Luigi Necco

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« ...Per una volta, è vero, la Traviata, a Milano dalla Scala ha chiamato ed il Napoli, ha risposto... »
(Una delle celeberrime frasi utilizzate a conclusione del racconto di una partita dei partenopei in 90º minuto)

Luigi Necco (Napoli, 8 maggio 1934) è un giornalista italiano.

Carriera giornalistica[modifica | modifica sorgente]

Mentre è ancora studente in Istituzioni dell'Europa orientale nell'allora Istituto Universitario Orientale (oggi Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"), scrive sul Corriere di Napoli, successivamente entra alla RAI partenopea, dove legge il giornale radio. Poi passa alla televisione. Per quindici anni (dal 1978 al 1993) Luigi Necco è stato telecronista, raggiungendo la popolarità con la trasmissione sportiva 90º minuto, condotta da Paolo Valenti.
Nel corso delle sue telecronache (dagli stadi di Napoli e Avellino) ha coniato espressioni come "Milano chiama, Napoli risponde" che l'hanno reso famoso. Fece un'altra battuta famosa a Città del Messico nel 1986, quando Maradona segnò un goal con la mano all'Inghilterra: "La mano de Dios o la cabeza de Maradona" (La mano di Dio o la testa di Maradona). Maradona gli rispose "Las dos" (Tutt'e due). Venne per questo intervistato da numerose TV sudamericane.

Nel 1997 ha anche condotto per qualche mese, subito dopo l'abbandono del precedente conduttore Antonio Lubrano, il programma "Mi manda Raitre" appena rinominato (fino a quel momento si era chiamato infatti "Mi manda Lubrano").
Nel 2005 dopo che Mediaset acquisisce i diritti calcistici, chiamato da Maurizio Costanzo, passa a Canale 5, dove cura le dirette dai campi di calcio per Buona Domenica.

Attualmente è in pensione ma lavora ancora: conduce su un'emittente locale, Teleoggi Canale9, il programma televisivo L'emigrante, cronaca quotidiana di fatti e misfatti napoletani.

È stato anche eletto, nelle liste dei Democratici di Sinistra, consigliere comunale a Napoli nelle elezioni del 1997.

La passione per l'archeologia[modifica | modifica sorgente]

Dopo 90º Minuto, Luigi Necco si dedicò all'archeologia, sua passione giovanile. Dal 1993 al 1997 ideò e condusse una rubrica dal titolo L'occhio del faraone per la quale ha realizzato e messo in onda 360 documentari e servizi sull'archeologia nell'area Mediterranea, dalla Grecia alla Giordania, dall'Egitto all'Iraq, da Pompei alla Turchia. Per moltissimi anni, inseguendo un sogno giovanile, si è dedicato alla ricerca del tesoro che Heinrich Schliemann aveva trovato a Troia nel 1873 e che ufficialmente i tedeschi davano per distrutto nei tremendi bombardamenti dello Zoo di Berlino del 1945.

Non credendo alle dichiarazioni ufficiali, con annose, minuziose e dispendiose ricerche in tutte le aree orientali dell'Europa divisa in due blocchi, è riuscito nel suo scopo, individuando i ladri e il nascondiglio del tesoro, che è stato finalmente esposto il 16 aprile 1996 nel Museo Puškin delle belle arti di Mosca. Su questa avventura ha scritto, per l'editore Pironti di Napoli, un libro intitolato Giallo di Troia.

L'attentato[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre del 1980, Antonio Sibilia, presidente dell'Unione Sportiva Avellino, si reca accompagnato da Juary a una delle tante udienze del processo che vede imputato Raffaele Cutolo, capo incontrastato della Nuova Camorra Organizzata.[1] Durante una pausa saluta il boss con tre baci sulla guancia e gli consegna tramite Juary una medaglia d'oro con dedica («A Raffaele Cutolo dall'Avellino calcio»).[2] Giustificherà il suo omaggio con queste parole:

« Cutolo è un supertifoso dell'Avellino; il dono della medaglia non è una mia iniziativa, è una decisione adottata dal consiglio di amministrazione[3] »

L'intera vicenda suscita l'interesse giornalistico di Necco, che ne parlerà a 90º minuto. Il giorno dopo viene gambizzato[2] in un ristorante di Avellino per mano di tre uomini inviati da Enzo Casillo, detto 'O Nirone, luogotenente di Cutolo fuori dal carcere.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Adriaco Luise, Il «re dell'Avellino» nei guai con la legge in La Stampa, 27 febbraio 1981, p. 7. URL consultato il 22-12-2010.
  2. ^ a b Alessandro Leogrande, Il pallone è tondo, Napoli, L'ancora del mediterraneo, 2005.
  3. ^ Adriaco Luise, Sibilia, il patron dell'Avellino a Trento in soggiorno obbligato in Stampa Sera, 09 novembre 1981, p. 9. URL consultato il 22-12-2010.
  4. ^ Intervista a Luigi Necco - 10 marzo 2006. URL consultato il 22-12-2009.
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