Fine di una storia (film)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fine di una storia
Fine di una stоria (film).png
una scena del film
Titolo originale The End of the Affair
Paese di produzione USA, Gran Bretagna
Anno 1999
Durata 102 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, romantico
Regia Neil Jordan
Soggetto Graham Greene
Sceneggiatura Neil Jordan
Fotografia Roger Pratt
Montaggio Tony Lawson
Musiche Michael Nyman
Scenografia Anthony Pratt, Jon Billington, Tony Woollard, John Bush, Joanne Woollard
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Era strano che durante la guerra potessimo sentirci così in pace »
(Maurice)

Fine di una storia (The End of the Affair) è un film del 1999 diretto da Neil Jordan.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nel 1946, a Londra, lo scrittore Maurice Bendrix incontra casualmente i coniugi Sarah ed Henry Miles. Nel periodo bellico aveva stretto una breve, intensa relazione con la donna, di cui, peraltro, il devoto marito era a conoscenza. Alcune confidenze di Henry sul comportamento della moglie lo inducono, forse in un soprassalto di gelosia, a rivolgersi ad un'agenzia di investigazioni, per avere lumi sulla vita segreta di Sarah.

Entra così in possesso del suo diario, dalle cui pagine viene a sapere come l'improvviso abbandono di lei fosse stato il risultato di una conversione religiosa, un estremo atto d'amore, un disperato voto rivolto a Dio perché restituisse alla vita l'amato, che credeva essere stato ucciso nella caduta di una bomba, durante uno dei loro segreti incontri.

Una malattia incurabile della donna si opporrà alle loro speranze di felicità. L'odio di Maurice nei confronti del marito che l'aveva resa infelice, dei sacerdoti cattolici che l'avevano ingannata, e della religione, si trasformerà, a seguito di una rivelazione di Mr Parkis, l'uomo dell'agenzia, in un profondo dubbio.

Commento al film[modifica | modifica sorgente]

Fine di una Storia (The End of the Affair) è un romanzo che Graham Greene iniziò nel 1948, per terminarlo più di due anni dopo. Sin dalla dedica delle edizioni americana ed inglese è evidente l'intento autobiografico e il riferimento alla storia d' amore dello scrittore con Catherine Walston, moglie di Harry Walston, persona ricca ed influente, con cui aveva avuto cinque figli. Occasione del loro incontro era stata la decisione della donna di convertirsi al cattolicesimo, cui l'autore britannico aveva aderito sin dal 1926. Non è casuale, dunque, che, con Il nocciolo della questione, sia questo il romanzo di Greene in cui il tema del sentimento religioso viene maggiormente approfondito.

Il sentimento del sacro è centrale nella trasposizione cinematografica di Neil Jordan. Da un lato, egli cerca di rendere fedelmente il senso religioso del romanziere, fedele per tutta la vita alla sua scelta, ma mai libero dal dubbio. Ciò avviene attraverso una sceneggiatura rigorosamente controllata, in cui gli avvenimenti vissuti dallo scettico Maurice e da Sarah vengono visti ora con gli occhi dell'uno, ora con gli occhi - le pagine del diario - dell'altra. Questo scrupolo filologico risulta evidente in alcuni chiari riferimenti alla figura dello scrittore inglese, quale ad es. la scena del cinematografo, in cui i due protagonisti guardano un film tratto da un racconto di lui. E pochi autori sono stati utilizzati dal cinema come Graham Greene: da Una pistola in vendita di Frank Tuttle (1942), a Il terzo uomo di Carol Reed (1949) sino a Un americano tranquillo di Joseph Mankiewicz (1958), passando per molti altri.

Dall'altro lato, il regista, dopo La moglie del soldato e In compagnia dei lupi, è interessato a sviluppare il tema dell'irruzione del diverso nelle esistenze individuali. Dai movimenti lenti della macchina, agli interni oppressivi e privi di luce, tutto è rivolto a dare espressione all'incomunicabilità delle esperienze dei protagonisti, all'inconciliabilità dell'esperienza dell'amore sacro e dell'amore profano. In questo, il film è anche una riflessione metalinguistica sulla precarietà della posizione del narratore.

Non a caso, in questa ambiziosa operazione, Neil Jordan evita, per la prima volta, di servirsi di attori non professionisti.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]


{{Portale|cinema}