Erostrato

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Erostrato (... – ...) è stato un oscuro cittadino di Efeso, di professione pastore, che, per immortalare in qualche modo il suo nome, incendiò e distrusse il celeberrimo tempio di Artemide, una delle sette meraviglie del mondo antico, il 21 luglio del 356 a.C. (lo stesso giorno in cui nacque Alessandro Magno). Il suo gesto ha fornito ispirazione per la coniazione di neologismi utilizzati in varie lingue, come l'italiano erostratismo, con cui si indica una "patologica ansia di sopravvivere nella memoria dei posteri".

Influenza culturale [modifica]

Alessandro Verri scrisse nel 1815 il romanzo Vita di Erostrato.

Nel 1896 Marcel Schwob rese la vita di Erostrato, colmata nei suoi punti oscuri dalla fantasia dell'autore, il soggetto d'un breve racconto contenuto nell'opera Vite immaginarie.

Viene citato da Anton Cechov nel racconto Il grasso e lo smilzo (1883).

Nel 1939 Jean-Paul Sartre scrisse una breve storia pubblicata ne Il muro intitolata Erostrato. Questa storia è una rivisitazione in chiave moderna della storia di questo personaggio.

Fernando Pessoa ha scritto Erostrato e la ricerca dell'immortalità.

Il libro di Paolo Cherchi Erostrati e astripeti mette in scena diversi casi di erostratismo, sulla scia di Miguel de Unamuno.

Una poesia dal titolo "Erostrati" compare nella prima raccolta poetica di Sergej Stratanovskij, datata 1993 e intitolata "Versi".

Il Distruttivismo trae spunto dalla vicenda di vita di Erostrato.

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