Marcel Schwob

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Ritratto di Marcel Schwob da "Le Livre des masques" (vol. II, 1898) di Remy de Gourmont (1858-1916)

Marcel (Mayer André) Schwob (Chaville, 23 agosto 186726 febbraio 1905) è stato uno scrittore francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Scrittore di stile innovativo all'epoca vittoriana, simbolista fratello di Maurice Schwob, il suo nome è ricordato fra i grandi della letteratura francese come Stéphane Mallarmé, Octave Mirbeau e André Gide.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Alfred Vallette, direttore del Mercure de France fu prodigo di complimenti sulla sua rivista parlando di lui (nel 1892) mentre non di meno fece Téodor de Wyzewa l'anno successivo quando disse che i suoi scritti erano il futuro della letteratura.

L'incontro con Oscar Wilde[modifica | modifica sorgente]

Schwob è stato anche il traduttore delle opere di Wilde dall'inglese al francese, nei vari incontri descrisse Wilde come un accanito consumatore di fumo (di importazione egiziana con piccole aggiunte di oppio) che per lui era come una droga [1] e assenzio,[2] ma Oscar si seppe prendere la rivincita a parole, riuscendo con una metafora a paragonarlo con un assassino e molestatore di donne innocenti.[3]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Scrisse tantissime opere, fra cui:

  • Cœur double (1891)
  • Le livre de Monelle (1894)
  • Les vies imaginaires (1896)
  • Étude sur l'argot français (1889)
  • Les jeux des Grecs et des Romains (traduzione della biografia di Jean Paul, 1891)
  • Le Roi au masque d’or (1892)
  • Mimes (1893)
  • Moll Flanders (traduzione di una novella Daniel Defoe, 1895)
  • La croisade des enfants (1896)
  • Spicilège (1896)
  • Vies imaginaires (1896)
  • Francesca da Rimini (traduzione di un testo di Francis Marion Crawford, 1902)
  • La lampe de Psyché (1903)
  • Mœurs des diurnales (utilizzò lo pseudonimo di Loyson-Bridet, 1903)
  • François Villon (1912)
  • Chroniques (1981)
  • Vie de Morphiel (1985)
  • Dialogues d'Utopie (2001)
  • Vers Samoa ("To Samoa", 2002)

Traduzioni italiane:

  • Vite immaginarie. A cura di Fleur Jaeggy, Adelphi, 1972
  • La crociata dei bambini, SE, 1989 (traduttore: G. Mariotti)
  • Il terrore e la pietà. Racconti e scritti vari, Einaudi, 1992 (traduttore: N. Muschitiello)
  • Vite immaginarie. Testo francese a fronte, Rizzoli, 1994 (traduttore: N. Muschitiello)
  • Vite immaginarie, Nuovi Equilibri, 1995 (traduttore: O. Austin)
  • La lampada di Psiche, Fazi, 1995 (traduttore: C. McGilvray)
  • Il libro di Monelle, SE, 1997 (traduttore: R. Agosti)
  • Viaggio a Samoa, a cura di Daniela Marin, Ibis, 2004
  • Cuore doppio, Roma, Edizioni Kami, 2005 (traduttore: A. Mainardi)
  • La porta dei sogni, Avagliano, 2005 (traduttore: O. Leogrande)
  • Vite immaginarie, Roma, Azimut, 2005 (traduttore: C. Lardo)
  • I mimi, Duepunti, 2006 (traduttore: S. Baroni)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gabriella Violato, Il problema delle influenze nell'opera di Marcel Schwob, in "Le lingue straniere", Roma, 1965
  • Gaetano V. Vicari, Marcel Schwob. Dissimulazioni e dualismi, Prova d'Autore, 2002. ISBN 978-88-8855-500-3

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Barbara Belford, Oscar Wilde: A Certain Genius Pag 185, Random House, 2000. ISBN 9-780812-992618.
  2. ^ Phil Baker, The Book of Absinthe: A Cultural History Pag 30, Grove Press, 2001. ISBN 9780802139931.
  3. ^ Pierre Champion, Marcel Schwob et son temps Pag 99, Paris, 1927.

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