Harry Robbins Haldeman

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Harry Robbins Bob Haldeman

Harry Robbins Haldeman, meglio noto come H. R. Haldeman, soprannominato Bob (Los Angeles, 27 ottobre 1926Santa Barbara, 12 novembre 1993), fu un uomo politico ed imprenditore statunitense che fu anche Capo di gabinetto della Casa Bianca della presidenza di Richard Nixon dal '69 al '73. Il suo nome è legato allo Scandalo Watergate.

Era figlio di Harry Francis Haldeman e di Katherine Robbins. Il padre fondò e diresse con successo una società di condizionatori d'aria e di impianti di riscaldamento, che dedicò tempo e denaro alla causa del Partito Repubblicano degli Stati Uniti.[1] La madre fu a lungo volontaria dell'Esercito della Salvezza e di altre organizzazioni filantropiche. Il nonno paterno, Harry Marston Haldeman, fu cofondatore della Better American Federation of California, della Oz Film Manufacturing Company e del gentleman's club The Uplifters.[1] I suoi due fratelli minori, Tom e Betsy, emersero nell'organizzazione del cristianesimo scientista.

A causa dello scandalo Watergate, egli fu incriminato con le accuse di associazione per delinquere e di ostacolo alla giustizia e dovette scontare 18 mesi di carcere. Nella stampa popolare fu spesso erroneamente chiamato "H. Robert Haldeman.". Presso la Casa Bianca era noto con vari soprannomi, tra i quali: The Brush ("Spazzola"), a causa del taglio dei suoi capelli, the President's son-of-a-bitch (Il figlio di puttana del Presidente), per i suoi modi rigidi, e Barliner wall ("il Muro di Berlino"), in riferimento scherzoso alle origini germaniche della sua famiglia.[2]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Conosciuto dai suoi compagni come "freccia diretta", egli ostentava il taglio corto dei suoi capelli fin dalle medie superiori, amava le discussioni sull'etica e, membro dei Boy Scouts of America, raggiunse il riconoscimento più alto dell'associazione, quello di Eagle Scout.[3] Frequentò la scuola di Harvard e durante quel periodo incontrò Jo (Joanne) Horton, studentessa alla Marlborough School, che sposò nel 1949.

Frequentò l'Università di Redlands, l'Università della California del Sud e nel 1948 si laureò presso l' Università della California (UCLA) a Los Angeles, ove si affiliò alla fratellanza Beta Theta Pi. Alla UCLA egli conobbe John Ehrlichman, che divenne un amico intimo e collega poi nell'amministrazione del Presidente Nixon. Dopo la laurea lavorò per 20 anni per la J. Walter Thompson, una delle più importanti agenzie pubblicitarie degli Stati Uniti, sia a Los Angeles che a New York. In questa azienda ed in quel periodo lavorò anche Ronald Ziegler, che avrebbe poi lavorato anche per Nixon come Portavoce della Casa Bianca dal 1969 al 1974.

Haldeman fu anche come membro della direzione (Regent) dell'Università della California dal 1967 al 1968.

La carriera nell'amministrazione Nixon[modifica | modifica sorgente]

Nixon ed Haldeman s'incontrarono per la prima volta negli anni cinquanta. Haldeman partecipò come Advance man[4] alla campagna elettorale di Nixon per la vicepresidenza nel 1956 e nel medesimo ruolo a quella delle elezioni presidenziali del 1960. Quindi fu il responsabile della campagna elettorale per l'elezione di Nixon a Governatore della California del 1962/1962, anch'essa, come la precedente presidenziale, risoltasi per Nixon in una sconfitta. Nella campagna per le Elezioni presidenziali del 1968 egli divenne capo dello staff del candidato repubblicano a campagna già iniziata e gli fu attribuita la rivitalizzazione del candidato, grazie alla sua pluriennale esperienza nelle campagne pubblicitarie. La campagna ebbe successo e Nixon divenne il 37º Presidente degli Stati Uniti d'America. Haldeman venne quindi nominato Capo di gabinetto della Casa Bianca.[5]

Haldeman con Nixon alla Western White HouseLa Casa Pacifica, November 21, 1972.

Il ruolo nello scandalo Watergate[modifica | modifica sorgente]

Haldeman fu una delle figure chiave dello scandalo Watergate. Le registrazioni, di cui non fu mai spiegata l'assenza per 18 minuti e mezzo, erano relative ad una discussione cui parteciparono il Presidente ed Haldeman nella Sala Ovale. Dopo la rovinosa testimonianza resa dal Consigliere della Casa Bianca, John Dean, Nixon chiese le dimissioni di Haldeman and Ehrlichman in quello che fu descritto come l'incontro più lungo ed emozionante avvenuto a Camp David. Dean venne silurato e le dimissioni annunciate il 30 aprile 1973.[6]

Alla vigilia delle dimissioni del Presidente, Haldeman chiese un indulto esteso alle renitenza alla leva durante la Guerra del Vietnam, ma egli rifiutò sostenendo che un indulto in tale campo gli avrebbe tolto parte dell'appoggio dell'elettorato.

Il 1º gennaio 1975 Haldeman venne condannato per associazione a delinquere e per aver ostacolato la giustizia ad 8 anni di carcere, ridotti poi 4 in appello. Nella prigione federale di Lompoc egli lavorò come chimico per il sistema di trattamento delle acque reflue. Dopo 18 mesi di carcere Haldeman, il 20 dicembre 1978, venne rilasciato sulla parola.

Gli ultimi anni di vita[modifica | modifica sorgente]

Nel suo periodo post-Casa Bianca egli continuò con successo la sua attività imprenditoriale, con interessi, fra gli altri investimenti, in alberghi, immobili e catene di ristoranti in Florida. Egli fu anche un consulente di successo nell'avviamento di imprese.

Nel 1978 fu co-autore con Joseph Di Mona del libro The Ends of Power, nel quale si assume la responsabilità per aver creato l'atmosfera favorevole al sorgere di episodi come lo scandalo Watergate, in forte contrasto con Ehrlichman, che non perdonò mai a Nixon di non averlo salvato con un indulto. Nel suo libro egli spiegò anche l'affermazione di Nixon nei nastri del Watergate «…aprire la porta di tutto quanto [stava dietro] allo sbarco nella baia dei Porci…». Haldeman disse che "baia dei Porci" era un riferimento all'assassinio del Presidente Kennedy.[7]

Il decesso[modifica | modifica sorgente]

Il 12 novembre del 1993, dopo aver rifiutato il trattamento medico, conformemente alla sua fede nel cristianesimo scientista, Haldeman morì nella sua casa di Santa Barbara per cause non rese note: qualcuno parlò di un cancro all'addome. La sua salma fu cremata e le ceneri disperse in località che non venne rivelata.

Memoria[modifica | modifica sorgente]

Dopo il suo decesso Richard Nixon affermò:

(EN)
«  I have known Bob Haldeman to be a man of rare intelligence, strength, integrity and courage. He played an indispensable role in turbulent times as our Administration undertook a broad range of initiatives at home and abroad. »
(IT)
« Io ho conosciuto Bob Haldeman come uomo di rara intelligenza, forza, integrità e coraggio. Egli giocò un ruolo indispensabile in tempi turbolenti quando la nostra Amministrazione dovette intraprendere un'ampia gamma di iniziative in patria ed all'estero. »
(Richard Nixon)

I diari tenuti da Haldeman nel periodo in cui lavorò alla Casa Bianca furono pubblicati postumi in un libro dal titolo The Haldeman Diaries in 1994. Il libro contiene un'introduzione ed una postfazione del noto storico Stephen E. Ambrose.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

J.H. Haldeman e la moglie Jo ebbero quattro figli: Susan, Harry (Hank), Peter ed Ann.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Richard Severo, H. R. Haldeman, Nixon Aide Who Had Central Role in Watergate, Is Dead at 67 in The New York Times, 13 novembre 1993. URL consultato il 4 maggio 2010.
  2. ^ Poiché però tale soprannome venne assegnato anche all'amico John Ehrlichman ed a loro due in coppia come Barliner walls (i muri di Berlino), è probabile che tale soprannome si riferisse soprattutto allo sforzo continuo dei due di isolare il presidente Richard Nixon dagli altri consiglieri della Casa Bianca.
  3. ^ (EN) H.R. (Bob) Haldeman (1926–1993) in The Watergate Files, Univ. of Texas. URL consultato l'8 novembre 2006.
  4. ^ Advance man, cioè assistente del candidato che prepara gl'incontri di personaggi ad alto livello con il candidato e o ne cura la rilevazioni degli umori degli elettori nei collegi interessati.
  5. ^ Appena nominato, ricevette dall'amico personale Robert Rutland, il consiglio di incominciare a tenere un diario giornaliero con tutti gli eventi rilevanti del giorno. Haldeman seguì il consiglio per tutto il tempo che rimase alla Casa Bianca, cioè dal 18 gennaio 1969 al 23 aprile 1973. Il testo completo di questi appunti è composto da circa 750.000 parole
  6. ^ In una conversazione telefonica avvenuta poco dopo le dimissioni, Nixon disse ad Haldeman di volergli bene come ad un fratello.
  7. ^ Utilizzando questa informazione il regista Oliver Stone, nel suo film del 1995 Nixon, nel quale la figura dell'ex presidente americano Nixon è interpretata da James Woods, avanza l'ipotesi che la conversazione di 18 minuti e mezzo mancante dai nastri avrebbe potuto riguardare un tentativo di coprire l'assassinio di Kennedy. (Il film di Oliver Stone, Nixon, venne proiettato in Italia con il titolo: Gli intrighi del potere)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) H. R. Haldeman, The Haldeman Diaries: Inside the Nixon White House, New York, Putnam, 1994, ISBN 978-1-879371-86-6.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Predecessore Capo di gabinetto della Casa Bianca Successore
W. Marvin Watson 1969 - 1973 Alexander Haig

Controllo di autorità VIAF: 109001414 LCCN: n77017677