Il viaggio in cielo di mamma Kusters

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Mamma Kusters va in cielo (il viaggio in cielo di Mamma Kusters)
Il viaggiо in cielo di mamma Kusters.png
una scena del film
Titolo originale Mutter Kusters fahrt zum himmel
Lingua originale Tedesco
Paese di produzione Germania Ovest
Anno 1975
Durata 110 m.
Colore Colore
Audio Mono
Rapporto 1.66:1
Genere drammatico
Regia Rainer Werner Fassbinder
Soggetto R.W. Fassbinder
Sceneggiatura Kurt Raab
Casa di produzione Tango Film/ City Film
Musiche Peer Raben
Interpreti e personaggi

Il viaggio in cielo di Mamma Kusters (Mutter Küsters fahrt zum Himmel) è un film del 1975 diretto da Rainer Werner Fassbinder.

Manifesto di ambigua ferocia ideologica[senza fonte] fu presentato in prima assoluta nel luglio del 1975 al Festival del Cinema di Berlino, ma la proiezione fu sospesa per le dure proteste del pubblico.

Fu distribuito l'anno successivo, in una versione ridotta, per il mercato internazionale col titolo "Mother Kuster goes to Heaven"

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Hermann Kusters, un pacifico operaio di Francoforte, ossessionato dall'ipotesi di licenziamento, prima uccide il figlio del padrone della fabbrica dove lavora e poi si suicida. Sua moglie Emma lo descrive come un padre esemplare in una intervista che un cinico giornalista deforma a suo "uso e consumo" dando l'avvio ad una ignobile campagna denigratoria.

In breve intorno alla famiglia Kusters si genera una frenetica corsa allo sfruttamento della vicenda. La figlia Corinne, cantante di cabaret, cerca di sfruttare la vicenda per fare carriera; suo fratello Ernest e la moglie abbandonano Mamma Kusters, una coppia di coniugi, "comunisti da salotto", la usano come propaganda per il DKP (Partito Comunista Tedesco).

L'unica che lotta disperatamente per difendere la memoria di Hermann è proprio Emma. Abbandonata da tutti e circondata dall'avidità generale la donna scoprirà a sue spese che la verità è solo un punto di vista. Nel finale, infatti, un anarchico la coinvolgerà nell'occupazione armata del giornale da cui è partita la campagna diffamatoria. Una didascalia finale informa che Mamma Kusters muore, accidentalmente, nel blitz delle forze di sicurezza.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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