Guerra russo-turca (1828-1829)

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Guerra russo-turca (1828-1829)
La battaglia di Akhalzic di January Suchodolski
Data 1828-1829
Luogo Balcani e Caucaso
Esito Vittoria russa
Schieramenti
Comandanti
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La guerra russo-turca del 1828-1829 scoppiò a seguito della decisione del Sultano Mahmud II di chiudere gli stretti dei Dardanelli (revocando la Convenzione di Akkerman) come ritorsione per la partecipazione dell’Impero russo alla guerra di indipendenza greca ed, in particolare, alla battaglia di Navarino.

La prima fase del conflitto[modifica | modifica sorgente]

Nel giugno 1828 l’esercito russo – guidato dallo zar Nicola I attraversò il Danubio avanzando nella Dobrugia e raggiungendo così il resto delle forze russe che, sotto il comando del principe Peter Wittgenstein, avevano occupato i principati di Valacchia e Moldavia.

Lo zar assediò le tre cittadelle ottomane di Shumla, Varna e Silistra (che al giorno d’oggi si trovano in Bulgaria). Il 29 settembre, grazie all’aiuto della flotta del Mar Nero dell’ammiraglio Aleksey Greig, Varna cadde. Molto più problematico fu l’assedio di Shumla dove la guarnigione ottomana era superiore a quella russa. Inoltre gli ottomani riuscirono a tagliare le linee di rifornimento russo che, con l’arrivo dell’inverno, furono costrette a ritirarsi in Bessarabia.

La seconda fase[modifica | modifica sorgente]

Nel febbraio 1829 Nicola I tornò a San Pietroburgo e sostituì Wittgenstein col più energico Hans Karl von Diebitsch. Il 7 maggio von Diebitsch cinse nuovamente d’assedio Silistra. Il Sultano inviò un contingente di 40.000 uomini per combattere i russi ma venne sconfitto nella battaglia di Kulevicha e il 19 giugno Silistra venne occupata da von Diebitsch.

Contemporaneamente, il feldmaresciallo Ivan Paskevich con un’inarrestabile avanzata conquistò Akhalzic, Erivan (strappandola alla Persia), Kars ed Erzerum, nel nord-est dell’Anatolia.

Il 2 luglio von Diebitsch lanciò un’offensiva nei Balcani assediando nuovamente Shumla e conquistando, nella sua avanzata verso Istanbul, anche Burgas. Il 31 luglio von Diebitsch era a soli 68 chilometri dalla capitale ottomana e al Sultano non restò altra scelta che chiedere di arrivare ad un accordo di pace.

Il trattato di Adrianopoli[modifica | modifica sorgente]

Con il trattato di Adrianopoli la Russia otteneva la costa orientale del Mar Nero e la foce del Danubio. La Sublime Porta riconosceva inoltre la sovranità russa sulla Georgia e su alcune aree dell'attuale Armenia. La Serbia ottenne l’autonomia e lo zar poté continuare ad occupare i Principati danubiani di Moldavia e Valacchia fin quando l’Impero Ottomano non avesse pagato una forte indennità di guerra.

Per quanto riguarda la questione degli Stretti, questa venne rimandata ad un successivo accordo e fu regolata solo quattro anni dopo con il trattato di Unkiar-Skelessi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Benoît Pellistrandi, Les relations internationales de 1800 à 1871, Armand Colin, coll. «Cursus», Parigi, 2000 (ISBN 2-20025-209-9)
  • Georges Castellan, Histoire des Balkans, XIV-XXe siècle, Fayard, Parigi, 1991 (ISBN 2-70283-492-2)
  • Jacques Sapir et Jacques Piatigorsky, Le Grand Jeu, Autrement, Parigi, 2009