Basilica di San Domenico (Perugia)

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Coordinate: 43°06′24″N 12°23′30″E / 43.106667°N 12.391667°E43.106667; 12.391667

Basilica di San Domenico
Basilica di San Domenico (Perugia)
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Località Logocomuneperugia.png Perugia
Religione cattolica
Diocesi Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve
Stile architettonico Gotico
Inizio costruzione 1304
Completamento 1632

La basilica di San Domenico è situata a Perugia ed è l'edificio religioso di maggiori dimensioni dell'Umbria.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Primo piano della facciata, con la doppia scalinata d'ingresso.

All'esterno il portale d'ingresso della fine del XVI secolo e la doppia scalinata barocca ci segnalano che l’attuale costruzione non può essere quella originale. L'edificio originario di San Domenico, sorto sulle ceneri di San Domenico Vecchio, inadeguato all'accresciuto ruolo dei Domenicani, risale al 1304, ed aveva un’importanza particolare in quanto rappresentava un caso di italianizzazione della forma nordeuropea della cosiddetta Hallenkirche. Questa costruzione rovinò tuttavia nel 1614.

La parte interna dell’edificio fu ristrutturata tra il 1629 ed il 1632 da Carlo Maderno e ne è scaturita una forma particolare che presenta analogie con la navata della basilica di San Pietro, pure opera del Maderno. A Perugia l’edificio è tuttavia ad un piano e nella navata non vi sono finestre (peraltro pure nella Basilica Vaticana la zona delle finestre è poco accentuata). Sopra le arcate inizia direttamente la volta a botte. Restano dell'edificio originario il bel chiostro (1455-1579) e il coro. In quest'ultimo si trova una grande vetrata risalente al XV secolo (la parte superiore è del 1759) di un'altezza di 23 metri per 8,5 di larghezza. Insieme a quelle absidali del Duomo di Milano è fra le più grandi finestre gotiche d'Italia. Si tratta di finestre dalle dimensioni inusuali per l'Italia, anche perché in genere si cercava di limitare la grandezza delle finestre per proteggere gli interni dal calore. In San Domenico tuttavia una tale finestra era resa necessaria dalla mancanza di un'altra fonte di luce. Questa grande finestra del coro a fronte delle altre più piccole è visibile anche in un affresco del XV secolo nella cappella del palazzo dei Priori.

Il monumento funebre dedicato a Benedetto XI

Domina il paesaggio circostante il campanile, edificato tra il 1464 ed il 1500 dal lombardo Gasperino di Antonio. In origine il campanile era alto ben 126 metri[senza fonte] ma nel 1546 venne portato all'attuale altezza di 60[1] metri per aumentarne la stabilità.

Autentico capolavoro della scultura del XIV secolo conservato nella basilica è il monumento funebre a Benedetto XI, papa morto a Perugia nel 1304. Di notevole pregio è anche il coro ligneo della fine del XV secolo. Una lapide davanti all'altare maggiore indica la cripta dove sono sepolti molti Baglioni signori di Perugia, fino a Malatesta V.

Adiacente alla chiesa è il chiostro maggiore e l'ex convento di San Domenico, oggi sede del Museo archeologico nazionale dell'Umbria e dell'Archivio di Stato di Perugia.

Organo[modifica | modifica wikitesto]

L'ogano della basilica

L'organo fu costruito tra il 1638 e il 1641 dall’organaro Luca Neri da Leonessa (Rieti), è inserito nel transetto sinistro della chiesa, dove si trova la porta d’accesso alla sacrestia, ed è uno dei pochi organi secenteschi ancora superstiti in Umbria. E’ secondo per dimensioni solo a quello situato all’interno del duomo di Orvieto, mentre per qualità è uno dei più pregiati strumenti del secolo XVII. Dello strumento originale si conserva solo la cassa e la facciata mentre l’interno è stato ricostruito alla fine dell’ Ottocento. L’organo era inizialmente racchiuso in una semplice cassa lignea alla quale venne aggiunta nel 1660 la sontuosa decorazione ad opera di Sallustio Lombardi da Lucignano e Ludovico Brocchetti da Cortona. Tale decorazione venne ultimata con doratura e marmorizzazione nel 1748.

Nel corso dei secoli l’organo ha ricevuto diversi interventi di restauro a partire dal 1726 in cui un fulmine si abbatté sulla cassa danneggiando uno degli angeli scolpiti accanto allo stemma di Benedetto XI; nel 1778 venne sostanzialmente modificato l’impianto fonico ad opera di frate Tommaso Pagnini di Pistoia che aggiunse una cospicua serie di registri passando dai precedenti 8 ai 18 e portando le canne da 450 a 797. Nel 1836 un secondo fulmine colpì lo strumento comportando la necessità di un ulteriore intervento di restauro. Il successivo intervento intorno al 1870 ad opera di Nicola Morettini andarono ad adeguarne le caratteristiche secondo i gusti musicali del periodo. Nel 1921 l’organaro Rodolfo Luna di Foligno compì un pesante rimaneggiamento sulla struttura dell’organo che peggiorò la qualità dei registri modificando sostanzialmente la tonalità delle canne. Un secondo intervento negli anni sessanta aveva peggiorato ulteriormente lo strumento portandolo al quasi completo inutilizzo. L’ultimo recupero ha riportato l’organo alle condizioni successive all’intervento effettuato dal Morettini. Tale operazione ha consentito di ripristinare buona parte dei registri e ciò ha permesso di ridare voce a questo prestigioso organo che da oltre quattro secoli è parte integrante della vita della basilica[2].

Fonica dell'organo dopo il restauro di Nicola Morettini[modifica | modifica wikitesto]

L'altare maggiore; sotto la pedana, una lapide indica la cripta dei Baglioni.

Principale 16' bassi
Principale 16' soprani
Principale 8' bassi
Principale 8' soprani
Ottava
Dodicesima
Quindicesima
Diciannovesima
Ventiduesima
Ventiseisima
Ventinovesima
Principale II soprani(8')
Flauto Traverso (8' coperto)
Flauto in ottava (4' cilindrico)
Quintetto soprani (2' 2/3 a cuspide)
Decimino soprani (1 '3/5 cilindrico)
Violetta soprani (4')
Voce Umana (dal Do#3)
Tromba (8')
Bombardino bassi (4')
Corno inglese soprani (16')
Controbassi (16' aperti)
Divisione bassi-soprani Do3-Do#3
Tastiera con 50 tasti Do-Fa con prima ottava corta
Pedaliera con 12 pedali
Tiratutti con 2 pedali
Timpano
Tremolante
Mantice a lanterna avviato da 2 pompe che funzionano grazie a due pedali raffreddati da un elettroventilatore[3].

Vetrata[modifica | modifica wikitesto]

Opere già in San Domenico[modifica | modifica wikitesto]

Dalla cappella di San Nicola in San Domenico proviene la Pala di Perugia di Beato Angelico, oggi alla Galleria nazionale dell'Umbria. Nello stesso museo si trova anche la Madonna in trono col Bambino e angeli musicanti di Gentile da Fabriano, sempre da San Domenico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.campanologia.org/materiale/Campanili.pdf
  2. ^ Elena Pottini, Giulio Ser-Giacomi, Il Complesso di San Domenico a Perugia; Eugenio Becchetti, L'organo Luca Neri, vicende storiche
  3. ^ Eugenio Becchetti, L'organo Luca Neri, vicende storiche

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Federico Mancini: Perugia. Kunst- und Geschichtsführer. Perugia 1985
  • Rolf Toman (Hrsg.): Die Kunst der Gotik. Architektur - Skulptur - Malerei. Köln 1998
  • Klaus Zimmermanns: Umbrien. Köln 1987. (DuMont Kunst-Reiseführer), pag. 96, fig. 27
  • Elena Pottini, Giulio Ser-Giacomi: Il Complesso di San Domenico a Perugia, Tozzuolo ed., 2013 pag. 68-69
  • Eugenio Becchetti: L'organo Luca Neri, vicende storiche in La Basilica di San Domenico di Perugia, Quattroemme ed., 2006, pag. 535-537

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]