Bernard-René Jordan de Launay

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Il marchese Bernard-René Jordan de Launay[1] (Parigi, 8 aprile 1740Parigi, 14 luglio 1789) fu governatore della Bastiglia e, a tal titolo, comandò la piccola guarnigione della prigione-fortezza il 14 luglio 1789.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La Bastiglia in una stampa dei primi dell'Ottocento

Nato alla Bastiglia dove il padre era governatore, venne all'inizio ammesso ai moschettieri del re nel 1748 e in seguito alle guardie francesi. Nel 1776, succedette a M. de Jumilhac come governatore della Bastiglia.

La presa della Bastiglia[modifica | modifica sorgente]

Bernard de Launay, comandante del presidio, preso prigioniero dagli insorti viene condotto al Municipio ma lungo il percorso fu poi linciato dalla folla
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presa della Bastiglia.

De Launay visto il presido circondato, pur avendo la forza per respingere l'attacco[2], tentò di parlamentare. Arrivò anche a far allontanare i cannoni e a far visitare la fortezza da rappresentanti degli insorti pur di evitare un bagno di sangue[3].

Nel frattempo però due insorti, dopo essersi arrampicati, riuscirono a rompere le catene che reggevano il ponte levatoio, aprendo l'accesso in cui si riversarono i popolani. Iniziò uno scambio di colpi da arma da fuoco, ma dopo poco la guarnigione si arrese[4]. Gli insorti riuscirono così ad occupare la prigione-fortezza. Solo sette prigionieri vennero trovati all'interno della fortezza e rilasciati - quattro falsari, due lunatici e un libertino. Le guardie uccise furono decapitate e le teste furono poi infilzate su pali appuntiti e portate attraverso tutta la città. Il resto della guarnigione fu presa prigioniera e condotta al Municipio ma lungo la strada il marchese de Launay fu preso dalla folla e linciato.

Secondo il racconto del suo assassino il marchese dopo essere stato gettato a terra fu colpito ripetutamente da colpi di baionetta, poi agonizzante fu trascinato nei pressi di un ruscello dove fu finito da numerosi colpi di pistola. A quel punto un popolano di nome Francesco Desnot ne decapitò il cadavere con un coltellino. La testa fu portata in giro per la città infilzata su una picca.[5]

In seguito uno dei trentadue ufficiali svizzeri assediati, il luogotenente Louis-Ignace De Flue (Sachseln, 10 marzo 1752-Sachseln, 1 aprile 1817), ne lasciò un ritratto poco lusinghiero:

« Era un uomo che non aveva né grandi conoscenze militari né esperienza, e aveva poco cuore. (...) Fin dal primo giorno, imparai a conoscere quest'uomo da tutti i preparativi insensati che organizzava per sua difesa della sua posizione, e dalla sua continua inquietudine e irresolutezza. Vedo chiaramente che saremmo mal comandati se venissimo attaccati. Era talmente terrorizzato che la notte prendeva per nemici le ombre degli alberi e di altri oggetti circostanti. I capi dello Stato Maggiore, il luogotenente del re, il maggiore e io stesso gli facevamo molto stesso delle rappresentazioni, da una parte per tranquillizzarlo sulla debolezza della guarnigione della quale si lamentava continuamente, e dall'altra per non farlo preoccupare di dettagli insignificanti e di non trascurare le cose importanti. Ci ascoltava, sembrava approvare, dopo agiva in tutt'altro modo e in un istante cambiava opinione; in una parola, in tutti questi fatti e gesti, faceva prova della più grande irresolutezza[6] »

Il barone Besenval, luogotenente generale dell'esercito, aveva invano chiesto al maresciallo de Broglie di sostituirlo con un ufficiale più sicuro e rigido.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Jourdan de Launay ha avuto tre figlie da due mogli:[7]

  • con Ursule Philippe:

- Adrienne Renée Ursule (nata nel 1764), moglie di Henri François Joseph Chapelle, barone di Jumilhac, signore di Guigneville, maestro di campo di cavalleria.

  • con Geneviève Thérèse Le Boursier:

- Catherine Geneviève Philippine (nata nel 1769), moglie di Philippe Charles Bruno d’Agay, conte di Agay, referendario al Consiglio di Stato e figlio di François Marie Bruno d'Agay.

- Charlotte Gabrielle Ursule (nata nel 1770).

Fino al 1777, de Launay era signore della Bretonnière, in Bassa Normandia, parrocchia di Golleville.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Benché gli storici si siano abituati alla grafia "Launay", è da notare che l'interessato firmava "Launey" (l'ortografia dei nomi propri si è razionalizzata solo nel corso del XIX secolo)
  2. ^ Pierre Gaxotte, La rivoluzione francese, Edizioni Oscar Mondadori, 1989, Milano, pag.128: Launay avrebbe potuto difendersi senza fatica con la sua piccola guarnigione di svizzeri e di invalides, ma questo ripugnava alla sua filosofia.
  3. ^ Pierre Gaxotte, La rivoluzione francese, Edizioni Oscar Mondadori, 1989, Milano, pag.128
  4. ^ Pierre Gaxotte, La rivoluzione francese, Edizioni Oscar Mondadori, 1989, Milano, pag.128:"La guarnigione, dopo aver fatto segno agli assalitori di allontanarsi, si impaurisce. Istintivamente risponde al fuoco, ma perde la testa e, sentendosi ormai priva di un capo, costringe Launay ad arrendersi.
  5. ^ Pierre Benoit, Tutti alla Bastiglia, articolo su Historia n°92, luglio 1965, pag.72
  6. ^ Citato da Claude Quétel, La Bastille, p. 353.
  7. ^ Appunti raccolti dagli archivi dello Stato Civile dal conte di Chastellux, dagli Archivi Nazionali (inventario dopo la morte) e dagli archivi dipartimentali della Senna (stato civile ricostituito)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Claude Quétel, La Bastille.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 76221031 LCCN: nr97013227