Ahmad Urabi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Ahmad Urabi, arabo:أحمد عرابي, Aḥmad ‘Orābī (1 aprile 1841 – 21 settembre 1911), è stato un ufficiale egiziano[1] che guidò nel 1879 un'insurrezione patriottica contro i britannici che dominavano il Paese e contro il khedivè in quella che è poi stata conosciuta come la Rivoluzione di Urabi (thawra al-‘Urābiyya ). È noto anche come Ahmed Orabi, o Urabi Pasha, o Orabi Pasha, o Ahmad Arabi.

Nacque da un padre contadino nel piccolo centro di Hiryit Razna, vicino al-Zagazig, nel governatorato di Sharqiyya, circa 80 chilometri a nord del Cairo.[2] Era figlio del capo del villaggio e uno dei membri più abbienti della comunità: cosa che gli consentì di ricevere un'istruzione dignitosa. Dopo aver completato gli studi elementari nel suo villaggio natale, si recò nel 1849 al Cairo per frequentare presso l'Università islamica di Al-Azhar, i successivi corsi di studio.[1] Entrò nell'esercito a percorse rapidamente i ranghi della carriera militare da ufficiale, giungendo al grado di Tenente Colonnello all'età di 20 anni.

Era un oratore che galvanizzava l'uditorio. A causa della sua origine contadina, egli era al contempo (e tuttora è visto in questo modo) come la voce autentica del popolo egiziano. Quando il Khedivè Tawfiq Pasha promulgò una nuova legge che impediva ai contadini di diventare ufficiali, ‘Urābī guidò un gruppo di protesta contro la preferenza accordata agli ufficiali d'origine turca. ‘Urābī e i suoi seguaci, che includevano in gran parte personale dell'esercito, ebbero successo e la legge fu ritirata.

Con chi condivideva le sue idee nell'esercito si collegò con i riformisti e col sostegno dei contadini avviò un grande movimento per tentare di affrancare l'Egitto dall'oppressivo e spesso iattante controllo straniero, intendendo anche metter fine al regime assolutistico del Khedive. La sua "rivoluzione" si diffuse rapidamente ed espresse anche la crescente insofferenza degli egiziani per le indebite ingerenze europee, specialmente dei cristiani.

Fu dapprima promosso e poi insediato al posto di sottosegretario alla Guerra, e infine divenne membro del governo. Furono promossi piani per creare un'assemblea parlamentare nel Paese e durante gli ultimi mesi della "Rivoluzione" (luglio-settembre 1882), ‘Urābī assunse l'incarico di Primo Ministro.

Sentendosi minacciato, il Khedive Tawfīq Pascià invocò l'aiuto del Sultano ottomano per metter fine alla "Rivoluzione" ma la Sublime Porta era esitante a far uso di truppe contro altri musulmani che si opponevano a interferenze straniere e cristiane. I britannici erano in modo particolare preoccupati che ‘Urābī volesse annullare il massiccio debito contratto dall'Egitto e che avrebbe potuto cercare di riprendere il controllo del Canale di Suez. Pertanto quando esplosero moti anti-europei ad Alessandria nel 1882, la flotta di Sua Maestà britannica aprì il fuoco sui forti che proteggevano dal mare la città. Nel settembre di quello stesso anno un esercito britannico fu sbarcato nella zona del Canale il 13 settembre 1882 ed esso sgominò l'esercito di ‘Urābī nella battaglia di Tell al-Kabir. ‘Urābī fu fatto prigioniero. Il Khedivè e il suo governo lo condannarono a morte ma, per le pressioni di Lord Dufferin, l'ambasciatore britannico a Costantinopoli, che era stato inviato in Egitto come Alto Commissario, la sentenza fu commutata e ‘Urābī fu esiliato nella colonia britannica di Ceylon, dove egli trascorse il resto della propria vita.

L'intervento britannico non risolse ovviamente la questione di fondo e si dimostrò pertanto a corto termine. Le tensioni di fondo fra Egitto e Regno Unito persistettero fino al 1954. L'Egitto fu reso di fatto un protettorato britannico a partire dal 1922, sebbene i britannici - in quanto potenza "protettrice" - dichiarassero il Paese indipendente nel 1914. La "Rivoluzione" di ‘Urābī ebbe un significato grandissimo nelle coscienze egiziane e si caratterizzò agli occhi degli egiziani come il primo atto del nazionalismo egiziano avverso al colonialismo occidentale. Il suo rimase un fulgido esempio di nobile patriottismo e più tardi il colonnello Nasser, indicò ‘Urābī come un ammirevole patriota egiziano che lo aveva preceduto sul cammino della restituzione all'Egitto della sua dignità e della sua concreta indipendenza, nonché come un grande eroe nazionale.

Una stazione della metropolitana del Cairo è stata intitolata a lui e un'importante strada gli è stata dedicata nella capitale, nell'importante quartiere di Muhandisin.

Preceduto da:
Maḥmūd Sāmī al-Bārūdī
Primo Ministro d'Egitto
(nel corso della "Rivoluzione")
Succeduto da:
Rāghib Pāshā

[modifica] Note

Strumenti personali