John Ehrlichman

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John Daniel Ehrlichman

John Daniel Ehrlichman (Tacoma, 20 marzo 1925Atlanta, 14 febbraio 1999) è stato un politico statunitense.

Era l'assistente per gli affari interni di Richard Nixon, ed è stata una figura chiave dello scandalo Watergate, per cui fu accusato di attività criminali per le quali ha scontato una pena di 18 mesi di reclusione. Era un devoto scientista.

Ehrlichman combatté nell'aviazione americana durante la seconda guerra mondiale. Dopo il servizio militare, ha frequentato la UCLA, laureandosi nel 1948. Dopo la specializzazione alla scuola legale di Stanford, esercitò la professione legale a Boston fino al 1968, quando si dedicò alla politica a tempo pieno.

Esperienza politica[modifica | modifica sorgente]

Ehrlichman lavorò come uno degli uomini di punta dello staff di Nixon per le primarie delle presidenziali del 1960 e quelle per il Governatorato della California del 1962.

Dopo la vittoria alle presidenziali del 1968, Ehrlichman divenne consigliere alla casa bianca - poi sostituito da John Dean. Mantenne questa carica per circa un anno prima di diventare Consigliere Capo per gli Affari interni. In questa veste fece parte del circolo interno, come uno dei più stretti collaboratori del presidente. Ehrlichman ed uno dei suoi amici più intimi, Harry Robbins Haldeman, conosciuto alla UCLA, crearono quello che venne definito "Muro di Berlino" (Berlin walls) per la loro volontà di isolare Nixon dagli altri consiglieri. Ehrlichman creò i White House Plumbers, un gruppo di spionaggio al centro dello scandalo Watergate, nominando Egil Krogh come supervisore dell'attività di copertura, concentrandosi essenzialmente per evitare che informazioni importanti finissero sui Pentagon Papers.

Dopo l'avvio delle indagini sullo scandalo nel 1972, Ehrlichman fece pressioni per evitare la riconferma di Patrick Gray a capo dell'F.B.I.. Il tentativo di allontanamento di Gray fu soltanto la punta dell'iceberg della sua attività costante di copertura nei confronti di Richard Nixon, svolta anche a costo di offuscare la figura del presidente in campo sia interno che internazionale.

John Dean accusò il "muro di Berlino" di essere una delle ragioni del suo senso di alienazione all'interno della casa bianca, al punto da credere che lo scandalo che avrebbe portato alle dimissioni di Nixon fosse soltanto un capro espiatorio per poter eventualmente collaborare anche successivamente alla Casa Bianca dopo la fine di Nixon. Dopo la testimonianza davanti all'apposita commissione d'inchiesta davanti al senato, Nixon licenzio Dean e respinse sia le dimissioni di Ehrlichman che quelle di Haldeman.

Ehrlichman venne condannato per cospirazione, ostruzione e spergiuro e altri reati il 1º gennaio del 1975 (assieme a John N. Mitchell e a Haldeman). Tutti e tre gli imputati vennero condannati ad una pena da un minimo di due e mezzo ad un massimo di otto anni, ridotta poi da un minimo di uno ad un massimo di quattro nel 1977. Ehrlichman entrò in prigione prima del termine del processo di appello. Scontò la sua pena della prigione di Stafford, in Arizona, dalla quale uscì nel 1978 dopo aver scontato diciotto mesi.

Vita dopo l'esperienza politica[modifica | modifica sorgente]

Dopo il suo rilascio, Ehrlichman svolse diversi lavori, tra i quali scrittore (scrisse diversi romanzi), artista e commentatore. Nonostante la sua collaborazione di lunga data, nel 1981, Ehrlichman definì Nixon a very pathetic figure in American history (lett.: una delle figure più patetiche della storia americana). Le sue esperienze all'interno della Casa Bianca vennero raccolte in un libro pubblicato nel 1982, Witness To Power (testimone del potere), nel quale Nixon è posto sotto una luce decisamente negativa, anche e soprattutto per non avergli accettato le dimissioni che avrebbero potuto scagionarlo dalle accuse della commissione d'inchiesta. Poco prima della sua morte scrisse altre novelle, anche come co-autore.

Ehrlichman morì a causa delle complicazioni di una forma di diabete ad Atlanta, dopo alcuni trattamenti di emodialisi.

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