un unico codice, affiancato al Testo Unico del Regolamento Militare, approvato con D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90, che ne raccolgie le norme regolamentari.

Ministro della difesa[modifica | modifica wikitesto]

Il ministro ha il compito di sovrintendere al coordinamento della difesa italiana. Egli è incaricato di riferire al Parlamento le implicazioni militari d'Italia, la ripartizione di spesa militare, lo stato di attuazione dei programmi difensivi nazionali.

Tale attività deve essere coordinata con quella del Presidente della Repubblica che presiede il Consiglio supremo di difesa, incarico da considerarsi non puramente onorifico, laddove il ministro della difesa è mero componente. Il ministro della Difesa, in relazione ai magistrati militari e al Consiglio della magistratura militare, ha le medesime funzioni del ministro della giustizia in seno al Consiglio superiore della magistratura.

Infine, il ministro è anche "cancelliere" e "tesoriere" dell'Ordine militare d'Italia.

Organizzazione del ministero[modifica | modifica wikitesto]

Il Ministero della Difesa è stato riorganizzato con DPR 3 agosto 2009 n. 145, relativo al "Regolamento recante riorganizzazione del Ministero della Difesa", pubblicato nella GURI n. 245 del 21 ottobre 2009 - suppl. ordinario n.191, in uffici di diretta collaborazione del ministro e in 9 direzioni generali per l'area tecnico-amministrativa e in comandi per l'area tecnico-operativa.

Uffici del ministro della difesa
Organigramma del Ministero della difesa

Sono uffici dell'organico del ministero:

  • la segreteria del ministro;
  • l'ufficio di gabinetto del ministro;
  • l'ufficio legislativo del ministro;
  • l'ufficio per la politica militare del ministro;
  • l'ufficio del consigliere diplomatico del ministro;
  • il servizio di controllo interno del Ministero della difesa;
  • il servizio di pubblica informazione del ministro;
  • le segreterie dei sottosegretari di Stato;
  • il portavoce del ministro;
  • il consigliere giuridico del ministro;
  • il consigliere politico del ministro.

Area tecnico-amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

L'area tecnico-amministrativa è organizzata in 4 direzioni generali e 5 direzioni:

  • direzione generale per il personale militare (sigla telegrafica PERSOMIL);
  • direzione generale per il personale civile (PERSOCIV);
  • direzione generale della previdenza militare, della leva e del collocamento al lavoro dei volontari congedati (PREVIMIL);
  • direzione generale di commissariato e di servizi generali (COMMISERVIZI);
  • direzione degli armamenti terrestri (TERRARM);
  • direzione degli armamenti navali (NAVARM);
  • direzione degli armamenti aeronautici e della aeronavigabilità (DAAA-ARMAEREO);
  • direzione delle telecomunicazioni dell'informatica e delle tecnologie avanzate (TELEDIFE);
  • direzione dei lavori e del demanio (GENIODIFE);

L'area dipende direttamente dal segretario generale e direttore nazionale degli armamenti, che a sua volta dipende per i soli aspetti tecnico-operativi dal capo di stato maggiore della difesa.

Area tecnico-operativa[modifica | modifica wikitesto]

La struttura operativo-militare del ministero è così organizzata:

Lo Stato maggiore della Difesa dipende direttamente dal ministro, con al vertice il capo di stato maggiore della difesa, il quale ha alle sue dipendenze i capi di Stato maggiore di forza armata e, limitatamente alle attribuzioni tecnico-operative, il segretario generale della difesa. Il capo di stato maggiore è responsabile della pianificazione, della predisposizione e dell'impiego delle Forze armate nel loro complesso, e per tali attività dispone di uno stato maggiore e si avvale di un Comando operativo di vertice interforze (COI).

Organi consultivi e personale[modifica | modifica wikitesto]

Gli organi consultivi e di supporto del ministro della Difesa sono i seguenti:

  • l'ufficio centrale del bilancio e degli affari finanziari (sigla telegrafica BILANDIFE), che si occupa dell'ambito finanziario;
  • l'ufficio centrale per le ispezioni amministrative (ISPEDIFE), che riguarda gli ispettori del ministero;
  • il Commissariato generale per le onoranze ai caduti di guerra (ONORCADUTI), che si occupa delle onoranze funebri ai caduti in guerra, al recupero e tumulazione delle salme, alla ricerca dei dispersi, alla gestione dei sacrari militari e dei sepolcreti di guerra; si articola territorialmente su sette Direzioni:
    • Direzione sacrario militare di Asiago (Trentino-Alto Adige e Veneto occidentale)
    • Direzione sacrario militare di Cima Grappa (Veneto orientale)
    • Direzione sacrario militare di Redipuglia (Friuli Venezia Giulia e oltrecortina)
    • Direzione sacrario militare di Roma-Fosse Ardeatine
    • Direzione sacrario militare di Mignano-Montelungo
    • Direzione sacrario militare di Bari (Italia meridionale)
    • Direzione sacrario militare di El Alamein
  • l'Ordinariato militare in Italia, che si occupa dell'ambito religioso (Cattolico) nelle forze armate.

La chiesa principale dell'ordine è Santa Caterina da Siena a Magnanapoli, a Roma. Ordinario militare è dal 2006 l'arcivescovo Vincenzo Pelvi, con il grado di tenente generale.

Forze armate[modifica | modifica wikitesto]

Dal capo di stato maggiore della Difesa dipendono gerarchicamente i vertici delle forze armate italiane, ovvero:

Capo di stato maggiore della difesa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi capo di stato maggiore della difesa.

La carica e le attribuzioni del capo di stato maggiore della Difesa sono stabiliti dal Codice dell'ordinamento militare, approvato con D. Lgs. 15 marzo 2010 n. 66. Il capo di stato maggiore della difesa è nominato con DPR, su deliberazione del Consiglio dei ministri, e richiesta del ministro della difesa. Deve essere un ufficiale dell'esercito, o della marina o dell'aeronautica col grado di tenente generale, o ammiraglio di squadra o generale di squadra aerea in servizio permanente. Egli dipende direttamente dal ministro della difesa, di cui è anche l'alto consigliere tecnico-militare ed al quale risponde dell'attuazione delle direttive ricevute. Dal CSMD dipendono gerarchicamente i capi di stato maggiore di Forza armata, riuniti in comitato dei capi di stato maggiore. Il capo di stato maggiore fa parte, in qualità di membro di diritto, del Consiglio supremo di difesa e in caso di assenza, impedimento o vacanza della carica, è sostituito dal più anziano in carica tra i capi di stato maggiore di forza armata.

Segretario generale e direttore nazionale degli armamenti[modifica | modifica wikitesto]

Il segretario generale della Difesa è anche direttore nazionale degli armamenti, da cui dipendono il segretariato generale della difesa - direzione nazionale degli armamenti. La carica venne istituita nel 1965, varie volte modificata nel tempo. Durante gli anni novanta, con la Legge n. 25 del 1997, relativa alla "riforma dei vertici della difesa", venne resa più agile, efficiente e adeguata alle nuove esigenze.

Il segretario generale risponde direttamente al ministro della Difesa per le competenze amministrative e al capo di SMD per quelle tecnico-operative, ed ha alle proprie dipendenze le 9 direzioni generali del ministero. Le responsabilità principali del segretariato generale della difesa riguardano l'attuazione delle direttive impartite dal ministro in materia di alta amministrazione, il funzionamento dell'area tecnico-amministrativa della difesa, la promozione e il coordinamento della ricerca tecnologica collegata ai materiali d'armamento, l'approvvigionamento dei mezzi, materiali e sistemi d'arma per le forze armate, il supporto all'industria italiana della difesa, e gli offset diretti e indiretti.

Presidente del CASD[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente del CASD[1], Centro Alti Studi per la Difesa, è il responsabile dell'ambito dello studio di livello elevato nel campo delle sicurezza e della difesa, nonché della formazione dei relativi dirigenti. La presidenza si avvale di uno stato maggiore per il supporto generale ed il coordinamento delle attività di interesse comune delle tre componenti autonome: l'Istituto alti studi per la difesa (IASD)[2], l'Istituto superiore di stato maggiore interforze (ISSMI)[3] e il Centro militare di studi strategici (CeMiSS)[4].

Egli dipende direttamente dal capo di stato maggiore della difesa ed è assistito, per l'esercizio delle sue funzioni, da un consiglio direttivo da lui stesso presieduto, composto dai direttori coadiutori militari e civili dello IASD, dal direttore dell'ISSMI, dal direttore del CeMiSS e dal capo di SM, con compiti di segretario.

Il consiglio direttivo esamina ed esprime pareri sui programmi di studio dei due istituti di formazione, sulle attività delle sessioni e corsi di studio, sul sistema di valutazione degli Ufficiali frequentatori e su tutti gli aspetti organizzativi e funzionali del centro, suscettibili di accrescere il livello di sinergia realizzabile nell'impiego delle risorse umane, materiali e finanziarie disponibili.

Giustizia militare[modifica | modifica wikitesto]

Dal Ministero della Difesa dipendono anche i magistrati militari, ovvero le procure militari e i tribunali militari che giudicano gli appartenenti alle Forze armate e assimilati, sulla base del Codice penale militare di pace e del Codice penale militare di guerra. Sono inquadrati presso la direzione generale del personale civile e nei loro confronti il ministro della difesa esercita i compiti di esercizio dell'azione disciplinare, tipici del ministro della giustizia per i magistrati ordinari. Presso il ministero ha sede il Consiglio della magistratura militare, quale organo di autogoverno con competenze speculari al Consiglio superiore della magistratura per quella ordinaria.

Enti vigilati e società controllate[modifica | modifica wikitesto]

Il ministro vigila sui seguenti enti:

  • l'Agenzia industrie difesa, quale ente degli approvvigionamenti della difesa;
  • l'Unione nazionale ufficiali in congedo, quale ente di assistenza degli ufficiali dell'esercito;
  • l'Opera nazionale dei figli degli aviatori, quale ente di assistenza dei figli degli appartenenti dell'aeronautica militare;
  • la Lega navale italiana, quale ente di assistenza degli appartenenti della marina militare;
  • l'Unione italiana tiro a segno, quale ente di promozione del tiro a segno;
  • l'Associazione italiana della Croce rossa per le componenti ausiliare della difesa, quale associazione di promozione dei militari nell'ambito della Croce rossa;
  • la Cassa di previdenza delle forze armate, quali ente di sostegno previdenziale dei militari, di ausilio delle competenze dell'INPDAP;

Il ministero esercita i diritti dell'azionista su:

I ministri della Difesa[modifica | modifica wikitesto]

Nominativi dei ministri che hanno retto il dicastero sin dalla sua istituzione come Ministero della Difesa, nel 1947 dal Governo De Gasperi II.

Elenchi dei ministri che hanno ricoperto il dicastero della Guerra durante il Regno d'Italia, sin dal Governo Cavour:

I palazzi delle Forze armate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ministero della Difesa - CASD
  2. ^ Istituto Alti Studi per la Difesa | Ministero della Difesa
  3. ^ Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze | Ministero della Difesa
  4. ^ Centro Militare di Studi Strategici | Ministero della Difesa

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]