Il fabbricante di gattini

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Il fabbricante di gattini
Il fabbricantе di gattini.png
una scena del film
Titolo originale Katzelmacher
Paese di produzione Germania Ovest
Anno 1969
Durata 88 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Rainer Werner Fassbinder
Soggetto Rainer Werner Fassbinder (dal suo dramma omonimo)
Sceneggiatura Rainer Werner Fassbinder
Produttore Rainer Werner Fassbinder
Fotografia Dietrich Lohmann
Montaggio Rainer Werner Fassbinder (con lo pseudonimo di Franz Walsch)
Musiche Peer Raben
Interpreti e personaggi

Il fabbricante di gattini (tit. orig. Katzelmacher) è un film del 1969 di Rainer Werner Fassbinder.

Titolo[modifica | modifica sorgente]

Il titolo del film è tradotto letteralmente. La parola Katzelmacher è un'espressione bavarese spregiativa[senza fonte] con cui venivano chiamati i lavoratori immigrati provenienti dall'Europa meridionale. L'appellativo allude all'intensa prolificità degli immigrati, mentre l'etimologia corretta indica il "fabbricante di cazze", artigiano proveniente per lo più dalla Val Gardena specializzato nella produzione di mestoli (Gatzeln) in legno e in rame.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film narra le vicende di un gruppo di uomini e donne della piccola borghesia; dialogano, fanno sesso, sono aggressivi, si riuniscono insieme o in coppia. Tutto procede nel suo ordine fino a quando non arriva l'emigrante greco Jorgos. L'uomo è visto come una minaccia dagli altri uomini che invidiano il suo successo con le donne, mentre è visto con curiosità dalle donne che lo ritengono più virile. Il flirt tra Marie e lo straniero destabilizza il gruppo, cosicché alla fine Jorgos verrà massacrato di botte perché tutto deve essere riportato all'ordine.

Produzione e distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Prodotto sulla base di un lavoro teatrale dello stesso Fassbinder, portato sulle scene due anni prima dall'Action-Theater, sciolto dalla polizia nel maggio 1968, e di cui riproponeva il modello produttivo ("cinema girato in fretta e a basso costo, con la partecipazione gratuita di cast e troupe"[2]), il film fu girato in soli nove giorni e costò circa 80.000 marchi.

Presentato l'8 ottobre 1969 al Festival internazionale del cinema di Mannheim-Heidelberg, dove si aggiudicò il premio Interfilm, il film fu distribuito in Germania dal 22 novembre dello stesso anno.

Critica[modifica | modifica sorgente]

"... La vera saggezza del film sta nel dimostrare attraverso un linguaggio di una banalità apparentemente sconcertante, che il fascismo non è un'idea, ma una forma di vita, e che i suoi portatori sono altrettanto deboli e disperatamente patetici delle loro vittime."[1]

"...Sin dai suoi esordi, quando l'influenza di Godard era ancora evidente, Fassbinder era assolutamente originale; uno dei pochi autori in grado di costruire un film spietato sull'apatia, l'avidità e la meschinità, che risulta al contempo divertente e duro, comprensivo e caustico."[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Davide Ferrario, "Rainer Fassbinder", l'Unità/Il Castoro, 1995
  2. ^ Bruno Di Marino, booklet allegato a VHS "Katzelmacher (Il terrone)", Ed. Rarovideo
  3. ^ Vincent Canby, The New York Times, 4 giugno 1977
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