Megliadino San Fidenzio

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Megliadino San Fidenzio
comune
Megliadino San Fidenzio – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Veneto – stemma Veneto
Provincia Padova – stemma Padova
Sindaco Daniela Bordin (Lista civica) dal 08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°13′0″N 11°31′0″E / 45.21667°N 11.51667°E / 45.21667; 11.51667 (Megliadino San Fidenzio)Coordinate: 45°13′0″N 11°31′0″E / 45.21667°N 11.51667°E / 45.21667; 11.51667 (Megliadino San Fidenzio)
Altitudine 12 m s.l.m.
Superficie 15,64 km²
Abitanti 1 993[1] (31-12-2010)
Densità 127,43 ab./km²
Comuni confinanti Casale di Scodosia, Megliadino San Vitale, Montagnana, Saletto, Santa Margherita d'Adige
Altre informazioni
Cod. postale 35040
Prefisso 0429
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 028051
Cod. catastale F091
Targa PD
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 487 GG[2]
Nome abitanti fidentini
Patrono san Fidenzio vescovo
Giorno festivo 16 novembre
Localizzazione
Megliadino San Fidenzio è posizionata in Italia
Megliadino San Fidenzio
Posizione del comune di Megliadino San Fidenzio all'interno della provincia di Padova
Posizione del comune di Megliadino San Fidenzio all'interno della provincia di Padova
Sito istituzionale

Megliadino San Fidenzio è un comune di 2.006 abitanti[3] della provincia di Padova.

Indice

[modifica] Geografia

Situato nel mandamento di Montagnana, il territorio è a forma di triangolo, situato sl centro della bassa padovana, dista da Padova 43 chilometri, 40 da Vicenza e 35 da Rovigo. Il territorio è attraversato da nord a sud dalla roggia Vampadore.

[modifica] Storia e Origine del nome

Le origini di Megliadino San Fidenzio sono molto lontane, scavi archeologici hanno riportato alla luce un villaggio paleoveneto del VI secolo a.C., oltre a resti di ville romane, cimiteri celti e insediamenti di origine longobarda. La presenza di un insediamento già in età così antica, è dovuto alla posizione del paese che fino al 589 d.C. era attraversato dal fiume Adige, oltre che alla presenza dalla via romana Emilia-Altinate. Il nome Megliadino deriva forse:

  • da una famiglia romana di nome "Melia";
  • dalla vicinanza della via Emilia-Altinate, che passava lungo l'attuale tracciato della strada Statale 10.
  • o da "milliarium" una piccola colonna che i romani posizionavano lungo le strade per indicare le distanze, infatti nel XIII il paese era chiamato Mlliarini.

Fino quasi all' anno mille Megliadino non era associato a San Fidenzio, ma il paese si chiamava Megliadino San Tommaso e si estendeva su un territorio molto più grandedi oggi, che comprendeva anche alcuni comuni limitrofi come San Vitale parte di Santa Margherita e Bresega. Megliadino assume il nome attuale solo nel 964 quando il vescovo di Padova Gauslino decide di trasferirvi le spoglie mortali di San Fidenzio, terzo vescovo di Padova, morto nel 168. L'antica chiesa dedicata a san Tommaso, venne intitolata a San Fidenzio su ordine del vescovo Gauslino, che la restauro facendo assumere alla chiesa la forma di una fortezza con torri e munita di fossato. Nei secoli avvenire la chiesa subì numerosi restauri, fino alla costruzione della chiesa attuale nel 1888.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Monumenti religiosi

L'antica chiesa romanica

Portiamo le lancette del tempo al lontano 970 d.C. quando il corpo del terzo vescovo di Padova, San Fidenzio, morto nel 602 d.C., viene traslato, per volere dell’allora capo della curia patavina Gauslino Trasalgardo, da Polverara, piccolo centro della provincia, al nostro paese. L’allora cappella longobarda, dedicata a San Tommaso, fu riedificata, eretta ad arcipretale e intitolata a San Fidenzio. Ma la caratteristica impronta romanica che possiamo notare dalla foto non deriva, probabilmente, dai primi lavori dopo la traslazione, presumibilmente solo un ampliamento dalla originaria, ma dalla ristrutturazione messa in atto nel XIII secolo, tra il 1235 e il 1245, grazie al contributo di Beatrice d’Este, Regina d’Ungheria. Dall’accrescersi della devozione per San Fidenzio, e dalle conseguenti elemosine dei fedeli, una nuova restaurazione nel 1685, come riporta una lapide murata in un pilastro dell’attuale chiesa. La valenza architettonica e le vicissitudini della sua storia millenaria dell’antica chiesa vengono abbattute materialmente nel 1888, per far spazio all’attuale, progettata e costruita conservando le linee architettoniche del vecchio monumento.

L'attuale chiesa

Ed ecco l’attuale chiesa di Megliadino San Fidenzio, abbellita al suo interno dei pregevoli altari del 600-700 e delle sculture in marmo attribuite alla scuola del Bonazza, conservate dalla costruzione precedente e riutilizzate nella nuova chiesa. Ed è grazie all’abilità del pittore Don Demetrio Alpago, morto per un incidente nella nostra chiesa durante il suo lavoro, e al suo allievo Attilio Bordin che l’interno acquisisce ancor più notevole splendore e suscita, in chi visita il tempio della cristianità di questa parrocchia, ammirazione e stupore per tanta meraviglia racchiusa tra queste mura. E nel 1921, con la posa del nuovo pavimento sopra quello preesistente, che i lavori interni si avviano alla conclusione, se si esclude l’inaugurazione dell’organo nel 1926 e del campanile nel 1950, consacrato il 3 dicembre da Mons. Girolamano Bortignon, vescovo di Padova

Rovere Santo

Diversa storia per il Rovere Santo, che la leggenda vuole essere il frutto del pungolo che il conducente del carro, che portò a noi il corpo del Santo venerato ora nella nostra cripta, piantò appena i buoi trainanti si bloccarono davanti l’allora chiesa di San Tommaso. Il Rovere fu abbattuto inizialmente, causa un fulmine, nel 1680, salvo poi germogliare dalle radici ancora vive e vegete e durare sino al 1919, quando un furioso uragano concluse senza pietà la storia del millenario Rovere Santo.

Capitelli votivi

Diversi sono i capitelli votivi, presenti sul territorio, punto d'incontro, tra questi il capitello votivo di Santa Marta, sul confine tra Megliadino e Montagnana. Un altro bel capitello votivo è quello dedicato alla Regina della Pace in via Vegro. Si ricorda, inoltre, il capitello dell'Immacolata Concezione in via Arzarello. Un altro piccolo e affascinante capitello si trova in via Catene, ed è dedicato alla Madonna del pane.

[modifica] Architetture civili

  • Villa Fava, fu costruita come residenza nel 1770, dal nobile Gaetano Fava. L'aspetto attuale della villa è dovuta a Nicolò Fava che ricopri la facciata con sassi appuntiti e la abbeli con statue e affreschi. A est della villa vi è un piccolo oratorio dedicato a San Gaetano, dove, ogni maggio, da qualche anno, vi si celebra il Rosario. A ovest della villa si trova una piccola torre di guardia. La villa è circondata da un grande giardino.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Daniela Bordin (Lista civica) dal 08/06/2009

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 31/12/2009 [1].
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