Il muro (raccolta di racconti)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il muro
Titolo originale Le mur
Autore Jean-Paul Sartre
1ª ed. originale 1939
Genere racconti
Lingua originale francese

I cinque racconti de Il muro sono tra le opere più note del grande scrittore e filosofo francese Jean-Paul Sartre.

Si tratta di narrazioni profondamente inquietanti, perché mettono a nudo vergogne, velleità e viltà che spesso l'uomo contemporaneo riesce a mimetizzare. Il muro è il simbolo di fronte al quale si scopre la diversa posizione morale di tre antifascisti condannati a morte da un tribunale di Franco. Scavati dall'interno con grande capacità d'analisi, tutti i personaggi di questi racconti (dal dostoevskiano Erostrato alla frigida Lulù) appaiono come esseri emblematici, imprigionati in una rete di ossessivi dati reali, mentre un muro di impotenza chiude loro ogni possibilità di riscatto.

Il libro, pubblicato nel 1939, fu dedicato dall'autore a Olga Kosakiewicz.

I cinque racconti che lo compongono sono: "Il muro", "La camera", "Erostrato", "Intimità" e "Infanzia di un capo".

Il Muro[modifica | modifica sorgente]

Il racconto, scritto nel 1939, è ambientato nella guerra civile spagnola, iniziata il 18 luglio 1936 e terminata il 1º aprile 1939, quando i Nazionalisti (i “Nacionales” spagnoli), guidati dal generale Francisco Franco, sconfissero le forze della Repubblica spagnola ed entrarono a Madrid. Il titolo si riferisce al muro utilizzato dai plotoni d'esecuzione per le fucilazioni dei prigionieri, e simboleggia l'inevitabilità della morte. Il protagonista, Paul Ibbieta, insieme ad altri due ragazzi, è condotto in una cella in cui gli sarà annunciata la condanna a morte per la mattina seguente. A Paul viene offerta una via d'uscita: rivelare la posizione del compagno Ramòn Gris. Pablo rifiuta di cooperare fino a poco prima della sua esecuzione, per poi fornire alle autorità informazioni, da lui considerate false, sul luogo in cui il compagno si trova. Ironia della sorte, si scopre che Ramòn si è effettivamente spostato dal suo nascondiglio precedente a quello indicato da Paul. Il compagno viene quindi ucciso e la vita di Pablo è almeno temporaneamente risparmiata dalla morte.

La camera[modifica | modifica sorgente]

È la storia di una donna sposata, il cui secondo marito è diventato folle. Tutti i suoi parenti la esortano ad abbandonare il marito e lasciare che sia trasferito in un manicomio, ma lei rifiuta. La donna ormai non può più tornare nel mondo reale, neanche volendo.

Erostrato[modifica | modifica sorgente]

È la storia di un misantropo che, seguendo la strada di Erostrato, decide di rimanere nella storia per un male commesso – in questo caso, l'uccisione di sei persone a caso, una per ogni pallottola nella sua pistola. L'uomo è esaltato dal senso di potere che deriva dall'avere con sé un'arma:

« Quando scendevo in istrada mi sentivo nel corpo una strana potenza. Avevo su di me la rivoltella, questa cosa che esplode e fa rumore. Ma non era più da lei che traevo la mia baldanza, era da me stesso: ero un essere della specie delle pistole, dei petardi e delle bombe. »
(Jean-Paul Sartre, Erostrato)

Il racconto offre al lettore una penetrante riflessione su come la natura di un uomo possa cambiare per via degli oggetti che possiede, ma questi oggetti non sono in grado di mutarla nel profondo, come si vede nella conclusione. Il misantropo, con il suo gesto, tenta disperatamente di elevarsi rispetto ad un mondo di cui ha paura, ma che comunque non riuscirà a vincere.[senza fonte]

Intimità[modifica | modifica sorgente]

Quarta novella è l’Intimità, Lulù, insoddisfatta dal marito impotente, fantastica appaganti viaggi d’evasione con l’aitante Piero. Lulù come Eva sogna, evade dal reale con le sue fantasie, ma non si può mentire a se stessi: rimane combattuta fra l’amore carnale (“com’è sporco l’amore”) personificato da Piero e la purezza di Enrico (“se si potesse restar sempre puri…ma questo non è possibile”). Così rimane intrappolata nelle sue insolubili contraddizioni, vanamente cercando una nuova vita, senza riuscir a guardare in faccia la realtà, l’esistenza. Tutti i protagonisti sono messi in ridicolo: Enrico è impotente, Piero condizionato dalla madre. I punti di vista di Lulù e Rirette sono presentati in chiave di caricatura attraverso il flusso di coscienza.

Infanzia di un capo[modifica | modifica sorgente]

È il racconto della crescita di un ragazzo, Lucien Fleurier, dai suoi primi anni di età fino all'essere adulto. Figlio di un ricco industriale, è alla ricerca di un'identità e di un significato, nel tentativo di capire cosa c'è di sbagliato in lui. Passa dalla psicoanalisi freudiana all'essere partner sessuale di un poeta pedofilo, per finire con il far parte di un'organizzazione fascista giovanile e uccidere, assieme ai suoi amici, un ebreo che sta leggendo L'Humanité.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura