L'ammazzatoio

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L'ammazzatoio
Titolo originale L'Assommoir
Lassommoir.jpg
Copertina de "L'Assommoir"
Autore Émile Zola
1ª ed. originale 1877
Genere romanzo
Lingua originale francese
Ambientazione Parigi
Protagonisti Gervaise Macquart
Coprotagonisti Charles Coupeau
Antagonisti Auguste Lantier
Altri personaggi padre Colombe
Serie Ciclo dei Rougon-Macquart
Preceduto da Sua Eccellenza Eugène Rougon
Seguito da Una pagina d'amore

L'ammazzatoio (L'Assommoir, conosciuto in italiano anche come Lo scannatoio) è il settimo volume del ciclo I Rougon-Macquart (1871-1893) dello scrittore francese Émile Zola.

Il romanzo iniziò ad uscire a puntate sul quotidiano "Le bien publique" nel 1876 ma il giornale fu costretto ad interrompere le pubblicazioni a causa delle proteste che esso aveva suscitato nel pubblico dei lettori. Catulle Mendès, grande ammiratore di Zola, decide allora di pubblicarlo sul suo settimanale "La Republique des lettres" e fu questa volta un grande successo. Esso venne poi pubblicato come libro nel 1877.

Il libro, che è ambientato nella Parigi operaia ed è frutto di una lunga e attenta analisi d'ambiente da parte dell'autore, narra una storia di alcolismo, di miseria e di degradazione umana ed è innovativo anche dal punto di vista linguistico, perché Zola riproduce, come in tutti gli altri suoi romanzi, il caratteristico gergo dell'ambiente che descrive (argot).

Trama[modifica | modifica sorgente]

« "Gervasia aveva aspettato Lantier fino alle due del mattino, poi, tutta tremante per essere rimasta all'aria pungente della finestra in camicia, s'era gettata di traverso sul letto e si era assopita, febbricitante, con le guance umide di pianto". »
(Incipit de L'ammazzatoio[1])

Il libro narra la storia della vita di Gervaise Macquart, una giovane lavandaia dipendente, trasferitasi a Parigi con il fidanzato Auguste Lantier e i due figli Étienne e Claude. Dopo aver vissuto in modo dissoluto, una volta finiti i risparmi della coppia, Lantier scappa di casa per un'altra donna e Gervaise si ritrova a vivere da sola, con i due figli, in un piccolo appartamento. Si innamora però di Coupeau, che le pare subito un uomo onesto: non beve, ha un lavoro come zincatore ed è disposto a sposarla nonostante le difficoltà. Poco dopo il matrimonio, nasce la figlia Nanà.

Una volta sposata e trasferitasi, Gervaise, grazie ad un prestito da parte di una sua nuova coinquilina, riesce ad aprire una lavanderia in proprio e a condurre una vita benestante: l'apice è rappresentato da un superbo e imponente pranzo, offerto dalla lavandaia per il suo compleanno che impegna i risparmi e le fatiche della famiglia.

Tuttavia non mancano i problemi: Coupeau temporaneamente in malattia a causa di un incidente sul lavoro inizia a prendere cattive abitudini dandosi all'alcool ed alle cattive frequentazioni, rifiutandosi infine di tornare al suo onesto e duro impiego, e spendendo in fretta i suoi guadagni nella distilleria di padre Colombe, chiamata "L'Assommoir". A ciò si aggiunge il ritorno di Lantier dalla fallita esperienza amorosa, a cui viene accordato di condividere l'appartamento. Egli vive però come una sanguisuga, senza pagare l'affitto ma, anzi, scialacquando i risparmi di Gervaise e istigando Coupeau a bere.

In breve tempo la famiglia cade in rovina: Nanà scappa di casa per andare a vivere come ballerina nei locali notturni, mentre Coupeau impazzisce a causa dell'alcool ed è ricoverato più volte in un manicomio. Nel frattempo va in rovina anche la bottega di Gervaise, che è costretta a venderla insieme all'appartamento ad una sua amica, su suggerimento di Lantier, che ne è l'amante, per farne una confetteria.

Dopo la morte di Coupeau per gli effetti dell'abuso di alcool, Gervaise si ritrova a vivere da sola in un piccolo monolocale e si dà anche lei all'alcoolismo, fino alla morte nella miseria di un piccolo sottoscala, ultimo alloggio della donna.

Nel frattempo, la confetteria va in rovina anch'essa per causa di Lantier: il locale viene rilevato dalla figlia del trattore, per mettere su una tripperia; per Lantier è un'altra occasione per vivere alle spalle di una donna.

Versione teatrale[modifica | modifica sorgente]

Illustrazione de L'assommoir

Dal romanzo nel 1879 venne tratta una versione teatrale di William Busnach e Octave Gastineau, in 5 atti e 9 quadri scenici, autorizzata da Zola a condizione di non doversene occupare[2]. Di fatto poi lo scrittore apprezzò i loro sforzi, oltre a quelli del regista Henri Chabrillat e degli attori che l'avevano messa in scena presso il Théâtre de l'Ambigu-Comique. Copeau fu interpretato da Gil Naza (di cui esiste una fotografia di Nadar in costume), Gervaise da Hélène Petit[3]. Anche a Flaubert piacque la recita e scrisse una lettera all'autore. In Inghilterra fu d'altrettanto successo con il titolo Drink (adattato da Charles Reade). Una ripresa del 1900 ha visto tra gli attori Lucien Guitry e Suzanne Desprès.

La critica[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo venne tradotto in lingua fiorentina e toscana dal pistoiese Policarpo Petrocchi nel 1879; è stata la prima traduzione completa perché prima si diceva che la lingua italiana non aveva abbastanza vocaboli per essere trascritta in italiano. Quando Zola lesse la traduzione lodò il letterato. Il romanzo, che ottenne enorme successo, venne esaltato in Italia da Francesco de Sanctis che durante una conferenza tenuta al "Circolo filologico" di Napoli il 15 giugno 1879[4] disse: "L'Assommoir è una evoluzione a rovescio, dall'uomo all'animale, dall'ideale umano di Gervasia sino all'idiotismo, alla intelligenza cristallizzata, all'essere morale demolito, all'essere fisico incadaverito".[5][6]

Edizioni italiane[modifica | modifica sorgente]

  • trad. di Emmanuele Rocco, Fratelli Treves, Milano 1880
  • trad. di Policarpo Petrocchi e Julius Standaert, G. Pavia Milano 1880
  • trad. di Ferdinando Bideri, Bideri, Napoli 1892
  • trad. di A. Ventura Almansi, Gloriosa, Milano 1924; Bietti, Milano 1938
  • trad. di L. G. Tenconi, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 1964
  • trad. di Ettore Venzi, Casini, Milano 1966
  • trad. e prefazione di Ferdinando Bruno, introduzione di Lanfranco Binni, Garzanti, 1995
  • trad. di Luisa Collodi, introduzione di Massimo Raffaeli, Newton Compton, Roma 1995 ISBN 8881830418
  • a cura di Pierluigi Pellini, in Romanzi, vol. 1, I Meridiani Mondadori, Milano 2010 ISBN 9788804594161

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Émile Zola, L'assommoir, traduzione di Ettore Venzi; Collana I libri del sabato (19), Roma, Gherardo Casini Edizioni periodiche, 1966, pagine 400.
  2. ^ cfr. la prefazione alla stampa del testo teatrale del 1881.
  3. ^ cfr. l'articolo.
  4. ^ Francesco de Sanctis, Zola e l'Assommoir : conferenza tenuta al Circolo filologico di Napoli il 15 giugno 1879 da Francesco de Sanctis, Milano, F.lli Treves, 1879, pagine 83.
  5. ^ dalla Prefazione, op. cit., pag. 6
  6. ^ 100 Jahre Rougon-Macquart im Wandel der Rezeptionsgeschichte, Gunter Narr Verlag. URL consultato il 14-03-2010.

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