Jacob van der Does

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Jacob van der Does e in basso Paulus Potter da De groote schouburgh der Nederlantsche konstschilders en schilderessen di Arnold Houbraken

Jacob Simonz. van der Does, o Verdoes (Amsterdam, 4 marzo 1623Sloten, 17 novembre 1673), è stato un incisore, pittore e disegnatore olandese del secolo d'oro.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Paesaggio fluviale con cavalieri (1669 circa)

Figlio di Simon e Beatrix Anselmo Anthdr., apparteneva ad una famiglia agiata: il nonno Jacob era segretario comunale ed il padre Simon segretario della Camera delle Assicurazioni[1] Rivelatasi precocemente la sua propensione per la pittura[1], divenne apprendista di Nicolaes Moeyaert[2][3]. Iniziò la sua carriera artistica ad Amsterdam e nel 1644 risultava iscritto all'Università di Leida[2]. Nel 1643 intraprese un viaggio in Italia passando per la Francia[2]. L'anno successivo fu a Roma dove rimase fino al 1649 circa e divenne membro della Schildersbent con il soprannome di Tamboer[2]. Ritornato in patria, si trasferì all'Aia nel 1650[2]. Si sposò per la prima volta a Haarlem nel marzo 1650 con Margaretha Boortens Dirksdr., che morì nel 1661[1]. Nel 1656 fu tra i fondatori della Confrerie Pictura[2], di cui divenne uno dei tre decani[1]. Lasciata la città dell'Aia nel 1660, ritornò nella sua città natale nel 1663 circa restandovi fino al 1673[2]. Dopo la morte della prima moglie, sembrò che van der Does abbandonasse la pittura[1]. Infatti, aiutato dall'influenza della sua famiglia, ottenne la carica di segretario di Sloten, Sloterdijk, Houtrijk e Polanen, ma alcuni anni dopo riprese a dipingere[1]. Nel 1665 risiedeva a Sloterdijk, come risulta dagli atti del battesimo, avvenuto il 18 ottobre, della figlia Johanna: si era nel frattempo risposato per la seconda volta nel novembre 1662 all'Aia con Johanna van Geesdorp Gideonsdr., che morì pochi anni dopo[1]. Jacob van der Does ebbe sette figli dal primo matrimonio e quattro dal secondo[1]. Degli undici figli, sopravvissero solo Simon e Jacob avuti dalla prima moglie e Gideon dalla seconda[1].

Si dedicò principalmente alla pittura paesaggistica, dipingendo in particolare paesaggi all'italiana, e animali, soprattutto pecore e capre[1], ma realizzò anche ritratti e architetture[2]. Le sue opere avevano una quotazione elevata[3]: un suo dipinto con una capra fu acquistato per 1000 fiorini, così van der Does si meritò l'appellativo di pittore di una capra da 1000 fiorini[1]. Durante il suo soggiorno romano, ebbe modo di conoscere le opere di Pieter van Laer, da cui fu particolarmente influenzato[3].

Eseguì parecchie incisioni di paesaggi da suoi disegni[3].

Furono suoi allievi i figli Simon e Jacob, Theodorus Bernoille, Marcus de Bye, Gamaliel Day, Alexander Havelaer e Anthony Schinckels[2].

Alcune opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Paesaggio fluviale con cavalieri, olio su tavola, 59,5 × 84,7 cm, firmato in basso a sinistra v. does f., 1669 circa, Collezione privata

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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