Classe Akula I/II

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Classe Akula
Progetto 971 Ščuka-B
Un sottomarino della classe Akula in navigazione nel Mar Baltico nel 1994.
Un sottomarino della classe Akula in navigazione nel Mar Baltico nel 1994.
Descrizione generale
Naval Ensign of the Soviet Union.svg Naval Ensign of Russia.svg
Tipo sottomarino nucleare d'attacco
Numero unità 15
Proprietario/a Naval Ensign of the Soviet Union.svg Voenno Morskoj Flot SSSR
Naval Ensign of Russia.svg Voenno Morskoj Flot Rossijskoj Federacii
Cantiere Komsomolsk-na-Amure e Sevmaš (Severodvinsk)
Caratteristiche generali
Stazza lorda in immersione 9.100 tsl
Lunghezza 108 m
Profondità operativa 600 m
Propulsione nucleare
Velocità in emersione 20 nodi
in immersione 35 nodi
Autonomia 80 giorni
Equipaggio 62
Armamento
Siluri 4 tubi lanciasiluri da 650 mm, 4 tubi lanciasiluri da 533 mm
Missili 12 missili da crociera SS-N-21, 28 missili antinave SS-N-15 ed SS-N-16, 18 SA-N-8 Strela

dati tratti da [1]

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La Classe Akula, nome in codice NATO della classe di sottomarini nucleari sovietici Progetto 971 Ščuka-B[2], è entrata in servizio a partire dagli anni ottanta. Questi sommergibili sono in grado di attaccare con successo sia gruppi di unità navali ostili (subacquee e di superficie), sia installazioni costiere[3].

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo del Progetto 971 iniziò nel 1976, quando i responsabili della pianificazione militare sovietica si resero conto che le infrastrutture industriali esistenti erano inadeguate a produrre (a costi ragionevoli) le enormi quantità di titanio necessarie per la costruzione dei sommergibili classe Sierra (Progetto 945)[4]. Il risultato di questo sviluppo fu un sottomarino con lo scafo in acciaio, di prestazioni paragonabili ai classe Sierra, ma notevolmente più economico da costruire e da mantenere. In Occidente sono conosciuti con il nome di classe Akula, ma anche con quello di Bars. Le versioni sviluppate sono state tre.

  • Progetto 971 Ščuka-B (nome in codice NATO: Akula I): si tratta della versione di base. I dati tecnici si riferiscono a quella.
  • Progetto 971U Ščuka-B (nome in codice NATO: Improved Akula): si tratta di una versione migliorata entrata in servizio a partire dal 1991. Le modifiche più evidenti riguardano l'armamento: i tubi da 533 mm sono sei invece di quattro.
  • Progetto 971A/971M Ščuka-B (nome in codice NATO: Akula II): si tratta della versione finale di questo sottomarino. I battelli appartenenti a questa versione sono più lunghi, rispetto alla versione base, di circa 3,5 metri: questo perché sono dotati di un particolare sistema di propulsione silenziosa. Questo fa aumentare il dislocamento (probabilmente superano le 12.000 tonnellate in immersione). Anche questi sono caratterizzati dall'armamento migliorato tipico del progetto 971U. L'autonomia, inoltre, raggiunge i 100 giorni.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Vista posteriore: si notano il profilo idrodinamico e il bulbo posteriore che alloggia alcuni strumenti.

I sottomarini della classe Akula hanno il doppio scafo in acciaio amagnetico. I due scafi sono più distanziati del normale: questo consente, in caso di incidente, di evitare il più possibile i danni allo scafo interno. Questo è diviso in otto compartimenti. I sottomarini classe Akula sono costruiti con materiali e tecnologie pensate appositamente per la riduzione dei rumori: questo rende minima la traccia acustica e permette una maggiore capacità di sopravvivenza del battello. La propulsione è assicurata da un reattore nucleare OK-650B da 190 MW, che erogando una potenza massima di 100000 CV consente una velocità di 20 nodi in emersione e 35 in immersione. In caso di emergenza, la propulsione è assicurata da due motori ausiliari diesel da 750 cavalli, che consentono una velocità massima di 3-4 nodi. L'autonomia è di 80 giorni (100 nel caso degli Akula II).

Armamento[modifica | modifica wikitesto]

L'armamento di questi sottomarini è efficace contro bersagli sia di superficie, sia subacquei. La versione base ha 8 tubi lanciasiluri (4 da 533 mm e 4 da 650 mm), mentre le versioni successive ne hanno 10 (6 da 533 mm e 4 da 650 mm). In caso di necessità, i tubi da 650 mm possono essere utilizzati con gli armamenti previsti per quelli da 533 mm. La dotazione antinave comprende 28 missili SS-N-15 Starfish e SS-N-16 Stallion, oltre a siluri di vario tipo.

Gli SS-N-15 possono essere lanciati dai tubi da 533 ed hanno una gittata di 45 km, mentre per gli SS-N-16 sono necessari quelli da 650 mm, e raggiungono i 100 km. Entrambi i tipi possono essere armati anche con una testata nucleare.

La capacità di colpire obiettivi terrestri è assicurata da 12 missili da crociera Granat (nome in codice NATO: SS-N-21 Sampson), in grado di raggiungere obiettivi a 3.000 km di distanza. Possono essere equipaggiati con una testata nucleare da 200 kT, e l'accuratezza (CEP: circle error probability) è di 150 metri.

Inoltre, questo sottomarino (caso quasi unico, oltre attualmente agli scafi della classe Kilo, sicuramente quelli non destinati all'esportazione[5]) è munito anche di una capacità antiaerea: infatti, è equipaggiato con un lanciatore portatile per missili Strela SA-N-8 (la dotazione è di 18 missili).

Il Servizio[modifica | modifica wikitesto]

Uno Ščuka in navigazione nel 1990.

Oggi questi sottomarini sono in servizio sia nella Flotta del Pacifico (10ª Divisione subacquea a Rybach'e, nei pressi di Petropavlovsk-Kamčatskij), sia nella Flotta del Nord (24ª Divisione subacquea, di stanza a Gadžievo nella penisola di Kola). Si tratta di una classe piuttosto numerosa.

  • Progetto 971 Ščuka-B (Akula)
    • K-284 Akula: entrato in servizio nel 1985 nella Flotta del Pacifico, non è più stato operativo dal 1998. Rimasto a lungo in attesa di revisione, è stato probabilmente demolito.
    • K-263 Barnaul (ex Del'fin): entrato in servizio nel 1987 nella Flotta del Pacifico, è in attesa di revisione.
    • K-322 Kašalot: entrato in servizio nel 1988 nella Flotta del Pacifico, è in revisione dal 2003.
    • K-480 Ak Bars: entrato in servizio nel 1988 nella Flotta del Nord, è attualmente inattivo nella base navale di Gadgievo. Non in condizione di prendere il mare, probabilmente è stato radiato.
    • K-391 Bratsk (ex Kit): entrato in servizio nel 1989, è attualmente operativo nella Flotta del Pacifico.
    • K-317 Pantera: entrato in servizio nel 1990 nella Flotta del Nord, è in revisione a Sevmaš (Severodvinsk).
    • K-331 Magadan (ex Narval): entrato in servizio nel 1990, è attualmente operativo nella Flotta del Pacifico.
  • Progetto 971U Ščuka-B (Improved Akula)
    • K-461 Volk: entrato in servizio nel 1991, è attualmente operativo nella Flotta del Nord.
    • K-419 Kuzbass (ex Morž): entrato in servizio nel 1992, è attualmente operativo nella Flotta del Pacifico.
    • K-328 Leopard: entrato in servizio nel 1992, è attualmente operativo nella Flotta del Nord.
    • K-154 Tigr: entrato in servizio nel 1993, è attualmente operativo nella Flotta del Nord.
    • K-295 Samara (ex Drakon): entrato in servizio nel 1995, è attualmente operativo nella Flotta del Pacifico.
    • K ? Kaban: la costruzione di questa unità, a Komsomolsk-na-Amure, è stata sospesa nel 2002, quando il battello era completo al 42%. Lo scafo è stato demolito.
Il Vepr' (K 157)
  • Progetto 971A/971M Ščuka-B (Akula II)
    • K-157 Vepr': entrato in servizio nel 1995, è attualmente operativo nella Flotta del Nord.
    • K-152 Nerpa: Costruito presso il cantiere di Komsomolsk-na-Amure ed unico sottomarino nucleare russo a non essere in costruzione nei cantieri Sevmaš di Severodvinsk. Il sottomarino, destinato ad essere ceduto in leasing alla marina indiana, il 9 novembre 2008 è stato coinvolto in un incidente mentre effettuava delle prove.
    • K-335 Gepard: entrato in servizio nel 2001, attualmente è operativo nella Flotta del Nord.
    • K-337 Kuguar: costruzione sospesa a Severodvinsk, è stato demolito.
    • K-333 Rys': costruzione sospesa a Severodvinsk, è stato demolito.

Probabilmente, nei cantieri di Severodvinsk vi era anche un'altra unità in costruzione. In tutti i modi, la sua (eventuale) costruzione è stata annullata.

Incidente del 2008 al Nerpa[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 ottobre 2008, il sottomarino K-152 Nerpa della flotta del Pacifico stava effettuando attività in mare nel Mar del Giappone in previsione della consegna alla marina militare indiana. L' 8 novembre, durante le prove, vi è stata una attivazione accidentale del sistema antincendio di prua, funzionante con gas halon. In pochi secondi, il gas antincendio ha preso il posto di tutta l'aria respirabile nel compartimento e sono morte per asfissia 20 persone (17 civili e 3 marinai), rimaste nei locali che i sistemi di sicurezza hanno erroneamente bloccato a tenuta stagna prima dell'evacuazione[6][7]. Dozzine di altri imbarcati hanno avuto ustioni da halon e sono state evacuati in un porto non precisato nel Territorio del Litorale.[8] Si è trattato del peggior incidente per la marina russa dopo la perdita del sottomarino K-141  Kursk nel 2000. Nell'incidente, il sottomarino Nerpa non ha subito danni di rilievo e non vi sono state fughe radioattive.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La classe Akula su naval-technology.com
  2. ^ Ščuka (Щу́ка) significa "luccio" in russo.
  3. ^ warfare.ru
  4. ^ globalsecurity.org
  5. ^ NationMaster - Encyclopedia: Kilo class submarine
  6. ^ Accident on nuclear submarine kills 20 off eastern Russian coast, International Herald Tribune, 9 novembre 2008. URL consultato il 9 novembre 2008.
  7. ^ Twenty dead in Russian nuclear submarine accident, RIA Novosti, 9 novembre 2008. URL consultato il 9 novembre 2008.
  8. ^ Over 20 killed in Russian submarine accident | Russia | RIA Novosti
  9. ^ Accident on Russian Nuclear Submarine Kills 20 in Reuters. URL consultato il 9 novembre 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Lista di nomi in codice NATO per navi sovietiche

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]