George Lakoff

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George Lakoff

George Lakoff (24 maggio 1941) è un linguista statunitense, professore di linguistica (in particolare, linguistica cognitiva) all'Università di California Berkeley.

Sebbene una parte della sua ricerca riguardi questioni tradizionalmente perseguite dai linguisti, quali le condizioni sotto cui una certa costruzione linguistica è grammaticalmente fattibile, è famoso soprattutto per le sue idee riguardanti la centralità della metafora nella società e nel pensiero umano, nonché descrizioni originali del processo scientifico, e della sua posizione centrale nella cultura dei paesi sviluppati come un punto di vista neutrale. È particolarmente famoso per il suo concetto della "mente incorporata".

La rivalutazione della metafora[modifica | modifica sorgente]

La tesi originaria di Lakoff sulla metafora concettuale fu espressa nel suo libro, scritto in collaborazione con Mark Johnson, intitolato Metafore e vita quotidiana (1980).

La metafora è stata considerata nell'ambito della tradizione scientifica occidentale come una costruzione puramente linguistica. La motivazione essenziale dell'opera di Lakoff è stata l'argomentazione che le metafore sono principalmente una costruzione concettuale, e in effetti sono centrali per lo sviluppo del pensiero. Afferma: "Il nostro ordinario sistema concettuale, nei cui termini pensiamo ed agiamo, ha una natura fondamentalmente metaforica." Il pensiero non metaforico per Lakoff è possibile solo quando si parla della realtà puramente fisica. Per Lakoff maggiore il livello di astrazione, più strati di metafora sono richiesti per esprimerlo. La gente non si accorge di queste metafore per vari motivi. Un motivo è che alcune metafore "muoiono" e noi non ne riconosciamo più l'origine. Ad esempio, nel dibattito intellettuale, la metafora sottostante è solitamente quella della disputa come guerra:

  • Ha vinto la discussione
  • Le vostre pretese sono indifendibili
  • Ha abbattuto tutti i miei argomenti
  • Le sue critiche hanno colpito in pieno ...

Per Lakoff, lo sviluppo del pensiero è stato il processo di sviluppo di metafore migliori. L'applicazione di un dominio della conoscenza ad un altro, offrendo quindi nuove percezioni e conoscenze.

La teoria di Lakoff ha conseguenze importanti, se esatta. Punta alla rivalutazione completa dell'intera tradizione filosofica e scientifica occidentale. Ha applicazioni in tutte le discipline accademiche, ed in effetti in tutta la società. Lakoff ha tentato di esplorare le piene conseguenze della sua teoria nelle opere successive.

Sulla mente incorporata[modifica | modifica sorgente]

Quando Lakoff parla di "mente incorporata", sostiene che quasi tutta la cognizione umana, fino al ragionamento più astratto, dipende e fa uso di strutture concrete e di "basso livello" quali il sistema sensorimotorio e le emozioni. Pertanto l'embodiment è un rifiuto non solo del dualismo cartesiano mente v. materia, ma anche della pretesa che la ragione umana possa essere essenzialmente compresa senza far riferimento ai "dettagli implementativi" di fondo (pertanto Lakoff respingerebbe con decisione diverse formulazioni della cd. "IA forte").

Lakoff è, con Rafael Núñez, il sostenitore principale della tesi della mente incorporata.

Lakoff offre tre tipi di argomentazioni complementari ma distinte a favore dell'embodiment. In primo luogo, sulla base della neuroscienza e dalle simulazioni di reti neurali, sostiene che certi concetti, quali quelli di colore e di relazione spaziale (per esempio "rosso" o "sopra"), possono essere capiti quasi interamente attraverso l'esame del funzionamento dei processi percettivi o di controllo motorio.

In secondo luogo, sulla base dell'analisi linguistica/cognitiva del linguaggio figurato, sostiene che il ragionamento che usiamo per argomenti astratti (quali la guerra, l'economia o la morale) è radicato nel ragionamento che usiamo per argomenti prosaici quali le relazioni spaziali (vedi metafora concettuale).

Infine, sulla base di ricerche di psicologia cognitiva e di alcune indagini nella filosofia del linguaggio, sostiene che pochissime delle categorie usate dagli esseri umani siano del tipo bianco o nero, aperto all'analisi in termini di condizioni necessarie e sufficienti. Al contrario, la maggior parte delle categorie sarebbero molto più complicate e disordinate, proprio come i nostri corpi.

"Siamo esseri nervosi," sostiene Lakoff, "I nostri cervelli ricevono il loro input dal resto dei nostri corpi. I nostri corpi ed il modo in cui funzionano nel mondo strutturano i concetti che possiamo usare per pensare. Non possiamo pensare qualsiasi cosa - solo ciò che ci permettono i nostri cervelli incorporati."

Una critica di Lakoff potrebbe essere che scrive come se avesse scoperto qualcosa di unico nel concetto della mente incorporata. Tuttavia, diversi studiosi hanno considerato la mente "incorporata", e le argomentazioni di Lakoff sarebbero rafforzate se facesse riferimento alle loro idee. Il fisico David Bohm fece una argomentazione simile per l'embodiment nel "Pensiero come sistema". John Grinder e Richard Bandler articolarono questo punto di vista nella programmazione neurolinguistica, sebbene probabilmente farvi riferimento non aiuterebbe le credenziali accademiche di Lakoff.

Estensioni controverse alla teoria della mente incorporata[modifica | modifica sorgente]

Molti scienziati condividono la convinzione che vi sono problemi con i temi della falsificabilità e della ontologie fondamentali che si propongono di descrivere "ciò che esiste" con un grado di rigore sufficiente a stabilire un metodo ragionevole di validazione empirica. Ma Lakoff sembra scartare del tutto ambedue le affermazioni.

In particolare, in un'affermazione peculiare che estende quelli pubblicati in "La mente incorporata", asserisce che la falsificabilità di per sé non può mai essere stabilita da un metodo ragionevole che non dipenda in definitiva da un'inclinazione condivisa dagli esseri umani - che la matematica a sua volta è soggettiva alla specie ed alle culture umane: pertanto "qualsiasi questione circa l'inerenza della matematica nella realtà fisica è irrilevante, dato che non c'è modo di sapere se lo sia oppure no."

Lakoff sulla matematica[modifica | modifica sorgente]

Lakoff sostiene che il modo migliore per capire cosa c'è veramente sotto le idee matematiche e filosofiche è considerarle alla luce della struttura della mente incorporata. Insomma, la filosofia della matematica dovrebbe guardare al consenso scientifico attuale a proposito del corpo umano come ontologia fondamentale - abbandonando tentativi auto-referenziali di radicare le componenti operative della matematica in qualunque cosa all'infuori della "carne". Questo ha generato qualche controversia.

Un esempio di idea controversa Lakoviana di questo tipo è che, quando si considera il significato della matematica, dovremmo rimanere agnostici sul fatto che la matematica sia, in qualche modo, intrinseca nella natura dell'universo. All'inizio del 2001 Lakoff disse all'AAAS, "La matematica potrebbe esserci oppure no nel mondo, ma noi non potremo mai saperlo scientificamente." Questa affermazione irrita alcune persone, alcune perché pensano che in realtà esista un modo per saperlo scientificamente, altre, presumibilmente, perché implica che la matematica sia molto meno certa di quanto ci si potrebbe aspettare.

La falsificabilità di questa affermazione è a sua volta una questione centrale nella scienza cognitiva della matematica, un campo che tenta di stabilire un'ontologia fondamentale basata sul processo scientifico e cognitivo umano.

Importanza politica[modifica | modifica sorgente]

In aggiunta, la filosofia del corpo e il movimento no-global sono stati pesantemente influenzati dall'opera di Lakoff, forse quanto da quella del suo collega Noam Chomsky. L'"applicazione della linguistica cognitiva alla politica, alla letteratura, alla filosofia ed alla matematica" da parte di Lakoff lo ha condotto in un territorio[1] normalmente riservato alle scienze politiche.

Lakoff ha espresso pubblicamente sia le sue idee a proposito delle strutture concettuali che ritiene centrali per la comprensione del processo politico, sia alcune delle sue particolari opinioni politiche. Quasi sempre discute delle seconde in termini delle prime.

Moral Politics è un libro che prende in considerazione le metafore concettuali che Lakoff considera presenti nelle menti dei "conservatori" e dei "progressisti" americani. Lakoff tenta di relegare le proprie opinioni personali ad una sezione verso la fine del libro. Non è completamente chiaro se quest'opera sia più rilevante per le scienze cognitive o per l'analisi politica.

Lakoff sostiene che i partiti socialisti, o la "sinistra" dello spettro politico è interessata a quelli che chiama i "valori di sostegno" associati con la prudenza, l'educazione dei figli, la custodia della casa - in generale, con il sesso femminile -ma sono generalmente all'oscuro di questo punto di riferimento mentre i partiti conservatori, o la "destra", sono molto più capaci di sfruttare "il logos" ovvero il fascino maschile per la bellezza, la violenza, e la certezza morale. Sebbene questa tesi non sia nuova, essendo stata avanzata da Jane Jacobs nella sua opera Sistemi di sopravvivenza, Lakoff le attribuì una forte influenza sulla politica federale statunitense, al punto che politiche identiche venivano razionalizzate in modi diversi per il pubblico di diversi gruppi di interesse. Analogamente le attribuì influenza su affermazioni, che ricordano George Orwell, secondo cui l'uso del linguaggio nella politica del tardo Novecento rifletteva un tentativo deliberato da parte della "destra" di imporre le sue prospettive ripetendo idiomi ed alterando i termini di riferimento nel dibattito politico.

Lakoff ha distribuito dell'analisi politica molto più succinta attraverso Internet. Un articolo così distribuito è Metafora e guerra: Il sistema metaforico usato per giustificare la guerra nel Golfo, dove Lakoff sostiene che le particolari metafore concettuali usate dalla prima amministrazione Bush per giustificare il coinvolgimento americano nel Golfo finirono o per oscurare la realtà, o per imporre un'utilitaristica manipolazione conservatrice sui fatti.

Confronto con altri studiosi/scuole[modifica | modifica sorgente]

  • Noam Chomsky
  • L'idea di una "filosofia empiricamente responsabile"

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Con Mark Johnson. Metaphors We Live By University of Chicago Press, 1980.
  • Women, Fire, and Dangerous Things: What Categories Reveal About the Mind University of Chicago Press, 1987.
  • Con Mark Turner. More Than Cool Reason: A Field Guide to Poetic Metaphor University of Chicago Press, 1989.
  • Moral Politics. University of Chicago Press, 1996. (Nota: Moral Politics è stato pubblicato con due sottotitoli diversi.)
  • Con Mark Johnson. Philosophy In The Flesh: the Embodied Mind and its Challenge to Western Thought. Basic Books, 1999.
  • Con Rafael Núñez. Where Mathematics Comes From: How the Embodied Mind Brings Mathematics into Being. Basic Books, 2000.
  • "A Cognitive Scientist Looks at Daubert", American Journal of Public Health. 95, no. 1: S114, 2005.
  • Non pensare all'elefante!, (Fusi orari), 2006.
  • La liberta' di chi?, (Codice), 2006.
  • The Political Mind: Why You Can't Understand 21st-Century American Politics with an 18th-Century Brain, Penguin Group USA, 2008.

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