Michele Marullo Tarcaniota

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Marullo ritratto da Sandro Botticelli (opera del 1496-1497)

Michele Marullo Tarcaniota (Mikel Maruli) (Costantinopoli, 1453Volterra, 11 aprile 1500) è stato un poeta greco in lingua latina.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato probabilmente a Costantinopoli nel 1453, durante l'assedio dei Turchi, il Tarcaniota fu una singolare figura di intellettuale sradicato, costretto a vivere all'insegna dell'instabilità, come testimonia la varietà dei centri culturali cui fece riferimento.[1]

Fu esule con la famiglia in diversi luoghi e soldato di ventura. Visse a Napoli tra il 1480 e il 1486, dove strinse amicizia con il Pontano e il Sannazaro, ma fu in contatto anche con i baroni antiaragonesi.[2]

Fu poi a Roma e a Firenze. Nel 1495 si recò nuovamente a Napoli con le truppe di Carlo VIII, per poi tornare di nuovo a Firenze.[3] Qui nel 1497 sposò la poetessa Alessandra Scala, figlia dell'eminente politico fiorentino Bartolommeo. Fu probabilmente per questa ragione che si trovò in contrasto con Angelo Poliziano, il quale era egualmente interessato alla dama[4], al punto di dedicarle una parte del suo canzoniere in greco. Nella disputa intervenne anche Jacopo Sannazzaro, amico sia del Marullo, che del suocero, indirizzando al Poliziano alcuni epigrammi satirici[4].

Morì nei pressi di Volterra, annegando nel fiume Cecina mentre tentava di guadarlo.[3]

Marullo fu ritratto da Sandro Botticelli (l'originale è nella collezione Cambó di Barcellona)[5].

L'opera[modifica | modifica wikitesto]

Pur essendo un militare, riuscì a formarsi una imponente cultura, su cui ebbero peso determinante le origini greche e in cui confluirono interessi filologici e filosofici.[3]

Usò metri diversi per gli Epigrammata, in cui affrontò vari temi, da quello dell'amore a quello della conversazione intellettuale, oltre alla nostalgia per la patria, l'affetto per il popolo greco, la sensibilità verso un mondo sull'orlo del caos e della catastrofe.[3]

Gli Hymni naturales furono stampati a Firenze nel 1497 (congiuntamente ad una edizione definitiva degli Epigrammata) ed ebbero grande diffusione: sul modello degli inni orfici, Marullo canta il potere divino della natura, che ingloba, nelle sue manifestazioni, tutti gli accadimenti, tragici o lieti, e verso cui il poeta cerca di guardare con rassegnazione. Importante, ai fini della definizione di questa sua "religione naturale", fu il contatto con il neoplatonismo fiorentino e l'ermetismo, orientati però secondo una sensibilità materialistica o pagana, per la quale è importante il riferimento al De rerum natura di Lucrezio.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ferroni, 1995, cit., p. 395.
  2. ^ Ferroni, 1995, cit., pp. 395-6.
  3. ^ a b c d e Ferroni, 1995, cit., p. 396.
  4. ^ a b Girolamo Tiraboschi (1824), Storia della letteratura Italiana: Dall'anno MCCCC fino all'anno MD, pag. 1613. Società Tipografica de' Classici Italiani.
  5. ^ Scheda del ritratto in italica.rai.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 39470442 LCCN: n87805717