Italjet

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Italjet Moto srl
Stato Italia Italia
Fondazione 1959 a Bologna
Fondata da Leopoldo Tartarini
Sede principale Castel San Pietro Terme (BO)
Persone chiave Massimo Tartarini
Settore Casa motociclistica
Prodotti Motociclette
Scooter
Sito web www.italjet.com

L'Italjet è una azienda motociclistica italiana di Castel San Pietro Terme (BO), fondata nel 1959 a Bologna, da Leopoldo Tartarini, come Italemmezeta.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Italjet Dragster 180

Tartarini, noto pilota motociclistico degli anni cinquanta (vinse svariate volte al Motogiro d'Italia e alla Milano-Taranto), ritiratosi dalle corse iniziò a dedicarsi alla costruzione di motocicli con motore MZ, da cui il nome Italemmezeta. Il primo prodotto fu una 125 spinta dal motore a due tempi tedesco-orientale, cui fece seguito nel 1962 un ciclomotore sportivo battezzato Italjet, ispirato nelle linee alle Ducati coeve.

Nel 1964 nacque il Mustang, altro ciclomotore di indole sportiva e dalle soluzioni innovative, evolutosi successivamente nel Mustang Veloce, che richiamava nella forma del serbatoio l'Aermacchi Ala Verde. Il 1965 vide la presentazione, in occasione del Salone di Milano, della Grifo, moto spinta dal motore Triumph 500 cm³ bicilindrico; di quell'anno è anche l'accordo con Jawa e ČZ per la fornitura di motori. La gamma Italjet (ragione sociale dell'azienda dal 1967) ebbe buon successo sia in Italia che all'estero per la sua originalità e avanguardia, sia nello stile che nelle soluzioni meccaniche.

Nel 1967 fu lanciata una gamma di ciclomotori a ruote basse, tra cui va segnalato per la sua singolarità il Go-Go, il cui serbatoio (su cui campeggiano due "occhi") è situato intorno al cannotto dello sterzo; l'anno successivo toccò al Kit-Kat, ciclomotore pieghevole, e la maximoto Grifon, evoluzione del prototipo del 1965, mossa dal motore 650 cm³ della Triumph Bonneville. Nel 1968 Tartarini si accordò con lo statunitense Floyd Clymer, imprenditore nel settore dell'editoria e titolare del marchio Indian, per il quale la Italjet costruì sino agli anni settanta svariati modelli, dalle minimoto alle "maxi" con motore Velocette e Royal Enfield.

Sul finire degli anni sessanta la Casa emiliana rinnovò la propria gamma presentando una serie di minimoto da fuoristrada e alcuni modelli destinati al fuoristrada agonistico. Dal punto di vista commerciale, la Italjet divenne importatore italiano delle moto da cross ČZ e della Yamaha: sfruttando i motori della Casa nipponica nacquero la stradale Buccaneer 125 bicilindrica e la enduro Mad.

Concluso il rapporto con Yamaha la Italjet iniziò a importare e distribuire in Italia la Bultaco (1977); del 1978 è il Pack-A-Way, ciclomotore che riprendeva alcune idee già viste sul modello Kit-Kat, evolutosi nel 1980 nel Pack 2, il quale impiegava motore e trasmissione del Piaggio Ciao. Con meccanica Piaggio (quella del motocarro Ape) è anche il trike Ranger.

Nel 1980 la Italjet, approfittando delle difficoltà finanziarie della Bultaco, entrò nel settore delle moto da trial, con delle 250 e 350 il cui motore (di lontana derivazione Ducati) era costruito in proprio dalla Casa. Del 1984 è la bicicletta a motore Tiffany. Nel 1986 l'azienda cessò la produzione di motocicli (fu mantenuta solo quella delle minimoto), per riprendere due anni dopo con una serie di scooter, come i modelli Dragster, Formula, Torpedo e Velocifero degli anni novanta.

Del 1999 è il prototipo di una nuova Grifon, con motore Triumph 900 cm³, mentre nel 2002 fu presentato il prototipo Amarcord, con ciclistica da moto e motore Piaggio 250 cm³ da scooter. Fu il canto del cigno della Italjet, costretta a chiudere poco dopo. Leopoldo Tartarini fonderà successivamente uno studio di design, lasciando il marchio al figlio Massimo.

Le competizioni[modifica | modifica sorgente]

Il legame tra l'Italjet e le competizioni risale al passato sportivo del fondatore. Nel 1965 entrò in produzione il modello Vampire, moto da corsa per la neonata categoria 60 Cadetti, di buon successo sportivo. Altro modello di successo nelle corse è la Buccaneer, con la quale la Italjet vinse tre campionati italiani juniores della ottavo di litro (dal 1973 al 1975).

Nel 1979 la Casa emiliana si dedicò al trial, dapprima sostenendo Bernie Schreiber nel campionato mondiale e Ettore Baldini nel campionato italiano, e, dal 1980, con una propria moto, ottenendo discreti risultati a livello nazionale e mondiale. Nella stagione 2000 la Italjet fece il suo ingresso nel motomondiale, presentandosi nella classe 125 con la F 125 e l'avventura iridata terminò nella stagione 2002.

Prodotti attuali[modifica | modifica sorgente]

  • Dragster, scooter con la particolare forcella a forcellone monobraccio
  • Jack, scooter a ruote alte tipo classico

Note[modifica | modifica sorgente]


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Fonti e bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]