al-Dhahabi

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Muhammad ibn Ahmad ibn ʿUthmān ibn Qaymaz ibn ʿAbd Allāh, Shams al-Dīn Abū ʿAbd Allāh al-Turkmānī al-Diyārbakrī al-Fāriqī al-Dimashqī al-Dhahabī al-Shafiʿī, (in arabo: محمد بن احمد بن عثمان بن قيوم ، أبو عبد الله شمس الدين الذهبي), noto più semplicemente come al-Dhahabī[1] (Damasco, 12741348), è stato uno storico siriano, fu uno studioso sunnita sciafeita di hadith (Muhaddith) e storiografo del primo Islam.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Al-Dhahabī nacque nel 1274 a Damasco, dove la sua famiglia viveva fin dal tempo del nonno ʿUthmān. Talvolta egli stesso si presenta come Ibn al-Dhahabī (lett. "Figlio dell'orefice"), facendo riferimento all'attività del padre. Cominciò i suoi studi di hadith a 18 anni ed effettuò per questo viaggi da Damasco a Baalbek, Homs, Hama, Aleppo, Nablus, Cairo, Alessandria d'Egitto, Gerusalemme, Hijaz e altrove, dopo i quali tornò a Damasco, in cui redasse numerose opere e si guadagnò vasta notorietà come critico intelligente ed esperto di ḥadīth, storia enciclopedica e biografo, oltre ad essere considerato un'autorità nel campo delle letture canoniche (qiraʾāt ) del Corano.

Perse la vista due anni prima della morte e lasciò tre figli, la cui primogenita fu Amat al-ʿAzīz e due figli, ʿAbd Allāh e Abū Hurayra ʿAbd al-Rahmān, l'ultimo dei quali fu maestro degli esperti di ḥadīth, Ibn Nāṣir al-Dīn al-Dimashqī[2] e Ibn Hajar, cui trasmise numerosi lavori del padre.

Maestri[modifica | modifica sorgente]

Tra i più importanti maestri di ḥadīth, fiqh e ʿaqīda di al-Dhahabī figurano:

  • Taqī al-Dīn Aḥmad ibn Taymiyya
  • Ibn al-Ẓāhirī, Aḥmad ibn Muḥammad ibn ʿAbd Allāh al-Ḥalabī
  • Sharaf al-Dīn al-Dimyāṭī, ʿAbd al-Muʾmin ibn Khalaf, la più apprezzata autorità egiziana sui ḥadīth del tempo
  • Shaykh al-Islām Ibn Daqīq al-ʿĪd
  • Jamāl al-Dīn Abū al-Maʿālī Muḥammad ibn ʿAlī al-Anṣārī al-Zamalkānī al-Dimashqī al-Shāfiʿī (m. 727), che egli chiamò "Qāḍī al-Qudāt".
  • Al-Abarquhī, Aḥmad ibn Isḥāq ibn Muḥammad al-Miṣrī (m. 701), da cui al-Dhahabī fu istruito alla dottrina sufi di Suhrawardī.[3]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Fu autore di quasi un centinaio di opere, alcune delle quali di mole considerevole:

  • in arabo: تاريخ الإسلام, Taʾrīkh al-Islām al-kabīr "La grande storia dell'Islam"
  • in arabo: سير أعلام النبلاء, Siyar aʿlām al-nubalāʾ "Le vite dei personaggi di spicco", 23 voll.
  • Tadhhīb tahdhīb al-Kamāl, un compendio di biografie storiche di trasmettitori di tradizioni storico-giuridiche, ricordata come una delle sei principali opere di hadith.
    • Al-Kashif fī maʿrifa man lahu riwāya fī l-Kutub al-Sitta, sintesi del soprastante Tadhhīb.
      • Al-Mujarrad fī asmāʾ rijāl al-Kutub al-Sitta, sintesi del Kashif.
  • Mukhtasar kitāb al-wahm wa al-iham li-Ibn al-Qattān.
  • Mukhtaṣar Sunan al-Bayhaqī, sintesi delle Sunan al-Kubarāʾ di Bayhaqī.
  • Mukhtaṣar al-Mustadrak li-l-Ḥākim, sintesi del libro al-Mustadrak ʿalā al-Ṣaḥīḥayn di al-Ḥākim al-Nīshābūrī.
  • al-Amṣār dhawāt al-āthār (Le città con tracce archeologiche), che inizia con una descrizione di Medina.
  • al-Tajrīd fī asmāʾ al-Ṣaḥāba, un dizionario sui Compagni del Profeta Muhammad.
  • in arabo: تذكرة الحفاظ, Tadhkirat al-ḥuffāẓ (Ricordo di chi sapeva a memoria il Corano).
  • al-Muʿīn fī ṭabaqāt al-muḥaddithīn, compendio di studiosi di hadith.
  • Ṭabaqāt al-Qurrāʾ (Le generazioni di esperti coranici).
  • Duwal al-Islām (Gli Stati dell'Islam), storia condensata di personaggi ed eventi di rilievo.
  • al-Kabāʾir (Avvenimenti di spicco)
  • Manāqib al-Imām Abū Hanīfa wa sāḥibayhi Abū Yūsuf wa Muḥammad Ibn al-Ḥasan (Le virtù dell'Imam Abū Hanīfa e dei suoi due discepoli, Abū Yūsuf [al-Shaybānī], e Muḥammad b. al-Ḥasan).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lemma «al-Dhahabī», su: The Encyclopaedia of Islam (M. Bencheneb - J. de Somogyi).
  2. ^ al-Sakhawī, al-Dawʿ al-Lami` (8:103).
  3. ^ Siyar Aʿlām al-Nubalāʾ [SAN] (17:118–119 #6084, 16:300–302 #5655).

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