Adenostyles alliariae

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Cavolaccio alpino
Alpendost-Grauer 3445.jpg
Adenostyles alliariae
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Senecioneae
Sottotribù Senecioninae
Genere Adenostyles
Specie A. alliariae
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Senecioneae
Sottotribù Senecioninae
Nomenclatura binomiale
Adenostyles alliariae
(Gouan) A.Kern., 1871
Nomi comuni

Adenostile con foglie di alliaria

Il Cavolaccio alpino (nome scientifico Adenostyles alliariae (Gouan) A.Kern., 1871) è una pianta erbacea, perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome del genere è di derivazione ellenica e fa riferimento alle ghiandole che ricoprono lo stilo del fiore (adeno = ghiandole; styles = stilo).[1] Il nome specifico si riferisce alla somiglianza delle foglie con quelle di alcune specie del genere Alliaria.
Il binomio scientifico attualmente accettato (Adenostyles alliariae) è stato proposto inizialmente dal naturalista francese Antoine Gouan (1733-1821), un pioniere della tassonomia di Linneo in Francia, e perfezionato in seguito dal professore di botanica a Stoccarda Anton von Kerner (1755–1839) nella pubblicazione ”Oesterreichische Botanische Zeitschrift” del 1871.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione delle parti della pianta
Il portamento

Questa pianta può raggiungere un'altezza variabile da 4 a 7 dm (massimo 18 dm). La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap) : ossia è una pianta perennante tramite gemme posizionate al livello del terreno con fusto allungato e mediamente foglioso.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto è un rizoma grassetto.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta a sezione cilindrica, più o meno farinosa con superficie striata. In alto è pubescente e facilmente arrossata.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie basali
  • Foglie basali: le foglie alla base del fusto sono grandi, intere e reniformi (a forma di rene o cuoriformi) di consistenza grassetta; il margine fogliare è dentato in modo acuto e irregolare; al rovescio le foglie sono grigio-tomentose. Dimensione delle foglie: larghezza 12 – 17 cm (massimo 30 – 50 cm); lunghezza 6 – 9 cm (massimo 20 – 30 cm).
  • Foglie cauline: le foglie lungo il fusto sono disposte in modo alterno, sono sessili (o brevemente peduncolate) con dimensioni via via più piccole; alla base del picciolo sono presenti due ampie orecchiette avvolgenti il fusto.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Infiorescenza

L'infiorescenza è formata da densi corimbi di capolini portati da peduncoli pelosi. I capolini (molto numerosi) sono composti normalmente da 3 – 4 fiori raccolti e sostenuti da un involucro cilindrico circondato da squame lineari – lanceolate di colore violetto e glabre disposte su 1 – 2 serie. Il ricettacolo (la parte che raccoglie e sostiene i singoli fiori) è nudo, ossia senza peli e pagliuzze. Dimensione dell'involucro: diametro 1 mm; lunghezza 3 – 5 mm. La parte tubolare dei fiori è più lunga del rispettivo involucro (lunghezza dei fiori: 7 – 8 mm). Diametro dell'infiorescenza: 2 – 3 mm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono tutti del tipo tubuloso (il tipo ligulato, i fiori del raggio, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono inoltre ermafroditi, tetra-ciclici (calicecorollaandroceogineceo), pentameri e attinomorfi.

  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla di forma cilindrica e lungamente svasata nella parte terminale; è colorata di roseo–violetto e termina con 5 denti (o lobi).
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi; le antere, arrotondate alla base, sono saldate fra di loro e formano un manicotto circondante lo stilo.
  • Gineceo: l'ovario è infero e uniloculare formato da 2 carpelli; lo stilo è unico, ghiandoloso e cilindrico con uno stimma terminale profondamente bifido.
  • Fioritura: da giugno ad settembre.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono degli acheni striati sormontati da un pappo di peli denticolati. I peli del pappo sono disposti in diversi ranghi sono inoltre lunghi e ricoprono quasi completamente la corolla del fiore. Dimensione degli acheni: 3 mm.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i frutti cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[3] – Distribuzione alpina[4])
  • Distribuzione: in Italia questa pianta si trova soprattutto al nord (qualche varietà è presente anche al sud). Nel resto dell'Europa è ovunque comune.
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino ad un'altitudine compresa fra 1300 e 2000 m s.l.m. (raramente fino a 2400 m s.l.m.); frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: subalpino e in parte quello alpino e montano.

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale[4]:

Formazione: delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe: Mulgedio-Aconitetea
Ordine: Calamgrostietalia villosae
Alleanza: Adenostylion

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza della Adenostyles alliariae (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[5] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[6]). Il genere Adenostyles comprende non più di una ventina di specie distribuite nell'emisfero boreale di cui tre sono proprie della flora italiana.
Il numero cromosomico di A. alliariae è: 2n = 38[7].
Il basionimo per questa specie è: Cacalia alliariae Gouan (1773)

Variabilità[modifica | modifica wikitesto]

La variabilità di questa specie si manifesta nei seguenti caratteri:[8]

  • la pelosità può essere variabile secondo la stagione;
  • il numero dei fiori per capolino può arrivare fino a 12 (var. florida (Brügger) Br.-Bl. e subsp. hybrida (DC.) Tutin)
  • le orecchiette delle foglie cauline possono essere assenti o poco evidenti;
  • i denti delle foglie che normalmente sono irregolari in alcune varietà diventano più regolari.


Nella flora spontanea italiana sono presenti due sottospecie:[3]

  • subsp. alliariae: è il tipo principale, ed è presente al nord e in Campania, Calabria e Sicilia.
  • subsp. macrocephala (Huter, Porta & Rigo) Wagenitz & I. Müll. - Cavolaccio calabrese: le foglie hanno delle lamine più grandi a forma triangolare e profondamente dentate; le orecchiette delle foglie cauline sono amplessicauli; il numero dei fiori per capolino varia da 10 a 15; le squame dell'involucro sono lanceolate (dimensione: larghezza 2 mm; lunghezza 8 mm); il colore dei fiori è violetto, e sono lunghi da 13 a 15 mm. l'habitat tipico sono le forre e vallecole umide e ombrose; è presente ma raramente in Calabria e Sicilia fino ad una altitudine compresa fra 1100 e 1600 m s.l.m.. Fiorisce tra luglio ed agosto. Il tipo corologico (area di origine) è Orofita – Nord Mediterraneo. (Basionimo = Adenostyles macrocephala Huter & al.; nella ”Flora d'Italia” di Sandro Pignatti[8] è chiamata Adenostyles orientalis Boiss.)


Altre varietà non presenti nella flora spontanea italiana:[9]

  • Adenostyles alliariae (Gouan) A.Kern. subsp. hybrida (DC.) Tutin (1973)

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'elenco seguente sono indicati alcuni ibridi interspecifici:[10]

  • Adenostyles × canescens Sennholz (1889) - Ibrido con A. alpina.
  • Adenostyles × intermedia Hegetschw. (1840) - Ibrido con A. leucophylla

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Adenostyles albifrons (L. f.) Rchb.
  • Adenostyles albida Cass.
  • Adenostyles albida Cass. subsp. kerneri (Simonk.) Nyman (sinonimo della subsp. alliariae)
  • Adenostyles albida Cass. subsp. pyrenaica (Lange) Rouy (sinonimo della subsp. hybrida)
  • Adenostyles alliariae (Gouan) A.Kern. subsp. pyrenaica (Lange) P.Fourn. (sinonimo della subsp. hybrida)
  • Adenostyles alpina (L.) Bluff. & Fingerh
  • Adenostyles alpina (L.) Bluff. & Fingerh subsp. alliariae A. Kern.
  • Adenostyles alpina (L.) Bluff & Fingerh. subsp. alpina var. australis (Ten.) Fiori (sinonimo della subsp. alliariae)
  • Adenostyles alpina (L.) Bluff & Fingerh. subsp. alpina var. alliariae (Gouan) Fiori (sinonimo della subsp. alliariae)
  • Adenostyles alpina (L.) Bluff & Fingerh. subsp. alpina var. macrocephala (Huter, Porta & Rigo) Fiori (sinonimo della subsp. hybrida)
  • Adenostyles australis Ten. (sinonimo della subsp. alliariae)
  • Adenostyles hirsuta (Vill.) Fourr.
  • Adenostyles hybrida DC. (sinonimo della subsp. hybrida)
  • Adenostyles kerneri Simonk.
  • Adenostyles macrocephala Huter & al.
  • Adenostyles orientalis Boiss. (sinonimo della subsp. hybrida)
  • Adenostyles petasites (Lam.) Bluff & Fingerh.
  • Adenostyles petasites (Lam.) Bluff & Fingerh. subsp. hybrida (DC.) Arcang. (sinonimo della subsp. hybrida)
  • Adenostyles pyrenaica Lange (sinonimo della subsp. hybrida)
  • Adenostyles viridis Cass. subsp. australis (Ten.) Nyman (sinonimo della subsp. alliariae)
  • Cacalia albifrons L.f.
  • Cacalia albida Cass. ex Schur
  • Cacalia alliariae Gouan (1773)
  • Cacalia hirsuta Vill.
  • Cacalia petasites Lam.
  • Cacalia tomentosa Jacq.
  • Eupatorium albifrons (L.f.) E.H.L.Krause

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

  • Adenostyles alpina (L.) Bluff & Fingerh. – Cavolaccio verde: si distingue dalla specie della presente voce in quanto alla base del picciolo delle foglie cauline non sono presenti orecchiette; le foglie inoltre all'apice sono rotondeggianti e sono glabre su entrambe le facce.
  • Adenostyles alpina subsp. australis(Ten.) Greuter – Cavolaccio meridionale: si differenzia per il margine fogliare che presenta dei denti acuti, di cui quelli in corrispondenza ai nervi principali sono ancora più lunghi[3]).


Inoltre individui privi di fioritura (con le sole foglie basali) possono essere confusi con la specie Petasites albus (L.) Gaertn..

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Giardinaggio[modifica | modifica wikitesto]

Queste piante sono usate soprattutto nei giardini rocciosi in quanto il loro ampio fogliame ha una buona funzione ornamentale. La coltivazione inoltre non è molto difficile se allevate entro un composto terroso ricco di torba, ma capace di mantenere fresche e umide le radici. Si propagano sia per seme che per divisione di piede.

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

Il Cavolaccio alpino in altre lingue viene chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Grauer Alpendost
  • (FR) Adénostyles à feuilles d'alliaire

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Motta 1960, Vol.1 - pag. 40
  2. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 30 maggio 2011.
  3. ^ a b c Conti et al. 2005, pag. 46
  4. ^ a b Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 526
  5. ^ Judd 2007, pag. 520
  6. ^ Strasburger 2007, pag. 858
  7. ^ Tropicos Database. URL consultato il 1º giugno 2011.
  8. ^ a b Pignatti 1982, pag. 15
  9. ^ Flora Europaea (Royal Botanic Garden Edinburgh). URL consultato il 1º giugno 2011.
  10. ^ Index synonymique de la flore de France. URL consultato il 1º giugno 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]