Delitto perfetto

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Delitto perfetto
Delitto perfetto.png
L'aggressione ad Emily
Titolo originale A Perfect Murder
Paese di produzione USA
Anno 1998
Durata 103 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere thriller
Regia Andrew Davis
Soggetto Frederick Knott
Sceneggiatura Patrick Smith Kelly
Casa di produzione Warner Bros.
Fotografia Dariusz Wolski
Montaggio Dennis Virkler, Dov Hoenig
Musiche James Newton Howard
Scenografia Philip Rosenberg
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Lo so fare anch'io il lavoro sporco. »
(Steven Taylor)

Delitto perfetto (A Perfect Murder) è un film del 1998 diretto da Andrew Davis, remake de Il delitto perfetto di Alfred Hitchcock con Grace Kelly e Ray Milland.

Trama[modifica | modifica sorgente]

New York. Il ricco e potente Steven Taylor, magnate della finanza[1], è sposato con la bella Emily, giovane di ricca famiglia ed interprete multilingue alla sede dell'ONU, ed insieme vivono in un lussuoso appartamento della città, all'apparenza entrambi felici.

Steven scopre la relazione extraconiugale della moglie con l'affascinante David Shaw, pittore squattrinato e bohémien. Con la scusa di voler ammirare alcuni suoi quadri, Steven si reca da lui, e gli dimostra di conoscere tutto del suo passato: David è in realtà Winston Lagrange, un ladruncolo specializzato nel legarsi a vecchie e facoltose signore per impossessarsi dei loro averi, che ha imparato a dipingere non a Berkeley, come egli afferma, ma durante le lunghe detenzioni in carcere[2]. Dato il suo passato, Steven ritiene che egli sia la persona adatta per attuare il piano che cova già da tempo: uccidere Emily per intascarne il sostanzioso patrimonio in qualità di erede. Steven, infatti, sta attraversando gravi problemi economici, che tiene nascosti alla moglie, e ritiene di poterli risolvere, oltre a placare la folle gelosia che lo corrode, eliminandola. Grazie ad un suo astuto stratagemma, David sarebbe venuto in possesso della chiave di Emily e sarebbe entrato in casa in un momento di assenza di Steven.

David, anche se contrariato, accetta: Steven gli ha promesso un compenso di 500.000 dollari, di cui 100.000 anticipati. Ma la sera dell'omicidio, mentre Steven, per crearsi un alibi, va a giocare a poker al circolo ed Emily è sola in casa, David non ha il coraggio di uccidere la donna, e manda al posto suo un ex detenuto da lui conosciuto durante i suoi "soggiorni" nelle patrie galere. Le cose vanno però diversamente dal previsto: Emily, resistendo forsennatamente, riesce ad uccidere il suo aggressore, e viene trovata al rientro di Steven coperta di sangue ed in stato di shock. Una volta visto il cadavere per terra, credendo sia il corpo di David, Steven gli sfila la chiave dalla tasca inserendola nel mazzo di chiavi di Emily: quella chiave tuttavia non è di Emily, ma è la chiave di casa dell'aggressore.

Mentre il sospettoso detective Karaman si occupa del caso, Steven ricontatta David, rifiutandogli i rimanenti 400.000 dollari del compenso poiché non ha portato a termine il "lavoro". Ma il giovane ha registrato di nascosto l'accordo verbale con Steven, e adesso può ricattarlo a sua volta, minacciandolo di consegnare il nastro alla polizia. Dopo aver svelato la reale identità di David ad Emily che, in lacrime, lo abbraccia e gli chiede perdono promettendogli fedeltà, Steven consegna il denaro a David che sta per salire sul vagone letto di un treno in partenza. Ma nella toilette del compartimento stesso è nascosto Steven, che lo uccide e riprende il denaro.

Contemporaneamente, Emily ha fatto delle ricerche per conto proprio e, oltre alla reale identità di David, ha scoperto anche le gravi lacune economiche del marito, connettendole ad alcuni episodi poco chiari avvenuti prima, durante e dopo il "delitto perfetto"; inoltre è anche riuscita a raggiungere l'appartamento del suo aggressore. Quando il marito torna a casa dalla stazione, Emily approfitta del fatto che egli va a farsi una doccia per aprire la cassaforte ed ascoltare la registrazione; poi finge di andare ad ordinare del cibo per cena, per consentire così al marito di uscire a riprendersi la chiave di casa di Emily e scoprirlo. Ne nasce una lite: Steven la aggredisce con l'intenzione di ucciderla, ma Emily gli spara con la pistola che porta sempre con sé, prima ferendolo con un colpo al braccio e poi uccidendolo con altri due colpi.

All'arrivo del detective Karaman, la giovane vedova racconterà tutta la storia, facendogli anche ascoltare la macabra registrazione.

Differenze rispetto all'originale[modifica | modifica sorgente]

Tra questo remake e il film di Hitchcock vi sono parecchie differenze:

  • La vicenda non è ambientata a Londra, ma a New York.
  • Il marito non è un tennista ma un magnate della finanza in difficoltà economiche.
  • Il sicario prescelto non è un estraneo, ma l'amante stesso della vittima prescelta.
  • Il tentativo fallito di assassinio avviene ad opera di un sicario assoldato da quello prescelto dal marito; in tutti e due i film i sicari in azione muoiono, ma in luoghi e in modi diversi (nell'originale di Hitchcock nel soggiorno e con un paio di forbici).
  • Chi mette insieme i pezzi del caso e scopre il colpevole non è l'investigatore, ma la moglie del mandante dell'omicidio.
  • Il marito viene ucciso dalla moglie mentre cercava di ucciderla, mentre nell'originale veniva arrestato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lo Steven Taylor interpretato da Michael Douglas sembra essere un'evoluzione di Gordon Gekko (il finanziere d'assalto interpretato sempre da Douglas in Wall Street), di cui Taylor riprende alcune caratteristiche.
  2. ^ I dipinti che si vedono nel film come creati da David Shaw (Viggo Mortensen) sono opera dello stesso Mortensen, apprezzato artista.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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