Veronika Voss

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Veronika Voss
Veronika Voss.png
Titolo originale Die Sehnsucht der Veronika Voss
Paese di produzione Germania Ovest
Anno 1982
Durata 104 min
Colore bianco e nero
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Rainer Werner Fassbinder
Soggetto Rainer Werner Fassbinder, Pea Fröhlich, Peter Märthesheimer
Sceneggiatura Rainer Werner Fassbinder, Pea Fröhlich, Peter Märthesheimer
Produttore Rainer Werner Fassbinder, Thomas Schühly, Bertram Vetter, Horst Wendlandt
Fotografia Xaver Schwarzenberger
Montaggio Juliane Lorenz
Musiche Peer Raben
Scenografia Rolf Zehetbauer, Walter E. Richarz
Interpreti e personaggi
Premi

Veronika Voss è un film del 1982, diretto da Rainer Werner Fassbinder ed interpretato da Rosel Zech. Liberamente ispirato alla figura di Sybille Schmitz, attrice tedesca particolarmente nota al tempo del Terzo Reich, il film ha alcune analogie, almeno di ispirazione, con Viale del tramonto di Billy Wilder. La pellicola, girata in bianco e nero, è stata premiata nel 1982 con l'Orso d'oro al Festival di Berlino.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Monaco di Baviera, 1955.

Veronika Voss, ex diva dell'Universum-Film AG (UFA), il cinema di propaganda nazista, da anni dimenticata da tutti, vive nell'ossessione del suo passato e dalla sua celebrità.

Una sera, in tram, incontra Robert Krohn, un giornalista sportivo, ed è fortemente attratta da lui. I due iniziano una storia d'amore, nonostante Robert viva già con la sua ragazza, Henriette.

Veronika è una donna affascinante, ma Robert ben presto capisce che il suo comportamento è strano, mutevole, a volte euforico, a volte disperato. Nel tentativo di aiutarla scopre che la donna è praticamente prigioniera della sua neurologa, la dottoressa Katz, che la tiene segregata nella sua clinica privata. La dottoressa subdolamente sfrutta la Voss, approfittando della sua dipendenza dagli oppiacei.

Per verificare i suoi sospetti, Robert convince Henriette ad andare dalla dottoressa Katz, fingendosi una ricca donna affetta da depressione. Quando la neurologa le rilascia una prescrizione a base di oppiacei, Henriette cerca di avvisare disperatamente Robert, ma una macchina la travolge uccidendola.

Il film si conclude tragicamente con Veronika che, abbandonata da sola durante il giorno di Pasqua, in preda ad una crisi di astinenza ingerisce una dose letale di tranquillanti.

Dopo la morte di Veronika, Robert osserva impotente la dottoressa Katz e i suoi collaboratori brindare alla sua morte.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Fassbinder interpreta nel film un breve cameo: è, nella sequenza iniziale, in una delle poltrone di un cinema di periferia, dietro alla protagonista che guarda un suo vecchio film.
  • Lilo Pempeit (pseudonimo di Liselotte Eder) che interpreta il ruolo della proprietaria di un negozio di gioielli, è la madre di Fassbinder, ed appare in molti film del regista bavarese.
  • Per l'attore di colore Günther Kaufmann, noto per il ruolo di Nono in Querelle, l'ultimo film girato da Fassbinder prima della morte, Fassbinder ebbe un breve infatuazione non corrisposta.
  • Juliane Lorenz, che qui appare nel breve ruolo di una segretaria, è stata fra le più strette collaboratrici di Fassbinder e direttrice della produzione di questo film. Nel 1992 è diventata amministratore delegato della Rainer Werner Fassbinder Foundation. Fu lei che sottopose al regista la vicenda legale della Schmitz trovata su un vecchio giornale.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Intervista a Rosel Zech e Juliane Lorenz nel 2003 per il Criterion Collection DVD del film. Presente anche nell'edizione Artificial Eye Region 2


Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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