Asphodelus

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Asfodelo
Asphodelus ramosus6.jpg
Pianta in fiore di Asphodelus ramosus
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Liliales
Famiglia Liliaceae
Genere Asphodelus
L., 1753
Classificazione APG
Ordine Asparagales
Famiglia Xanthorrhoeaceae
Sottofamiglia Asphodeloideae
Specie

Asphodelus L., 1753 è un genere di piante della famiglia Liliaceae che comprende diverse specie erbacee, note genericamente con il nome volgare di asfodelo. Il nome deriva dal greco ἀσφόδελος (asphódelos).

Gli asfodeli amano i prati soleggiati e sono invadenti nei terreni soggetti a pascolo eccessivo, perché le loro foglie appuntite vengono risparmiate dal bestiame.

Indice

Descrizione [modifica]

Fiore di Asphodelus albus

Le foglie dell'asfodelo si presentano sotto forma di una rosetta di grosse foglie radicali, strette e lineari, con l'estremità appuntita.

Dal centro della rosetta emerge uno stelo nudo che porta una spiga di fiori più o meno ramificata secondo le specie. La spiga è generalmente alta un metro o più.

I fiori iniziano a sbocciare dal basso. Hanno sei tepali (cioè non esiste distinzione visibile tra petali e sepali, che hanno la stessa forma e lo stesso colore). Nella maggior parte delle specie, i tepali sono bianchi con una striscia scura al centro.

I frutti sono capsule tondeggianti.

La radice è commestibile.

Distribuzione e habitat [modifica]

La distribuzione naturale del genere Asphodelus ha un centro principale intorno al bacino del Mediterraneo (Europa meridionale e Africa settentrionale comprese le isole Canarie); si estende inoltre in Asia fino alla Cina.[senza fonte]

L'asfodelo è stato introdotto e si è naturalizzato anche in alcune parti del Nordamerica.

Tassonomia [modifica]

Il genere Asphodelus comprende le seguenti specie:[1]

Storia e letteratura [modifica]

Antichità [modifica]

Per Omero (Odissea XI, 487-491; 539; 573) l'asfodelo è la pianta degli Inferi. Per gli antichi Greci il Regno dei Morti era suddiviso in tre parti: il Tartaro per gli empi, i Campi Elisi per i buoni, ed infine i prati di asfodeli per quelli che in vita non erano stati né buoni né cattivi. Per tutte queste credenze, ed altre ancora, i Greci usavano piantare asfodeli sulle tombe, considerando i prati di asfodeli il soggiorno dei morti. Un esempio forse non casuale lo abbiamo in Capo Miseno. Epimenide, considerato da alcuni uno dei sette sapienti, usava l'asfodelo (e la malva) per le sue capacità di scacciare la fame e la sete. Ce ne parla Plutarco nel "Convito dei sette sapienti". La leggenda vuole che Epimenide grazie all'uso di radici e erbe non avesse bisogno di mangiare e che visse 157 anni, ce ne parla Diogene Laerzio. Teofrasto, nella sua "Ricerca sulle piante", afferma che le radici d'asfodelo sono commestibili.

Modernità [modifica]

Questa pianta viene citata nel 1º libro della saga di Harry Potter. L'asfodelo in polvere versato in un infuso d'artemisia nel romanzo origina una pozione soporifera talmente potente da andare sotto il nome di "distillato della morte vivente".

Il nome di questa pianta, al plurale (asfodeli, nella trad. italiana di Alessandra Scalero), viene citata nel primo capitolo di Orlando della scrittrice inglese Virginia Woolf.

Gli Asfodeli son citati nel componimento Le stirpi canore di D'Annunzio e, sotto l'aulico nome di asfodilli, nel suo romanzo Il piacere.

Gli asfodeli vengono citati alla fine del film Vatel di Roland Joffé.

Gli asfodeli sono citati, in quanto fiori dei morti, nell'Etèra di Giovanni Pascoli (Poemi di Ate).

Asfolide è citato anche da Oscar Wilde ne "Il Ritratto di Dorian Gray"

Gli asfodeli sono citati più volte in "La via del male" di Grazia Deledda

Gli asfodeli sono citati nella canzone "Daffodil Lament" del gruppo irlandese "The Cranberries"

Gli asfodeli costituiscono il titolo di una lirica di Sergio Corazzini tratta dalla raccolta "Dolcezze".

Uso culinario [modifica]

Il gambo dell'asfodelo giallo è un cibo antico che gli anziani pugliesi colgono ancora prima che sbocci il fiore e una volta scottato con acqua e aceto conservato sott'olio. Uno di quei sapori che va pian piano scomparendo. Le Foglie vengono tuttora usate per confezionare un prodotto caseario tipico pugliese, la "burrata". In Sardegna viene utilizzato per la produzione di un miele dal gusto delicato, da assaporare da solo per coglierne le caratteristiche uniche.

Altri usi [modifica]

In alcune località della Sardegna, Tinnura, Flussio, lo stelo dell'asfodelo viene utilizzato per la creazione di pregiati cesti artigianali da tempo utilizzati per la panificazione. Questi cesti anticamente erano parte indispensabile del corredo della sposa prima del matrimonio.

Note [modifica]

  1. ^ Asphodelus in The Plant List. URL consultato in data 5 marzo 2013.

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