Desiré-Félicien-François-Joseph Mercier

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Cardinale
Berretta cardinalizia.png
Desiré-Félicien-François-Joseph Mercier
 
della Chiesa cattolica
Immagine di Desiré-Félicien-François-Joseph Mercier
titolo
Stemma di Desiré-Félicien-François-Joseph Mercier
''Christi Jesu Apostolus''
Nato 21 novembre 1851, Braine-l'Alleud
Ordinato
sacerdote
Consacrato
vescovo
Consacrato
arcivescovo
Consacrato
patriarca
Elevato
arcivescovo
Elevato
patriarca
Ruoli ricoperti
Proclamato
cardinale
15 aprile 1907 da papa Pio X
Deceduto 23 gennaio 1926, Bruxelles
 

Desiré-Félicien-François-Joseph Mercier (Braine-l'Alleud, 21 novembre 1851Bruxelles, 23 gennaio 1926) è stato un cardinale, arcivescovo cattolico e filosofo belga.

Indice

[modifica] Biografia

Nacque a Braine-l'Alleud il 21 novembre 1851.

Fu arcivescovo di Malines-Bruxelles dal 1906 al 1926.

Papa Pio X lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 15 aprile 1907.

Fu uno dei maggiori rappresentanti del neotomismo dei primi decenni del Novecento e si contrappose apertamente al positivismo attraverso le pagine del periodico La revue néoscolastique. Tuttavia, era fautore di una reinterpretazione del tomismo che mirava ad una conciliazione della scolastica con le correnti di pensiero moderne e in particolare con la filosofia moderna da Cartesio a Kant. Sostenne l'opera del gesuita Joseph Maréchal, che proponeva un ponte tra il tomismo e la fenomenologia di Martin Heidegger.[1]

Fu anche uno dei pioneri del dialogo ecumenico. A lui si deve l'esperienza dei Colloqui di Malines tenutisi nel suo palazzo vescovile nei quali, dal 1921 al 1926, si incontrarono teologi cattolici e anglicani. Alcuni tesi del movimento ecumenico che aveva organizzato i Colloqui di Malines saranno condannate il 6 gennaio 1928 con l'enciclica Mortalium Animos di papa Pio XI.[2]

Morì a Bruxelles il 23 gennaio 1926 all'età di 74 anni.

[modifica] Citazioni

Il Cardinal Mercier esortava alla devozione allo Spirito Santo. Diceva: «Voglio rivelarvi il segreto della santità e della gioia. Se tutti i giorni, per cinque minuti, sapete imporre il silenzio alla vostra immaginazione e chiudete gli occhi a tutte le cose esterne e gli orecchi a tutti i rumori della terra per entrare dentro voi stessi, e lì, nel santuario della vostra anima battezzata, che è il tempio dello Spirito Santo, parlate a questo divino ospite e gli dite: "O Spirito Santo, anima della mia anima, io ti adoro! Illuminami, guidami, fortificami, consolami, dimmi quello che devo fare, dammi i tuoi ordini. Ti prometto di sottomettermi in tutto al tuo desiderio ed accettare quanto vuoi inviarmi! Insegnami solamente la tua volontà". Se fate questo, ripeto, la vostra vita scorrerà via felice, serena e consolata, pur se nelle tribolazioni, perché la grazia sarà proporzionata alla prova e vi darà la forza per sopportarla e arriverete al cielo carichi di meriti. Questa sottomissione allo Spirito Santo è il segreto della santità».

[modifica] Note

  1. ^ Roberto de Mattei, Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta, Torino, 2010, pp. 63-64
  2. ^ Roberto de Mattei, Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta, Torino, 2010, pp. 72-74

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue