Erwinia amylovora

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Colpo di fuoco batterico
Erwinia amylovora
Classificazione scientifica
Dominio Prokaryota
Regno Bacteria
Phylum Proteobacteria
Classe Gamma Proteobacteria
Ordine Enterobacteriales
Famiglia Enterobacteriaceae
Genere Erwinia
Specie E. amylovora
Nomenclatura binomiale
Erwinia amylovora
(Burrill) Winslow et al., 1920

Erwinia amylovora è un batterio Gram-negativo della famiglia Enterobacteriaceae, agente della malattia delle piante nota come colpo di fuoco batterico delle pomacee.

Importanza[modifica | modifica sorgente]

Il colpo di fuoco batterico è una delle malattie più devastanti che colpisce le Pomacee da frutto (melo, pero, nespolo del Giappone, cotogno, sorbo) e molte altre piante della sottofamiglia delle Maloideae, tra cui le specie ornamentali come il biancospino, il cotognastro, l'agazzino, la fotinia. Il numero di specie colpite ammonta a circa 120, tutte appartenenti alla famiglia delle Rosaceae[1]. Originaria del Nordamerica, è comparsa per la prima volta, in Europa, in Germania e Francia e attualmente non ha ancora una significativa diffusione.

Per la sua pericolosità e la necessità di contrastarne la diffusione nell'Unione Europea, il batterio è inserito nella lista europea dei patogeni da quarantena (Direttiva 2000/29/CE) ed in Italia è soggetto alle misure di lotta obbligatoria stabilite dal D.M. 10 settembre 1999 n. 356.

Ciclo[modifica | modifica sorgente]

L'Erwinia amylovora sverna ai margini dei cancri rameali formati nel corso della stagione precedente e in primavera inizia a moltiplicarsi, producendo goccioline di essudato dolce in presenza di un'elevata umidità ambientale. Dai cancri il batterio viene disseminato per mezzo di insetti, pioggia e vento sulla stessa pianta o su quelle vicine, in cui penetra attraverso vie naturali di infezione (fiori, stomi, lenticelle, idatodi) oppure attraverso le ferite.

L'infezione causa l’appassimento e la necrosi di germogli, fiori, foglie e frutti; sui rami provoca lacerazioni della corteccia (cancri). Dagli organi colpiti il batterio può diffondersi, nel corso della stagione, su altre piante, grazie a pioggia, insetti e uccelli, dando origine a nuovi cicli infettivi.

Le condizioni essenziali che predispongono un'infezione di colpo di fuoco batterico sono le seguenti:

  • la presenza di inoculo batterico e di piante suscettibili alla malattia;
  • la presenza di vie di penetrazione, soprattutto fiori e lesioni della pianta;
  • una temperatura compresa fra i 18 °C e i 30 °C, intervallo ottimale per la moltiplicazione del batterio;
  • l'elevata umidità relativa o un decorso climatico piovoso, fattori che favoriscono la moltiplicazione del batterio.

Sintomi su melo e pero[modifica | modifica sorgente]

Esiti di colpo di fuoco batterico su melo.

I sintomi possono comparire su tutte le parti aeree.

Sulla foglia si ha la formazione di aree annerite ed umide, con possibile presenza di un essudato denso biancastro. Queste aree si estendono dalla lamina fogliare verso la nervatura principale ed il picciolo. Sulla base di quest'ultimo si forma una tipica necrosi di forma triangolare.

Sui fiori si verifica l'avvizzimento dell'intera infiorescenza e il successivo annerimento del peduncolo fiorale e dell'asse del corimbo. I fiori avvizziti rimangono attaccati alla pianta. Sui frutti si ha la comparsa di aree verde scuro, di aspetto untuoso, che poi imbruniscono.

Su germogli e succhioni si ha l'avvizzimento dell'organo e il ripiegamento a uncino dell'apice. Sui rami e sul fusto si verifica la comparsa di cancri della corteccia, con possibile emissione dell'essudato. Asportando superficialmente la corteccia, gli strati corticali mostrano marcate striature rossastre. Sui rami colpiti non si verifica il naturale distacco autunnale delle foglie, che tendono perciò a persistere nel corso dell'inverno.

Prevenzione e lotta obbligatoria[modifica | modifica sorgente]

Modelli previsionali, in uso in vari continenti, sul rischio di infezione da E. amylovora.

A tutt'oggi non esistono metodi di cura efficaci contro la malattia, perciò è fondamentale prevenire l'insorgere di pericolose epidemie di colpo di fuoco attraverso la profilassi e le barriere sanitarie all'importazione. Tali misure si applicano in prima istanza con il costante monitoraggio degli impianti esistenti, al fine di circoscrivere gli eventuali focolai d'infezione, e l'impiego di materiale vivaistico sano, preferibilmente proveniente da regioni non colpite dalla batteriosi, al fine di limitare la nascita di nuovi focolai d'infezione.

Di grande utilità è la previsione del rischio di infezione giornaliero della malattia fornito dai modelli previsionali (agrometeorologia), elaborati dai centri di ricerca sulla base dei parametri climatici e dello stadio fenologico delle piante.

Per una corretta profilassi è inoltre indispensabile che i frutticoltori seguano le direttive di lotta obbligatoria, che impongono l’immediata segnalazione di casi sospetti agli organi competenti (Osservatori per le malattie delle piante). Questi provvedono all'estirpazione e alla bruciatura delle piante colpite dalla malattia e alla delimitazione dell'area di sicurezza attorno al focolaio d’infezione, zona in cui svolgere periodici ed oculati controlli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nazzareno, Olivero. Op. cit., p. 268.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alessandro Nazzareno, Giacomo Olivero, Patologia vegetale e difesa delle piante, Milano, CLESAV, 1986, ISBN 88-7064-122-8.
  • Paolo Solmi, Colpo di fuoco del pero: si deve agire tempestivamente, L'informatore Agrario 48/2011, pagg. 44-46
  • Alex Giuzio, Come difendersi dal colpo di fuoco batterico in Agricoltura Notizie, 17 marzo 2012.

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