Adenostyles alpina

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Cavolaccio verde
Adenostyles glabra ENBLA01.jpeg
Adenostyles alpina
Monte Faverghera
Giardino botanico delle Alpi Orientali
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Senecioneae
Genere Adenostyles
Specie A. alpina
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Senecioneae
Nomenclatura binomiale
Adenostyles alpina
(L.) Bluff & Fingerh.
Sinonimi
  • Cacalia alpina L. (basionimo)
  • Adenostyles calcarea Brügger
  • Adenostyles glabra (Miller) DC, 1836
  • Adenostyles virdis Cass.
Nomi comuni

Adenostile alpina

Il Cavolaccio verde (nome scientifico Adenostyles alpina (L.) Bluff & Fingerh.) è una pianta erbacea, perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Indice

[modifica] Etimologia

L'origine del nome del genere è di derivazione ellenica e fa riferimento alle ghiandole che ricoprono lo stilo del fiore.
Il nome specifico fa riferimento all'habitat della specie.
Dai francesi questa pianta viene chiamata: Adénostyle des Alpes oppure Adénostyle glabre; dai tedeschi: Grüner Alpendost oppure Kahler Alpendost.

[modifica] Morfologia

Questa pianta può raggiungere un'altezza di 60 cm. La forma biologica della specie è emicriptofita scaposa (H scap) : ossia è una pianta perennante tramite gemme posizionate al livello del terreno con fusto allungato e mediamente foglioso.

[modifica] Radici

Le radici sono secondarie da rizoma.

[modifica] Fusto

  • Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto è un rizoma.
  • Parte epigea: la parte aerea è eretta a sezione cilindrica, pubescente e di colore rossastro. Nella parte terminale si presenta ramificato con abbondanti peli crespi.

[modifica] Foglie

  • Foglie basali: le foglie alla base del fusto sono grandi, intere e reniformi (a forma di rene o cuoriformi) di consistenza grassetta; il margine fogliare è dentato in modo ottuso (i dentelli sono abbastanza uguali fra di loro). Le foglie sono glabre su entrambe le facce (solo su quella inferiore i nervi sono appena pubescenti). Dimensione delle foglie alla base: larghezza 12 – 14 cm, lunghezza 10 – 11 cm.
  • Foglie cauline: le foglie lungo il fusto sono disposte in modo alterno con dimensioni via via più piccole; sono picciolate e prive di orecchiette amplessicauli (quelle superiori). Dimensioni delle foglie cauline inferiori: larghezza 10 – 14 cm, lunghezza 6 – 8 cm.

[modifica] Infiorescenza

Infiorescenza
Rifugio Vazzoler, Taibon Agordino (BL), 1714 m s.l.m.

L'infiorescenza è formata da densi corimbi portati da peduncoli pelosi. I capolini (molto numerosi) sono composti normalmente da 3 – 4 fiori raccolti e sostenuti da un involucro cilindrico circondato da squame lineari – lanceolate di colore violetto e glabre. Il ricettacolo (la parte che raccoglie e sostiene i singoli fiori) è nudo, ossia senza peli e pagliuzze. I fiori inoltre sono molto più lunghi del rispettivo involucro. Dimensioni dell'involucro: lunghezza 4 –5 mm, larghezza 1 – 2 mm.

[modifica] Fiori

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I fiori sono tutti del tipo tubuloso (il tipo ligulato, i fiori del raggio, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono inoltre ermafroditi, tetra-ciclici (calicecorollaandroceogineceo), pentameri e attinomorfi. Lunghezza del fiore: 7 – 8 mm.

  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla di forma cilindrica e lungamente svasata nella parte terminale; è colorata di roseo – violetto e termina con 5 denti (o lobi). Dimensione dei lobi: 2,5 - 3,2 mm.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi; le antere, arrotondate alla base, sono saldate fra di loro e formano un manicotto circondante lo stilo.
  • Gineceo: l'ovario è infero e uniloculare formato da 2 carpelli; lo stilo è unico, ghiandoloso e cilindrico con uno stimma terminale profondamente bifido.
  • Fioritura: da giugno ad agosto.

[modifica] Frutti

I frutti sono degli acheni striati di 3 mm sormontati da un pappo di peli denticolati. I peli del pappo sono disposti in diversi ranghi sono inoltre lunghi e ricoprono quasi completamente la corolla del fiore.

[modifica] Distribuzione e habitat

  • Geoelemento: l'area di origine della specie è considerata l'Europa montagnosa meridionale. Il tipo corologico è Orof. S-Europ. (specie montane dell'Europa meridionale distribuite dalla zona Iberica a quella Balcanica ed eventualmente nel Caucaso e nell'Anatolia).
  • Diffusione: in Italia (al nord) è considerata pianta comune; sugli Appennini è rara.
  • Habitat: l'habitat preferito da questa specie sono i luoghi ombrosi e umidi; è comunque possibile trovarla solo al nord e sulle Alpi in ambienti caratteristici come i megaforbieti alpini o boschi di faggio ed abete rosso; è una specie calciofila quindi è possibile trovarla anche sui pendii franosi, sfasciumi e ghiaioni.
  • Diffusione altitudinale: dai 300 ai 2100 m s.l.m..

[modifica] Sistematica

Le famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nom. cons) è la famiglia vegetale più numerosa, organizzata in quasi 1000 generi per un totale di circa 20.000 specie.
Il genere Adenostyles comprende non più di una ventina di specie distribuite nell'emisfero boreale di cui sei sono proprie della flora italiana.
È da ricordare che le specie ora assegnate al genere Adenostyles una volta erano assegnate al genere (ora rifiutato dalla comunità dei botanici) Cacalia.

[modifica] Variabilità

Alcune specie di questo genere si distinguono per il tomento presente o no sulla pagina inferiore che però non è sempre un carattere costante per cui facilmente la specie “Cavolaccio verde” può essere confusa con altre specie (vedi il paragrafo “Specie simili”).

Sono note le seguenti sottospecie:[1]

  • Adenostyles alpina subsp. australis (Ten.) Greuter – cavolaccio meridionale: si differenzia per il margine fogliare che presenta dei denti acuti, di cui quelli in corrispondenza ai nervi principali sono ancora più lunghi.
  • Adenostyles alpina subsp. nebrodensis (Wagenitz & I.Müll.) Greuter - cavolaccio dei nebrodi

[modifica] Ibridi

Nell'elenco che segue sono indicati alcuni ibridi intraspecifici:

[modifica] Sinonimi

  • Cacalia alpina L. (basionimo)
  • Adenostyles glabra (Miller) DC, 1836
  • Adenostyles calcarea Brügger
  • Adenostyles virdis Cass. (1816)

[modifica] Specie simili

  • Adenostyles alliariae (Gouan) Kerner – Cavolaccio alpino: si distingue dalla specie della presente scheda in quanto alla base del picciolo delle foglie cauline sono presenti due ampie orecchiette avvolgenti il fusto; le foglie inoltre sono provviste di un apice acuto; al rovescio le foglie sono cotonose e non glabre. L'infiorescenza si presenta meno copiosa.

[modifica] Usi

[modifica] Giardinaggio

Queste piante sono usate soprattutto nei giardini rocciosi in quanto il loro ampio fogliame ha una buona funzione ornamentale. La coltivazione inoltre non è molto difficile se allevate entro un composto terroso ricco di torba, ma capace di mantenere fresche e umide le radici. Si propagano sia per seme che per divisione di piede.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Adenostyles alpina in Global Compositae Checklist. URL consultato in data 16/09/2011.

[modifica] Bibliografia

  • Maria Teresa della Beffa, Fiori di montagna , Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2001.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume primo , Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 40.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 15. ISBN 88-506-2449-2
  • Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.

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