Ibn Hajar al-'Asqalani

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Shihāb al-Dīn Abū l-Faḍl Aḥmad ibn ʿAlī ibn Muḥammad meglio noto come Ibn Ḥajar al-ʿAsqalanī (di Ascalona), in in arabo: ابن حجر العسقلاني, (Il Cairo, 18 febbraio 1372Il Cairo, 2 febbraio 1448) è stato un giurista arabo sciafeita[1], grandemente famoso per la sua profonda conoscenza in materia di ḥadīth e di loro trasmettitori.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il ḥāfiẓ Ibn Ḥajar era figlio dello studioso e poeta sciafeita Nūr al-Dīn ʿAlī. Entrambi i suoi genitori morirono nel periodo della sua infanzia ed egli e sua sorella Sitt al-Rakb, passarono sotto la tutela del fratello della prima moglie del padre, Zākī al-Dīn al-Kharrūbī, che avviò Ibn Ḥajar agli studi coranici quando aveva cinque anni. Egli dimostrò subito grande talento imparando a memoria la surat Maryam (la n. 19) in un solo giorno, e progredendo con la memorizzazione del Corano (che gli procurerà l'appellativo grandemente onorifico di ḥāfiẓ) e poi della versione ridotta dell'opera di Ibn al-Hajib sui fondamenti dei fiqh.

All'età di dodici anni accompagnò al-Kharrūbī alla Mecca, e già allora era capace di dirigere le preghiere del Tarawih durante il Ramadan. Quando il suo tutore morì nel 1386, l'educazione di Ibn Hajar in Egitto proseguì sotto lo studioso di ḥadīth, Shams al-Dīn ibn al-Qattān, che lo indirizzò ai corsi tenuti da al-Bulqini (m. 1404) e Ibn al-Mulaqqin (m. 1402) sul fiqh del madhhab sciafeita e da ʿAbd al-Raḥīm b. al-Ḥusayn al-ʿIrāqī (m. 1404) sui ḥadīth, dopo di che si trasferì a Damasco e poi a Gerusalemme per studiare con Shams al-Dīn al-Qalqashandī (m. 1407), Badr al-Dīn al-Balisī (m. 1401) e Fāṭima bint al-Manja al-Tanūkhiyya (m. 1401). Dopo un'altra visita alla Mecca, a Medina e nello Yemen, ritornò in Egitto.

Suyūṭī disse: "Si dice che bevesse l'acqua di Zemzem al fine di raggiungere il livello di al-Dhahabi nella memorizzazione, che egli riuscì ad acquisire superando lo stesso maestro".[2]

Nel 1397, all'età di venticinque anni, sposò Anas Khātūn, che era un'esperta di ḥadīth, avendo ottenuto la ijāza (autorizzazione a diffondere l'insegnamento del proprio Maestro) da ʿAbd al-Raḥīm b. al-Ḥusayn al-ʿIrāqī. Ella teneva celebri letture pubbliche alle quali assistevano intere folle di ʿulamāʾ, compreso al-Sakhawi.

Ibn Ḥajar venne nominato giudice capo d'Egitto (Qāḍī) per diverso tempo.

Ibn Ḥajar morì dopo la preghiera dell'ʿishāʾ il 2 febbraio 1449 all'età di settantanove anni. Al suo funerale al Cairo si stima abbiano assistito cinquantamila persone, compreso il sultano mamelucco e il califfo abbaside del Cairo.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Ibn Ḥajar scrisse più di cinquanta opere in materia di ḥadīth, terminologia dei ḥadīth, valutazioni biografiche, storia, esegesi coranica, poesia e giurisprudenza sciafeita.

  • Fath al-Bari – considerato il commento più importante ed affidabile del Jāmiʿ al-Ṣaḥīḥ di al-Bukhari. Nel 1414, Ibn Ḥajar iniziò la monumentale opera di collazione dei lavori del Ṣaḥīḥ di Bukhārī. Ibn Rajab aveva iniziato a scrivere un grandioso commento sul medesimo lavoro di Bukhari negli anni 1390 dandogli il titolo di Fath al-Bari e Ibn Ḥajar decise di dare lo stesso titolo alla sua opera, che divenne presto la più importante sui commenti all'opera principale di Sunna. Quando terminò, nel dicembre 1428 (Rajab 842 E.), venne tenuta una celebrazione vicino al Cairo, alla quale presero parte ulamāʾ, giudici e personalità egiziane di primo piano. Ibn Hajar lesse le pagine finali della sua opera, dopo di che alcuni poeti recitarono elegie e vennero distribuiti vasi d'oro. Essa fu, secondo lo storico Ibn Iyās (m. 930 E.) "la più grande celebrazione dell'epoca in Egitto".
  • al-Durar al-Kāmina – dizionario biografico dei personaggi principali dell'VIII secolo.
  • Tahdhīb al-Tahdhīb – un sunto del Tahdhīb al-Kamāl, l'enciclopedia di narratori di ḥadīth di Yusuf ibn Abd al-Rahman al-Mizzi
  • Taqrīb al-Tahdhīb – sunto del Tahdhīb al-Tahdhīb.
  • Ta'jīl al-Manfa'a – biografie dei narratori di Musnad dei quattro Imam, non presenti nel Tahdhīb.
  • al-Iṣāba fī tamyīz al-Ṣaḥāba – il dizionario più completo sui Compagni, 12 voll., Hyderabad, Dār al-maʿārif al-niẓāmiyyah, 1327/1909.
-- Beirut, Dār al-kutub al-ʿilmiyya, 8 voll. + Indici (ripr. dell'originale stampato a Calcutta nel 1853).
  • Ibn al-Athīr, Usd al-ghāba fī maʿrifat al-ṣaḥāba, 7 voll., Muḥammad Ibrāhīm al-Bannā, Muḥammad Aḥmad ‘Ashūr, Maḥmūd al-Wahhāb Fā’id (eds.), Il Cairo, Kitāb al-Shaʿb, 1393/1973, IV, p. 35, n. 4531 e VI, p. 642, n. 6390
  • Bulugh al-Maram min adillat al-aḥkām – sui ḥadīth usati nel fiqh di al-Shafi'i.
  • Natāʾij al-afkār fī takhrīj aḥādīth al-adhkār
  • Lisān al-Mīzān – una revisione del Mīzān al-I'tidāl di al-Dhahabi.
  • Talkhīs al-Habīr fi Takhrīj al-Rafi`i al-Kabīr
  • al-Diraya fi Takhrij Ahadith al-Hidaya
  • Taghliq al-Ta`liq `ala Sahih al-Bukhari
  • Risāla Tadhkirat al-Athār
  • al-Matālib al-`Aliya bi-Zawa'id al-Masānid al-Thamaniya
  • Nukhbat al-Fikar assieme alla spiegazione del Nuzhah al-Nathr sulla terminologia dei hadīth
  • al-Nukat 'ala Kitāb ibn al-Salāh – commenti su Muqaddima di Ibn al-Salāh
  • al-Qawl al-Musaddad fi Musnad Ahmad una discussione sull'autenticità dei hadith sul Musnad di Ahmad
  • Silsilat al-Dhahab
  • Ta`rif Ahl al-Taqdis bi Maratib al-Mawsufin bi al-Tadlis

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ USC-MSA Compendium of Muslim Texts, Usc.edu. URL consultato il 21 marzo 2010.
  2. ^ Dhayl Ṭabaqāt al-Ḥuffāẓ, p. 251.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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