Apocrifo di Giovanni

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Apocrifo di Giovanni
Apocryphon of John.jpg
Manoscritto dell'Apocrifo di Giovanni
Datazione 120-180
Attribuzione Giovanni di Zebedeo
Manoscritti Codici di Nag Hammâdi II.1, III.1, IV.1; p. Berol. 8502

L'Apocrifo di Giovanni (Libro di Giovanni Evangelista o Libro segreto di Giovanni o Rivelazione segreta di Giovanni, in quanto qui «apocrifo» sta a significare «segreto») è un vangelo composto in lingua greca nel II secolo (entro il 185) attribuito (pseudoepigraficamente) a Giovanni apostolo. Si tratta di un vangelo gnostico.

Citato da Ireneo di Lione, è stato ritenuto perduto fino al ritrovamento di tre distinte versioni in lingua copta tra i Codici di Nag Hammâdi nel 1945 più una quarta versione.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

L'Apocrifo di Giovanni fu un libro estremamente diffuso tra i maestri gnostici, che lo rielaborarono più volte, tanto che ne furono prodotte almeno cinque versioni:

  • una versione lunga, tramandata da due copie in lingua copta ritrovate a Nag Hammadi (codice II.1 e codice IV.1), caratterizzata dalla citazione di un Libro di Zoroastro;
  • una prima versione corta, tramandata da una copia in copto ritrovata a Nag Hammadi (codice III.1), caratterizzata da alcune peculiarità teologiche (e da una propria traduzione in copto, indipendente dalle altre);
  • una seconda versione corta, tramandata da una copia in copto (manoscritto copto p. Berol. 8502), caratterizzata da alcune peculiarità teologiche (e da una propria traduzione in copto, indipendente dalle altre);
  • una terza versione corta, nota solo attraverso il compendio fattone da Ireneo di Lione nella sua opera Contro le eresie (185).

Contenuto e tematiche trattate[modifica | modifica wikitesto]

L'Apocrifo di Giovanni descrive l'apparizione di Gesù all'apostolo, cui comunica una rivelazione privilegiata, non trasmessa nel suo ministero.

La rivelazione segreta descrivente creazione, caduta, redenzione dell'umanità contiene alcuni elementi tipici della dottrina gnostica:

  • tripartizione degli uomini (terreni, psichici, spirituali);
  • creazione del demiurgo;
  • 7 eoni (emanazioni delle divinità)
  • dicotomia luce/oscurità;
  • divinità intrappolata nell'uomo mortale.

Breve riassunto[modifica | modifica wikitesto]

Il testo dell'Apocrifo di Giovanni si apre con una prima scena dove si vede Giovanni uscire dal tempio dove si era recato per pregare e il racconto palesa come dopo la crocefissione del rabbi di Nazareth suo maestro e amico, Giovanni si trovava in uno stato d'animo confuso oltre che evidentemente "molto rattristato".

Nella scena seguente Giovanni è raggiunto dalla voce di un notabile della ortodossia ebraica che gli insinua dubbi sull'abbandono e il tradimento perpetrato, a suo dire, dal falso maestro Gesù, a danno dei suoi fedeli discepoli creduloni.

Giovanni ascolta il rappresentante della religione ebraica ortodossa ed è senza parole, non sa più cosa pensare quando gli appare in visione colui che ha sconfitto la morte e gli impartisce nuovi insegnamenti segreti, affinché Giovanni non dubiti, poiché lui, il rabbi di Nazareth non lo ha tradito ma gli ha insegnato la verità.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]