19P/Borrelly

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Cometa
19P/Borrelly
Comet Borrelly Nucleus.jpg
Scoperta 28 dicembre 1904
Scopritore Alphonse Louis Nicolas Borrelly
Designazioni
alternative
1905 II; 1911 VIII;
1918 IV; 1925 VIII;
1932 IV; 1953 IV;
1960 V; 1967 VIII;
1974 VII; 1981 IV;
1987 XXXIII; 1994 XXX
Parametri orbitali
(all'epoca 8 settembre 2001)
Semiasse maggiore 3,59 UA
Perielio 1,35 UA
Afelio 5,83 UA
Periodo orbitale 6,8 anni
Inclinazione orbitale 30,3°
Eccentricità 0,624
Ultimo perielio 26 luglio 2008
Prossimo perielio 28 maggio 2015
Dati fisici
Dimensioni 4 x 8 km[1]
Dati osservativi
Magnitudine app.
7,5° (max)

19P/Borrelly, anche denominata come Cometa Borrelly, è una cometa periodica del Sistema solare, appartenente alla famiglia cometaria di Giove[2]. Fu scoperta da Alphonse Louis Nicolas Borrelly durante una normale ricerca di comete a Marsiglia, il 28 dicembre 1904. È stata analizzata da vicino dalla sonda Deep Space 1. A differenza delle altre comete e secondo i dati inviati dalla sonda, la superficie sarebbe secca e priva di ghiaccio.

La cometa ha effettuato diversi passaggi moderatamente ravvicinati con Giove che ne hanno perturbato l'orbita nel corso dei secoli. Il prossimo incontro, previsto per il 14 maggio 2019, avverrà ad una distanza di 0,44 UA e causerà una riduzione della distanza perielica e una riduzione del periodo orbitale. Si prevede che il nuovo valore della distanza al perielio sarà compreso tra le 1,35 e le 1,31 UA, mentre il nuovo valore del periodo porbitale tra i 6,83 ed i 6,57 anni.

Una tipicità della cometa Borrelly è l'asimmetricità della sua coda, riportata nelle osservazioni storiche e riscontrata anche durante il sorvolo della sonda Deep Space 1[3].

Il fly-by della sonda Deep Space 1[modifica | modifica wikitesto]

La cometa Borrelly fotografata dalla sonda DS1. Sono visibili i getti di materiale espulso dal nucleo

Il 21 dicembre 2001 la sonda Deep Space 1, lanciata per testare nuove tecnologie per lo spazio, effettuò un Sorvolo ravvicinato (fly-by) della cometa Borrelly. Il sorvolo della cometa fu programmato nell'estensione della missione e rappresentò un bonus inaspettato. A dispetto del guasto al sistema di orientamento, Deep Space 1 riuscì a rimandare a terra ciò che all'epoca furono considerate le migliori immagini e dati scientifici riguardanti una cometa. Inoltre, durante l'incontro furono programmate osservazioni della cometa dalla Terra per mezzo del Telescopio spaziale Hubble[4] e di altri strumenti osservativi, anche radar.

Le osservazioni ravvicinate rivelarono un nucleo di 8 km di lunghezza, attivo. Le variazioni topografiche e fotometriche misurate hanno permesso di stimare un periodo di rotazione di circa 25 ore. Al momento dell'incontro (otto giorni dopo il passaggio al perielio), dal nucleo fuoriusciva un potente getto in direzione del Sole, perpendicolarmente all'asse di rotazione[5]. Il getto principale era accompagnato da due getti più deboli, uno nell'emisfero della cometa in direzione del Sole e l'altro in direzione della coda.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La cometa Borrelly sul JPL Small-Body Database Browser
  2. ^ (EN) List of Jupiter-Family and Halley-Family Comets. URL consultato il 07-09-2008.
  3. ^ D.T. Young et al., Solar wind interactions with Comet 19P/Borrelly, Icarus 167 (2004) 80–88 PDF
  4. ^ H. A. Weaver et al. (2003) Hubble Space Telescope STIS Observations of Comet 19P/Borrelly during the Deep Space 1 Encounter The Astronomical Journal 126 444-451 PDF
  5. ^ Soderblom et al (2002) Encounter With Comet 19p/Borrelly: Results From The Deep Space 1 Miniature Integrated Camera And Spectrometer, Lunar and Planetary Science XXXIII PDF

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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