Bentvueghels

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Anonimo, Iniziazione di un Bentvueghel a Roma, ca 1660 Rijksmuseum Amsterdam

La Schildersbent (clan dei pittori) fu un'associazione di pittori, principalmente olandesi e fiamminghi, che prosperò per un secolo tra il 1620 e il 1720 circa a Roma. Era famosa per i suoi rituali bacchici e per l'opposizione all'Accademia di San Luca. I suoi membri si definivano Bentvueghels (simili)[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Questa organizzazione fu principalmente di tipo sociale, fornendo un luogo d'incontro per i membri e, quando necessario, un aiuto finanziario per gli amici compatrioti[1], in caso di malattia o di noie con l'amministrazione o la giustizia[2].

Essa non possedeva uno statuto o un programma determinati. La lingua utilizzata nelle riunioni era l'olandese. Tra i membri, i tedeschi erano ben accetti, mentre in teoria artisti di altre nazioni erano esclusi[2].

Tra i fondatori di questa corporazione vi furono dei pittori paesaggisti olandesi italianates come Cornelis van Poelenburch e Bartholomeus Breenbergh e seguaci del Caravaggio come Paulus Bor e Wouter Crabeth II. Ma l'esponente più di spicco della bent, arrivato alcuni anni dopo la sua fondazione nel 1625, fu Pieter van Laer, detto Il Bamboccio per il suo aspetto sproporzionato. Questi dipingeva scene di genere rappresentanti la vita quotidiana del popolo romano, dette bambocciate. Gli appartenenti alla sua scuola furono detti Bamboccianti[2].

La maggior parte dei Bentvueghels, come pure degli artisti stranieri a Roma, abitava nei quartieri ai piedi del Monte Pincio e intorno a Piazza di Spagna, spesso addirittura sotto lo stesso tetto[2].

Non sembra che la religione abbia giocato un ruolo importante nella vita dell'organizzazione, ma la maggior parte degli appartenenti ad essa era protestante, quindi probabilmente i poteri imperiale e papale erano sentiti come nemici, anche se non vi erano impedimenti affinché uno di questi artisti potesse divenire un protetto di un qualche grande mecenate vicino alla corte papale[2].

Comunque i Bentvueghels difesero sempre strenuamente i loro diritti e la loro libertà nei confronti del potere papale e delle istituzioni che da questo dipendevano[2]. La Schildersbent si oppose in modo polemico alle procedure dell'Accademia e propugnò principi artistici contrari a quelli promossi dalle organizzazioni ufficiali di pittori[1], in particolare i Bentvueghels si rifiutarono di pagare la tassa per il diritto d'esercitare il mestiere d'artista e si misero a vendere le loro opere per strada, cosa che era stata proibita dall'Accademia. Questo fatto costrinse, nel 1633, il papa Urbano VIII ad imporre loro ufficialmente questa tassa annuale. Iniziò così un lungo braccio di ferro tra la Bent e l'Accademia: nel 1635, il direttore (Principe) dell'Accademia di San Luca, Pietro da Cortona, indisse una riunone per discutere della tassa sulla licenza professionale. Il conflitto si protrasse ancora fino al 1644 quando, ormai morto papa Urbano VIII, l'Accademia fu costretta a concedere ai Bentvueghels di poter vendere i loro dipinti volgari per strada senza pagare tasse. Questo fu un brutto colpo per il prestigio dell'Accademia di San Luca, tanto più che ormai un buon numero di Bentvueghels aveva trovato protezione presso grandi famiglie o prelati di Roma[2].

Tuttavia, nel 1720, l'associazione fu sciolta per decreto papale. Ormai da lungo tempo i suoi membri venivano accusati e spesso portati davanti al giudice per vita notturna dissoluta e perfino violenta[2].

Altra caratteristica della Schildersbent, che richiamava scarso apprezzamento, erano i rituali e pratiche bacchici dei suoi associati. Anche se l'organizzazione non aveva uno statuto o un qualsivoglia regolamento, era comunque previsto un rituale di iniziazione a cui doveva sottoporsi ogni nuovo adepto e che ci è noto da varie testimonianze lasciate da Bentvueghels, come disegni, incisioni e racconti (vedi il Teutsche Academie der Bau-, Bild- und Mahlerey-Künste di Joachim von Sandrart e i racconti di Cornelis de Bruijn relativi alla sua visita a Roma). Si trattava di una parodia di antiche feste, in cui i vari membri, vestiti con toghe e con la corona d'alloro, onoravano Bacco. Il novizio aveva il privilegio di giocare il ruolo del dio. La cerimonia iniziava con uno pseudo-battesimo in chiave sempre di parodia, in cui il nuovo adepto veniva innaffiato di vino. Seguivano lauti banchetti e la visita alla tomba di Bacco, ovvero al Sarcofago di Costantina in porfido rosso, recante scolpite scene di vendemmie con tralci di vite e putti. Questo sarcofago si trovava nella Chiesa di Santa Costanza, che si suppone sia stata costruita su un tempio dedicato a Bacco[2].

Oltre all'iniziazione, era usanza che ogni membro avesse un soprannome: in una nicchia vicino al sarcofago, si trovano centinaia di nomi di Bentvueghels con i relativi soprannomi[2].

Membri del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c The Grove Dictionay of Art
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n Johann Heinrich Schönfeld: un peintre allemand du XVIIe siècle en Italie
  3. ^ Jan van Bijlert in The Web Gallery of Art
  4. ^ a b c La famiglia van Bloemen in The Grove Dictionary of Art
  5. ^ a b Paulus Bor in The Web Gallery of Art
  6. ^ Storia della scultura dal suo risorgimento in Italia
  7. ^ Rijksbureau voor Kunsthistorische Documentatie
  8. ^ Gerrit van Bronckhorst in the Rijksbureau voor Kunsthistorische Documentatie
  9. ^ Johannes van Bronckhorst in the Rijksbureau voor Kunsthistorische Documentatie
  10. ^ Enciclopedia metodica critico-ragionata delle belle arti
  11. ^ La vie des peintres flamands, allemands et hollandois
  12. ^ Dictionary of painters and engravers, biographical and critical
  13. ^ Jacob van der Does in Rijksbureau voor Kunsthistorische Documentatie
  14. ^ Willem Doudijns in the Rijksbureau voor Kunsthistorische Documentatie
  15. ^ Robbert Duval in the Rijksbureau voor Kunsthistorische Documentatie
  16. ^ Jan Fyt in The Grove Dictionary of Art
  17. ^ The Grove Dictionary of Art
  18. ^ A biographical history of the fine arts
  19. ^ The body of the artisan: art and experience in the scientific revolution
  20. ^ Johannes Glauber in The Grove Dictionary of Art
  21. ^ Jacob de Heusch in The Web gallery of Art
  22. ^ Cyclopedia of Painters and Paintings
  23. ^ De nieuwe Schouburg der Nederlantsche Kunstschilders en Schilderessen
  24. ^ Isaac de Moucheron in The Grove Dictionary of Art
  25. ^ Luigi Primo in The Grove Dictionary of Art
  26. ^ Philipp Peter Roos in The Grove Dictionary of Art
  27. ^ Otto Marseus van Schrieck in The Web gallery of Art
  28. ^ Theodor van der Schuer in the Rijksbureau voor Kunsthistorische Documentatie
  29. ^ Augustinus Terwesten in The Grove Dictionary of Art
  30. ^ Les sociétés badines, bachiques, littéraires et chantantes
  31. ^ Matthias Withoos in The Grove Dictionary of Art

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cécile Michaud, Johann Heinrich Schönfeld: un peintre allemand du XVIIe siècle en Italie, Martin Meidenbauer Verlagsbuchhandlung, Monaco, 2006
  • Pamela H. Smith, The body of the artisan: art and experience in the scientific revolution, The University of Chicago Press, Chicago, 2004, pag.178
  • Charles Callah Perkins,John Denison Champlin, Cyclopedia of Painters and Paintings, 2009, pag.253
  • Johann Joachim Winckelmann,Jean Baptiste Louis Georges Seroux d'Agincourt, Storia della scultura dal suo risorgimento in Italia fino al secolo di Canova, vol.V, Fratelli Giachetti, Prato, 1825, pag.518
  • Gustave Staal, Les sociétés badines, bachiques, littéraires et chantantes, vol.II, Parigi, 1867, pag.211
  • Michael Bryan, Dictionary of painters and engravers, biographical and critical, H.G.Bohn, Londra, 1849, pag.125
  • Shearjashub Spooner, A biographical history of the fine arts: being Memoirs of the lives and works of eminent painters, engravers, sculptors and architects, J.W.Bouton, New York, 1865, pag.349-350
  • Pietro Zani, Enciclopedia metodica critico-ragionata delle belle arti, Volume 1, Parma, Tipografia Ducale, 1820, pag.106. URL consultato il 6 febbraio 2011.
  • (FR) Jean Baptiste Descamps, La vie des peintres flamands, allemands et hollandois, Parigi, Desaint & Saillant, Pissot, Durand, 1760, pagg.313-314-315. URL consultato il 6 febbraio 2011.
  • (NL) Johan van Gool, De nieuwe Schouburg der Nederlantsche Kunstschilders en Schilderessen, vol.I, L'Aia, stampato dall'autore, 1750, pp.71-78. URL consultato il 4 gennaio 2013.
  • (NL) "Does, Jacob van der (I)" in Rijksbureau voor Kunsthistorische Documentatie, 2013. URL consultato il 30 settembre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]