George Gray (wrestler)

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George Gray
Fotografia di {{{nome}}}
Ring name One Man Gang
Crusher Broomfield
Panama Gang
U.E.I. Gang
Akeem
Crusher Gray
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Nascita Spartanburg, South Carolina
12 febbraio 1960
Residenza Baton Rouge, Louisiana
Altezza dichiarata 206 cm
Peso dichiarato 207 kg
Debutto 1977
Progetto Wrestling

George Gray, maggiormente conosciuto con i nomi One Man Gang ed Akeem (Spartanburg, 12 febbraio 1960), è un wrestler statunitense.

Carriera nel wrestling professionistico[modifica | modifica sorgente]

Inizi[modifica | modifica sorgente]

Gray, nativo di Spartanburg, South Carolina, crebbe nella cittadina di Arcadia, South Carolina, allenandosi in palestra con i lottatori veterani Chief Jay Eagle (Jerry Bragg) e Darren "Rattlesnake" Westbrooks. Gray iniziò la sua carriera nel mondo del wrestling all'età di 17 anni combattendo con il nome "Crusher Gray". Successivamente entrò nella International Championship Wrestling, con base a Lexington, Kentucky, con il ring name di Crusher Broomfield. In seguito lottò in diverse federazioni locali affiliate alla National Wrestling Alliance, come la Mid-South Wrestling e la World Championship Wrestling adottando l'identità del pachidermico teppista di strada One Man Gang, proveniente dalle zone malfamate di Chicago. I suoi manager dell'epoca furono in sequenza Kevin Sullivan, Theodore Long, Gentleman Jim Holiday, e Sir Oliver Humperdink. Il nome della sua nuova gimmick si deve all'annunciatore Jim Ross, che all'epoca lavorava nella Mid-South, il quale quando venne assalito da Gray esclamò terrorizzato: «He's a one-man gang!» ("È un'intera banda di delinquenti fatta da un solo uomo!")

Poco tempo dopo la Mid-South cambiò nome in Universal Wrestling Federation, quando Gray ormai aveva conquistato lo status di top heel della federazione, scontrandosi con il favorito del pubblico "Hacksaw" Jim Duggan in diversi match. Alla fine del 1986, One Man Gang vinse l'UWF Heavyweight Championship in una storyline nella quale il campione in carica Terry Gordy, non essendo in grado di combattere per un infortunio causatogli poco prima del match da "Dr. Death" Steve Williams, dovette cedere il titolo per abbandono. Gang tenne il titolo per 6 mesi, difendendolo contro Duggan, Williams, e Ted DiBiase, tra gli altri.

Nel maggio 1987, perse il titolo contro Big Bubba Rogers, e si trasferì alla WWF.

World Wrestling Federation[modifica | modifica sorgente]

Gray debuttò nella WWF il 12 maggio 1987, guidato dal manager Slick, in un match contro Jesse Cortez. Il primo periodo di Gray in WWF con l'identità di One Man Gang non fu particolarmente degno di nota, in quanto il wrestler non venne mai coinvolto in storyline di spessore che comprendessero una delle maggiori star della federazione come Hulk Hogan o Randy Savage. L'unico avvenimento importante nel quale Gang venne impiegato fu la storyline dell'infortunio procurato a "Superstar" Billy Graham che causò il suo ritiro dall'attività agonistica. One Man Gang prese parte alla prima edizione delle Survivor Series del 1987 come membro della squadra capitanata da André the Giant, contro quella di Hulk Hogan. Nel 1988, Gang partecipò anche alla prima edizione della Royal Rumble, entrando per diciannovesimo sul ring (su 20 partecipanti) ma venne eliminato da Jim Duggan.[1] A WrestleMania IV lottò nel torneo indetto per assegnare il vacante titolo mondiale WWF, sconfiggendo Bam Bam Bigelow per count-out nel primo round, superando i quarti di finale prima di perdere per squalifica in semifinale contro il futuro campione "Macho Man" Randy Savage.[2]

Akeem: The African Dream & Twin Towers[modifica | modifica sorgente]

George Gray posa con un fan nel 2008.

Nel settembre 1988, il manager di One Man Gang, Slick, annunciò che Gang aveva scoperto le sue vere radici africane decidendo di riabbracciare le sue origini. Durante un episodio di WWF Superstars, andato in onda il 14 settembre 1988, lo speaker Gene Okerlund si ritrovò in un malfamato ghetto di una imprecisata città americana dove diverse persone di colore vestite con abiti tribali africani danzavano e cantavano davanti ad un fuoco improvvisato; quindi Slick annunciò che One Man Gang d'ora in avanti avrebbe voluto essere chiamato con il suo "vero nome", e cioè "Akeem", The African Dream (il sogno africano). La scenetta andata in onda ricevette molte critiche e accuse di razzismo, in quanto il bianco "Akeem", parlava, si muoveva, e si comportava utilizzando atteggiamenti fortemente stereotipati ed offensivi verso la comunità afroamericana.[3]

Akeem e Big Boss Man, altro cliente di Slick, formarono un tag team chiamato "Twin Towers" (con evidente richiamo alle torri del World Trade Center data l'imponenza dei due wrestler). Anche se i Twin Towers non riuscirono mai a vincere il WWF Tag Team Championship, furono una delle coppie più forti dell'epoca, scontrandosi molte volte con i campioni WWF Demolition, e con i Mega Powers (Hulk Hogan & Randy Savage) di cui provocarono anche lo scioglimento. In seguito i Twin Towers affrontarono i Rockers a WrestleMania V e li sconfissero quando Akeem schienò Shawn Michaels con la sua mossa "Air Africa" dopo una powerbomb da parte di Big Boss Man.

All'inizio del 1990, Big Bossman divenne un face e si rivoltò al suo partner Akeem. La resa dei conti tra Boss Man e Akeem si ebbe a WrestleMania VI, dove Big Boss sconfisse l'odiato ex compagno. Gray lasciò la federazione poco tempo dopo questo incontro.

World Championship Wrestling[modifica | modifica sorgente]

All'inizio del 1991, Gray riesumò la sua gimmick di The One Man Gang per la World Championship Wrestling dove iniziò un feud con El Gigante (Jorge González). Durante uno strano rituale, Kevin Sullivan ricacciò lo spirito di Akeem nell'aldilà, riportando a galla la personalità malvagia di One Man Gang, rendendolo completamente pazzo nel procedimento. Gang e Kevin Sullivan raparono a zero El Gigante durante un attacco a tradimento dopo un incontro. Il feud si concluse quando Gang perse un "Hair vs Argentina Match" (se vinceva El Gigante, avrebbe rapato Gang, se vinceva One Man Gang, Gigante doveva tornarsene in Argentina per sempre) a Great American Bash 1991. Gang venne poi annunciato come partecipante alla "Chamber of Horrors" di Halloween Havoc '91 ma lasciò la compagnia poco prima dell'evento. Si dice che il suo licenziamento fosse dovuto al rifiuto di Gray di essere coinvolto in una storyline che lo avrebbe visto contrapposto a P.N. News.

Gang fece ritorno in WCW nel 1995. Diventò membro della stable heel "Dungeon of Doom" di Sullivan, e conquistò il titolo WCW United States Heavyweight Championship sconfiggendo Kensuke Sasaki. Perse la cintura poco tempo dopo in favore di Konnan.[4]

Finale di carriera[modifica | modifica sorgente]

One Man Gang e Demolition Smash nel circuito indipendente

Nel 1998, One Man Gang lottò brevemente nella Extreme Championship Wrestling, facendo anche un'apparizione al ppv November to Remember.[5] Poi ritornò nella WWF nel 2001 per partecipare come "One Man Gang" alla "Gimmick Battle Royal" di WrestleMania X-Seven e sparire subito dopo.[6] Negli ultimi anni, Grey ha perso molto peso a causa di un attacco di cuore occorsogli nel 2000. Attualmente lavora come guardia carceraria nel Penitenziario di Stato della Louisiana. Anche se non combatte più regolarmente, Grey continua di tanto in tanto a combattere in federazioni locali del circuito indipendente.

Nel wrestling[modifica | modifica sorgente]

Mosse finali
Manager
Soprannomi
  • "The African Dream" - come Akeem
Musiche d'entrata
  • Big Dog (WWF; come One Man Gang)
  • Jive Soul Bro di Slick (WWF; come Akeem)
  • It's Alive (WCW)

Titoli e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • PWI lo classificò alla posizione numero 312 nella lista dei migliori 500 wrestler singoli dei "PWI Years" del 2003.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ 2008 Wrestling Almanac & Book of Facts in Wrestling’s Historical Cards: Survivor Series 1987, Kappa Publishing, 2008, p. 112.
  2. ^ 2008 Wrestling Almanac & Book of Facts in Wrestling’s Historical Cards: WrestleMania IV, Kappa Publishing, 2008, p. 113.
  3. ^ RD Reynolds and Randy Baer, Wrestlecrap – the very worst of pro wrestling, ECW Press, 2003, ISBN 1-55022-584-7.
  4. ^ a b Royal Duncan & Gary Will, WCW United States Title in Wrestling Title Histories, Archeus Communications, 4th Edition 2006, p. 21, ISBN 0-9698161-5-4.
  5. ^ 2008 Wrestling Almanac & Book of Facts in Wrestling’s Historical Cards: November to Remember 1998, Kappa Publishing, 2008, p. 131.
  6. ^ WWE PPV Wrestling Results: WrestleMania X-Seven in Online World of Wrestling. URL consultato il 14 ottobre 2007.
  7. ^ Josh Leidy, Managers, Valets, Bodyguards, & Sidekicks in Wrestling Information Archive. URL consultato il 14 ottobre 2007.
  8. ^ Randy Baer, R.D. Reynolds, Wrestlecrap: The Very Worst of Pro Wrestling, p. 37, ISBN 1550225847.
  9. ^ Bert Randolph Sugar, George Napolitano, The Pictorial History of Wrestling: The Good, the Bad, and the Ugly, p. 63, ISBN 0-8317-3912-6.
  10. ^ a b c Bert Randolph Sugar, George Napolitano, The Pictorial History of Wrestling: The Good, the Bad, and the Ugly, p. 62, ISBN 0-8317-3912-6.
  11. ^ Matt Mackinder, Sir Oliver Humperdink recalls career of yesteryear, SLAM! Wrestling, 17 gennaio 2008. URL consultato il 4 aprile 2008.
  12. ^ House of Humperdink, Online World of Wrestling. URL consultato l'8 settembre 2009.
  13. ^ Royal Duncan & Gary Will, NWA Brass Knuckles Title in Wrestling Title Histories, Archeus Communications, 4th Edition 2006, pp. 159–160, ISBN 0-9698161-5-4.
  14. ^ Royal Duncan & Gary Will, NWA United States Tag Team Title in Wrestling Title Histories, Archeus Communications, 4th Edition 2006, p. 163, ISBN 0-9698161-5-4.
  15. ^ Royal Duncan & Gary Will, NWA Mid-Atlantic Tag Team Title in Wrestling Title Histories, Archeus Communications, 4th Edition 2006, p. 115, ISBN 0-9698161-5-4.
  16. ^ Royal Duncan & Gary Will, UWF World Heavyweight Title in Wrestling Title Histories, Archeus Communications, 4th Edition 2006, p. 234, ISBN 0-9698161-5-4.
  17. ^ Royal Duncan & Gary Will, WCWA World Tag Team Title in Wrestling Title Histories, Archeus Communications, 4th Edition 2006, p. 268, ISBN 0-9698161-5-4.
  18. ^ Royal Duncan & Gary Will, WWC Hardcore Title in Wrestling Title Histories, Archeus Communications, 4th Edition 2006, p. 325, ISBN 0-9698161-5-4.
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