Angelico Lipani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Frate Angelico Lipani
Frate Angelico Lipani
Frate Angelico Lipani

Sacerdote, Servo di Dio e religioso

Nascita Caltanissetta, 28 dicembre 1842
Morte Caltanissetta, 9 luglio 1920
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione Città del Vaticano,

Padre Frate Angelico Lipani, al secolo Vincenzino Lipani (Caltanissetta, 29 dicembre 1842Caltanissetta, 9 luglio 1920), è stato un religioso cattolico italiano appartenente all'Ordine dei Frati Minori Cappuccini ed un sacerdote; è in corso il processo di beatificazione. È stato il fondatore della Congregazione delle Suore Francescane del Signore della Città,[1][2] e promotore della costruzione del III Convento dei Cappuccini a Caltanissetta.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Nasce a Caltanissetta il 28 dicembre 1842 da Salvatore Lipani e Calogera Raitano. Fu battezzato il giorno della nascita in Cattedrale con il nome di Vincenzino. Fu l'ultimo di sei figli Pietro, Michelangelo, Michele e le due sorelle Damiana e Teresa. All'età di sei anni, nel 1849, veniva cresimato dall'allora Vescovo Mons. Guttadauro.

La formazione[modifica | modifica sorgente]

Frequenta la scuola del locale Collegio dei Gesuiti di Caltanissetta presieduto dal Vescovo Gruttadauro che lo incoraggia a continuare gli studi religiosi. Inizialmente, però, fu scoraggiato dai genitori nel seguire le orme del fratello Pietro morto prematuramente da sacerdote. Dovette aspettare il compimento dei 18 anni per poter iniziare il noviziato presso l'Ordine dei Frati Minori Cappuccini di Palermo; trasferito quasi subito nel convento di Caccamo, lì completò il suo noviziato.[1]

Il 13 ottobre 1861 ricevette il saio francescano con il nome di Frate Angelico. Nel 1862 venne ammesso alla prima professione di fede; per ricevere infine il 7 agosto 1863 la Professione Solenne all'età di 23 anni. Il 1º novembre 1862 fu nominato diacono dal Vescovo Mons. Agostino Franco, mentre l'ordinazione a sacerdote fu del 3 dicembre dello stesso anno ad opera del Vescovo Domenico Cilluffo a Palermo.[3][4]

Successivamente il 28 giugno 1866 a seguito della soppressione e scioglimento degli ordini religiosi,[5] fu costretto a rientrare a Caltanissetta; dopo aver dismesso, suo malgrado, il saio francescano e indossato l'abito talare dei preti secolari.[6]

La maturità[modifica | modifica sorgente]

Nel 1872 Gruttadauro gli affida la cura della Chiesa del Santissimo Crocefisso, mentre il 1874 ricevette l'incarico di insegnare Lettere ai seminaristi della Diocesi, incarico che svolse per 35 anni. Tra i suoi discepoli alcuni vescovi e sacerdoti, tra questi il suo successore che continuò dopo lui la cura dell'Istituto Signore della Città da lui stesso fondato.[1]

Nel 1877 completò l'opera di ricostruzione della periferica Chiesa del Santissimo Crocefisso, che prima dei suoi interventi versava in condizioni miserevoli. Riuscì, anche, ad ottenere per l'edificio dalla Santa Sede la dichiarazione di "Chiesa Francescana"; ciò dopo che era stata trasformata in semplice cappella dell'Ospedale civile, la precedente Chiesa Francescana, annessa al II convento dei Frati cappuccini sito in V.le Regina Margherita a Caltanissetta.[1]

Successivamente nel 1885 acquistò un terreno annesso alla periferica Chiesa di San Michele a Caltanissetta, dove, negli anni successivi, con pochi mezzi, iniziò l'opera di rifondazione del III convento dei Frati Cappuccini dopo la trasformazione del vecchio convento in nosocomio prima e successivamente nell'Ospedale Civile Vittorio Emanuele II.

Il 4 dicembre 1904 i suoi sacrifici furono coronati da successo con l'inaugurazione del nuovo convento dei frati Cappuccini di Caltanissetta annesso alla Chiesa di San Michele in località le Calcare.

L'ultimo periodo[modifica | modifica sorgente]

Nel settembre 1912 dovette ritirarsi, per motivi di salute a casa dei genitori, accudito dalle sorelle, lasciando per sempre il convento da lui fortemente voluto e rifondato. Ricevuto nel 1914 l'indulto manendi extra claustra dal prefetto della congregazione dei regolari mantenne fino alla morte l'abito del cappuccino.[7]

Il 16 giugno poco prima di morire firmò l'atto di erezione dell'Istituto Signore della Città in Ente morale.

Il 9 luglio 1920, dopo otto anni di malattia,[8] spirò tra le mura paterne, suscitando presso la cittadinanza tutta un sentimento di grande vuoto e acclamato subito a gran voce come uomo Santo. Le sue spoglie mortali oggi riposano presso la Chiesa del Santissimo Crocefisso o Signore della Città, dove per 35 anni, in attigui locali, aveva esercitato sia l'insegnamento dei seminaristi nonché creato dal nulla l'Istituto signore della città della Congregazione delle Suore Terziarie Francescane.[1]

Nel 1947 su richiesta dei fedeli le spoglie mortali del Frate furono traslate dal cimitero della città al Santuario del Signore della Città, dove da allora sono poste nell'urna del monumento funebre a lui dedicato.[9]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Fondazione dell'Istituto Signore della Città[modifica | modifica sorgente]

Padre Angelico Lipani con il discepolo Padre Gerbino e con le suore ed alunne della comunità delle Suore Francescane del Signore

Il Beato Angelico Lipani è noto per la sua illuminata e caritatevole opera di fondazione dell'Istituto Signore della città, Istituto fortemente voluto e difeso negli anni. L'Istituto nacque per aiutare le fanciulle orfane e più povere, prive di sostentamento in anni molto difficili per le classi più povere della città. Il 15 ottobre 1880, ha inizio l'opera di assistenza e cura di 12 fanciulle orfane e abbandonate; presso dei piccoli locali annessi alla povera Chiesa del Santissimo Crocefisso. Nel 1891 nel 1892 due gravi disastri minerari accaduti nelle vicinanze di Caltanissetta, lo spinsero a dare assistenza ed un'educazione alle fanciulle rimaste orfane di padre e quindi bisognose di assistenza. I poveri ambienti utilizzati saranno l'embrione di quello che negli anni diventerà l'edificio dell'Istituto Signore della Città della Congregazione delle Suore Francescane del Signore della Città.[10]

Il 15 ottobre 1885 tre donne ai piedi del Crocefisso nero, custodito nella omonima chiesa del Santissimo Crocefisso, si votarono per prime come suore francescane, formando così il primo nucleo della neonata Comunità della Congregazione delle Suore Francescane del Signore.[11]

La congregazione vide la sua nascita ufficiale il 4 ottobre 1889 con l'attestato di approvazione da parte del Vescovo Ignazio Zuccaro dell'Istituto Signore della città. Il 5 aprile 1896 furono nominate la prima Madre Superiore: Suor Veronica, Suor Chiara e Suor Angelica rispettivamente Maestra delle novizie ed Economa; nonché Padre Angelico come Direttore dell'istituto.[1][12]

Rilevante il fatto che organizzò e si fece promotore dello Statuto delle Terziarie Francescane, affinché il loro lavoro di sostegno alle iniziative caritatevoli della Congregazione fossero riconosciute dalle autorità civili; riuscendo così ad ottenere un aiuto economico stabile da parte del comune di Caltanissetta.[13]

Rifondazione del Convento dei Cappuccini[modifica | modifica sorgente]

Caltanissetta ha avuto negli anni la fondazione di tre conventi dei Frati Cappuccini. Il primo vide la fondazione nel 1580 in località Xiboli, fu presto abbandonato per l'insalubrità e scomodità del posto.

Il secondo convento nato nel 1580 in località Pigna, diventò dopo l'Unità d'Italia Ospedale civile.

Il terzo Convento fu voluto e rifondato grazie all'azione tenace del frate Angelico Lipani, che l'8 dicembre 1885 acquistò un tumulo di terreno sulla collina Sallemi, terreno attiguo alla chiesetta di San Michele fuori le mure. annesso alla chiesa vi era un piccolo ospizio usato, dalla locale Curia, come seminario estivo per i chierici secolari.[14]

La chiesa di San Michele era sorta nel 1625 nel luogo dove fu trovato morto un appestato che si ritiene ritrovato grazie all'azione di San Michele; che per questo diventò patrono della città di Caltanissetta. Nel 1888 fu comprato dal frate un terreno attiguo al primo e su questo terreno il 20 novembre iniziò l'opera di edificazione del convento. Edificazione fu completata il 1897 e nel 1903 il Vescovo Ignazio Zucchero formalizzo la cessione al frate e al ordine dei Frati Cappuccini la chiesa di San Michele e il seminario estivo che faceva struttura unica con il convento stesso. Il 4 dicembre 1904 insieme ad tre confratelli lasciarono la loro precedente sede presso la chiesa di Santo Spirito fuori le mura. Ebbe così iniziò, e continua tutt'oggi, la vita monastica nella convento.[1][15]

Scritti ed insegnamento[modifica | modifica sorgente]

Fondò e diresse il periodico: "Lo Svegliarino dei terziarii francescani", che trattava argomenti di vita cristiana, francescana ed evangelica; rivolto a tutti i fedeli specie quelli del Terzo Ordine Regolare di San Francesco.[1]

Scrisse tre testi di grammatica latina:[13]

  • Epitomi di costruzione latina - Caltanissetta Tipografia del Progresso 1881,
  • Elementi di prosodia latina - Caltanissetta 1888,
  • Grammatica Latina ad uso dei Ginnasi - Caltanissetta Ed. Ricciani 1899.

Questi testi furono apprezzati da insigni latinisti coevi come il prof. Vallauti di Torino e il prof. Durando.[1]

Su incarico del Vescovo Mons. Gruttadauro, a partire dal 1874, per 35 anni fu insegnante di Lettere ai Seminaristi della locale Curia diocesana. I primi anni in mancanza di un seminario offrì le stanze della sagrestia della Chiesa del Signore della città. Inoltre, per favorire i seminaristi bisognosi di aiutare i genitori nel lavoro, si offri di fare l'insegnante nelle ore serali; e ancora a molti, tra i più bisognosi, offri loro ospitalità nella sua casa privata di Via Parrinello.[1]

Tra i suoi discepoli si annoverano tre Vescovi: Mons Giambro, Mons. Scarlata e Mons. Capizzi; insieme ad un Cattedratico di Patologia Medica dell'Università di Roma il Prof. Gangi, e varie figure di sacerdoti e laici.

Processo di Diocesano di Canonizzazione[modifica | modifica sorgente]

Il 18 gennaio del 1997, per tramite del postulatore generale Padre Paolino Rossi, le Suore Francescane del Signore della città hanno inoltrato l'istanza di apertura del processo diocesano di canonizzazione di Padre Angelico Lipani al Vescovo Mons. Alfredo Maria Garsia. Successivamente nell'agosto dello stesso anno il Vescovo nomina come censori teologi i sacerdoti: Carmelo Carvello, e Massimo Naro per esaminare gli scritti e l'ortodossia dello stesso Padre cappucino. Successivamente è avvenuta l'apertura ufficiale del processo in data 11 ottobre 1997 con l'insediamento dei giudici del Tribunale Eclesiatico, il tribunale in 86 sessioni ha raccolto le testimonianze di 55 testimoni. Successive ricerche, fatte da una commissione storica nominata appositamente del Vescovo, hanno valutato i documenti trovati, scritti dallo stesso frate Cappuccino.

In data 9 luglio a 2001 a 81 anni esatti dalla morte del Frate, è stata indetta in Cattedrale a Caltanissetta una cerimonia solenne per la chiusura del processo diocesano di canonizzazione di Padre Angelico Lipani. Successivamente il postulatore generale Padre Florio Tessari trasmette gli atti del processo diocesano a Roma alla Congregazione per le Cause dei Santi, che dopo aver studiato tutta la documentazione emetterà o meno il provvedimento di Eroicità delle virtù dell'Apostolo della Chiesa nissena.[16]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j Sr. Arcangelina Guzzo, Il Servo di Dio P. Angelico Lipani, Tipografia Paruzzo.
  2. ^ Infanzia e adolescenza. URL consultato il 20 giugno 2011.
  3. ^ http://www.suorefrancescanedelsignore.it/fondatore.html. URL consultato il 20 giugno 2011.
  4. ^ Infanzia e adolescenza. URL consultato il 20 giugno 2011.
  5. ^ La legge di soppressione. URL consultato il 20 giugno 2011.
  6. ^ Sr. Arcangelina Guzzo, Il Servo di Dio P. Angelico Lipani, Tipografia Paruzzo.
  7. ^ Giuseppe Sorce Lo Vullo, Angelico Lipani in Centro Studi sulla Cooperazione "A. Cammarata", San Cataldo - CL, 1990.
  8. ^ http://www.fraticappuccini.it/new_site/index.php/dove-siamo/servi-di-dio/167-angelico-lipani-servo-di-dio-1842-1920.html. URL consultato il 20 giugno 2011.
  9. ^ Padre Lipani verso la beatificazione - Gli atti inoltrati alla congregazione per le cause dei Santi a Roma in La Sicilia, 8 luglio 2001.
  10. ^ http://www.suorefrancescanedelsignore.it/. URL consultato il 20 giugno 2011.
  11. ^ www.castelloincantato.it. URL consultato il 20 giugno 2011.
  12. ^ www.castelloincantato.it. URL consultato il 20 giugno 2011.
  13. ^ a b Carolina Miceli, Francescanesimo e cultura nelle province di Caltanissetta ed Enna: atti del Convegno di studio, Caltanissetta-Enna, 27-29 ottobre 2005, Officina di Studi Medievali, 2008, pp. 111–, ISBN 978-88-88615-73-8.
  14. ^ Umberto Di Cristina, Antonio Gaziano e Rosanna Magrì, La dimora delle anime: i Cappuccini nel Val di Mazara e il convento di Burgio, Agrigento, Officina di Studi Medievali, 2007, pp. 151–, ISBN 978-88-88615-60-8.
  15. ^ www.castelloincantato.it. URL consultato il 20 giugno 2011.
  16. ^ Padre Lipani verso la beatificazione - Gli atti inoltrati alla congregazione per le cause dei Santi a Roma in La Sicilia, 8 luglio 2001.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]