Tarawih

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Tarāwīḥ ( o tarwīḥa), in in arabo: تراويح, è una preghiera straordinaria, recitata dai musulmani da un'ora e mezzo dopo il tramonto a poco prima dell'alba, nel corso del mese di Ramadan, in cui è stato rivelato il Corano a Maometto. La parola, spesso traslitterata alla maniera anglo-sassone Taraweeh o Terawih o, in lingua urdu, Taraveeh o Taravih) indica una preghiera supererogatoria, vale a dire non obbligatoria, anche se molti musulmani la recitano regolarmente con grande devozione durante il Ramadan.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La preghiera tarāwīḥ consiste in 10 taslīm, ognuno con 2 rak'a. Ogni quattro rak'a è prevista una pausa e da ciò deriva il nome tarāwīḥ, che significa appunto "pause".
Le 20 rakʿāt sono prescritte dalle due grandi scuole (hanafita e sciafeita) dell'Islam, mentre alcuni credono che se ne possano effettuare 8, 12 o 20. I Malikiti sostengono invece che si debbano effettuare 36 rak'a (quindi 18 taslīm). A causa della variabilità dei numeri, al fedele è lasciata la più ampia scelta. Questa preghiera viene recitata solo durante il Ramadan del calendario islamico, poco dopo la preghiera islamica (ṣalāt) dell'ʿIshāʾ. I musulmani credono che sia sunna (raccomandabile), in vista di adempiere un khatm (una "recita completa" cioè del Corano nel mese di Ramadan, con la lettura di almeno un suo juzʾ – 1/30° dell'intero testo coranico – per notte).

Lo sciismo indica invece come preferibile effettuare un migliaio di rak'a nel mese di Ramaḍān.

Opinione dei sunniti[modifica | modifica sorgente]

La maggioranza dei sunniti considera le preghiere tarāwīḥ come Sunna muʾakkada (Sunna "insistita"), una ṣalāt recitata regolarmente dal profeta Maometto ma non canonica. I sunniti credono che la tarāwīḥ sia una Sunna salāt (preghiera facoltativa che può essere recitata in quasi ogni ora del giorno) che può essere detta a casa se non si è in grado di partecipare alla preghiera in Moschea. Secondo questa tradizione, Maometto all'inizio pregò la tarāwīḥ in moschea con altri fedeli durante i mesi di Ramadan. Pregò in moschea con altri fedeli per tre notti consecutive, ma interruppe questa pratica per timore che essa fosse considerata obbligatoria da altri musulmani, anziché di sunna (raccomandabile ma non vincolante).[1] Nel periodo in cui Umar ibn al-Khattab fu califfo, ripristinò la preghiera del Tarawih in congregazione, non più attiva dal Profeta Muhammad, in quanto non c'era più alcun timore che potesse essere resa obbligatoria.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sahih Muslim, Book #4, Hadith #1,663
  2. ^ Sahih al-Bukhari, Volume 3, Book #32, Hadith #227

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]