Bindo Altoviti

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Bindo Altoviti (Roma, 1491Roma, 1557) è stato un banchiere italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una nobile famiglia fiorentina, riuscì ad ampliare considerevolmente la propria azienda finanziaria appoggiandosi a Clemente VII, nonostante la sua avversione ai Medici. Sotto Paolo III raggiunse l'apogeo della sua fortuna e poté manifestare appieno le sue idee politiche, appoggiando apertamente l'impresa dei fuorusciti fiorentini contro Cosimo I de' Medici, che fallì nella battaglia di Montemurlo (1537). Nonostante ciò il papa cercò di mediare tra i due, facendo nominare Bindo senatore di Firenze (1546) e nominando suo figlio Antonio arcivescovo di Firenze (1548). Con la morte di Paolo III (1549) Cosimo chiese al nuovo papa, Giulio III, di poter fare giustizia contro Bindo, ma ottenne solo un rifiuto, a cui seguì l'impossibilità prolungata di Antonio di prendere la sede episcopale fiorentina.

Con l'inasprirsi del conflitto Bindo decise allora di appoggiare Siena nella guerra contro Firenze e sovvenzionò Pietro Strozzi. Con la sconfitta della battaglia di Marciano (1554) Cosimo confiscò a Bindo tutti i beni in Toscana. Nel 1556 Bindo prestò l'enorme somma di 300.000 scudi a Enrico II di Francia sperando che egli muovesse contro Firenze per liberarla dai Medici, cosa che però non avvenne, per gli impegni militari del re contro Inghilterra e Spagna.

Mecenatismo[modifica | modifica wikitesto]

Girolamo da Carpi, Bindo Altoviti (1549 circa)

A Roma Bindo fu protettore, amico e mecenate di molti artisti di fama, tra i quali Michelangelo Buonarroti, Andrea Sansovino, Raffaello Sanzio e Benvenuto Cellini. Questi ultimi due eseguirono un suo ritratto. Giorgio Vasari firmò per lui la tavola dell'Allegoria della Concezione per Santi Apostoli.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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