Adesione della Macedonia all'Unione europea

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Repubblica di Macedonia

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L'adesione della Repubblica di Macedonia all'Unione europea è uno dei principali obiettivi del governo macedone.

Il 22 marzo 2004, a Dublino (Irlanda), la Repubblica di Macedonia fece il primo passo avanti e fece domanda per l'ammissione all'Unione Europea. Sei mesi dopo la Repubblica iniziò la procedura di risposta del Questionario, un'applicazione della Commissione Europea che controlla vari aspetti dello stato richiedente. ιl 31 gennaio 2005, in meno di tre mesi, le istituzioni macedoni avevano già preparato le risposte, illustrando realisticamente la situazione e anche i piani per l'avanzamento in ognuno dei settori particolari della società.

Dopo aver rivisto le risposte, la Commissione europea preparò un avviso in cui prendeva in considerazione la proposta della nazione macedone di candidarsi come membro dell'Unione Europea.

Il Consiglio europeo, il 17 dicembre decise di conferire alla Repubblica di Macedonia lo status di candidato a membro dell'UE. I capi di stato e i governi degli stati membri riconoscevano quindi i progressi che la Repubblica aveva fatto per soddisfare i criteri di Copenaghen.

La Repubblica di Macedonia è il solo paese ad aver firmato l'Accordo di Stabilizzazione ed Associazione con le comunità europee ed i loro stati membri il 9 aprile 2001 in Lussemburgo. L'Assemblea della Repubblica di Macedonia ratificò l'accordo il 12 aprile 2001. Questo accordo, firmato tra la Repubblica di Macedonia e l'Unione Europea è stato il primo ad essere ratificato da tutti gli stati membri ed entrò in atto il 1 aprile 2004.

La Repubblica al momento fa parte del processo di stabilizzazione ed associazione, un processo che porta all'adesione all'Unione Europea. Come Presidente della Commissione europea Romano Prodi affermò «Sulla scia di questo successo (riferendosi al recente allargamento) dobbiamo aprire completamente le porte dell'Europa ai Balcani».

Il 6 settembre 2004 il governo della Repubblica di Macedonia adottò la Strategia Nazionale per l'Integrazione Europea; è stato specialmente importante che questa strategia sia stata supportata sia dalla Sobranie sia dalla Commissione per le Questioni Europee, confermando il consenso politico generale sull'integrazione in Europa.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

La Macedonia e l'Unione europea.

Il 24 luglio 2006 il ministro bulgaro degli esteri Ivajlo Kalfin affermò che la Bulgaria, che entrò nell'Unione europea il 1 gennaio 2007, non supporterebbe incondizionatamente l'accesso della Repubblica di Macedonia, ponendo come motivazione una sorta di "aggressione contro la nazione e la storia bulgara da parte dell'autorità macedone".[1] Il presidente bulgaro Georgi Părvanov appoggiò Kalfin, dicendo che il "supporto bulgaro per la [Repubblica di] Macedonia dipende dalla tolleranza del paese verso la storia bulgara e la mancanza di atteggiamenti negativi ed aggressioni".[2]

Ciò venne seguito da un'immediata risposta diplomatica negativa da parte della Repubblica di Macedonia, in cui si affermava che la Repubblica non aveva alcun interesse nella storia nazionale bulgara, ma questa non doveva appropriarsi di quegli avvenimenti che facevano anche parte della storia nazionale macedone.[3] Il presidente Branko Crvenkovski affermò che "tali dichiarazione approssimative e poco diplomatiche che provengono dai funzionari bulgari sono da includersi nell'ambito delle imminenti elezioni in Bulgaria e non dovrebbero essere riconosciute, e danneggiano la comunicazione bilaterale fra i due paesi.".

Un fattore di importanza basilare per l'accesso macedone all'UE è la questione del nome con la Grecia. Il 29 agosto 2006, il ministro degli esteri greco Dora Bakoyannis affermò che "...il parlamento ellenico, in qualsiasi coalizione, non ratificherà l'accesso del paese confinante all'Unione europea ed alla NATO se la questione del nome non sarà prima risolta."[4][5]

Più recentemente, fonti dell'Unione europea hanno confermato che la speranza della Repubblica di Macedonia per dare inizio alle trattative d'accesso nell'anno successivo non potranno avvenire, poiché il nuovo primo ministro Nikola Gruevski ha escluso la minoranza etnica albanese della repubblica ex iugoslava ed ha politicizzato molte istituzioni statali.[6]La Repubblica di Macedonia, così come altri paesi balcanici occidentali può aspettarsi l'accesso su un termine medio-lungo.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Bulgaria's Kalfin suggests support for Macedonia's EU bid is conditional
  2. ^ (EN) Bulgaria's position concerning Macedonia unchanged
  3. ^ (EN) SofiaEcho.com
  4. ^ (EN) Embassy of Greece - Washington, DC in Answer of FM Ms. D. Bakoyannis regarding the FYROM name issue. URL consultato l'11 settembre 2006.
  5. ^ United Macedonian Diaspora in Interview with Greek Foreign Minister Dora Bakoyannis. URL consultato il 2 novembre 2006.
  6. ^ Euronews.net in Western Balkans told 'hold' for EU membership. URL consultato il 2 novembre 2006.
  7. ^ BBC in EU to disappoint Balkan hopefuls. URL consultato il 3 novembre 2006.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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