Cometa di Halley

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Cometa
1P/Halley
Comet Halley.jpg
Scoperta scoperta non databile; primo avvistamento documentato, 66 d.C.; prima previsione del suo perielio, 1758;
Designazioni
alternative
vedi sezione Designazione astronomica
Parametri orbitali
(all'epoca 17 febbraio 1994)
Semiasse maggiore 17,8341442925537 UA
Perielio 0,585978111516909 UA
Afelio 35,08231047359043 UA
(9 dicembre 2023)[1]
Periodo orbitale 75,32 anni (27509,1290731861 giorni)
Inclinazione orbitale 162,262690579161°
Eccentricità 0,967142908462304
Par. Tisserand (TJ) -0,605 (calcolato)
Ultimo perielio 9 febbraio 1986
Prossimo perielio 28 luglio 2061[1]
Dati fisici
Dimensioni 11 km[2] (diametro)

La Cometa di Halley, il cui nome ufficiale è 1P/Halley, è la più famosa e brillante delle comete periodiche provenienti dalla Fascia di Kuiper, le quali passano per le regioni interne del sistema solare ad intervalli di decine di anni, piuttosto che periodi millenari delle comete provenienti dalla Nube di Oort. È così chiamata in onore di Edmond Halley, che per primo ne predisse il ritorno al perielio.

La cometa di Halley è il prototipo di comete caratterizzate da periodi orbitali compresi tra i 20 ed i 200 anni ed orbite che possono presentare inclinazioni elevate rispetto al piano dell'eclittica[3].

Prime fonti scritte[modifica | modifica sorgente]

Uno dei primi riferimenti storici possibili è rintracciabile nel testo ebraico Talmud. Qui un passaggio afferma che "esiste una stella che appare una volta ogni settanta anni, e rende confusa la volta celeste inducendo in errore i capitani delle navi"[4]. Dal momento che quest'affermazione è attribuita al rabbino Yehoshua ben Hananiah, se davvero fosse un riferimento alla cometa di Halley, si riferirebbe probabilmente al perielio dell'anno 66, unico avvenuto durante la sua vita; esso probabilmente indusse gli israeliti ad una rivolta generalizzata che sfociò nella prima guerra giudaica e nella distruzione del tempio di Gerusalemme il 9 Av del 70 d.C., operata come ritorsione dalle legioni romane dell'imperatore romano Tito Flavio Vespasiano[5].

Epoca scientifica[modifica | modifica sorgente]

Fu l'astronomo Edmond Halley a portare gli studi sulla cometa nella sua fase scientifica. Egli si accorse che le caratteristiche della cometa del 1682 erano simili a quelle della cometa apparsa nel 1531 - di cui dà notizia Pietro Apiano - e nel 1607 - osservata da Giovanni Keplero a Praga. Halley concluse che tutte e tre le comete erano lo stesso oggetto che ritornava visibile agli astronomi ogni 76 anni. Dopo una stima approssimativa delle perturbazioni che la cometa doveva sostenere a causa dell'attrazione dei pianeti, nelle sue Tabulae Astronomicae ne predisse il ritorno per la fine del 1758 o per l'inizio del 1759.

Halley aveva ragione. La cometa fu vista per la prima volta la notte di Natale del 1758 da Johann Georg Palitzsch e passò al perielio il 13 marzo del 1759; l'attrazione di Giove e Saturno causò un ritardo di 618 giorni, come calcolato rigorosamente dal matematico Alexis Clairault prima del ritorno della cometa. Halley però non visse abbastanza per vedere confermati i suoi risultati, morendo nel 1742.

La cometa di Halley nell'Arazzo di Bayeux.

I calcoli di Halley permisero di individuare le prime apparizioni della cometa nella documentazione storica:

  • Quando fu osservata nel 1456, passò molto vicino alla Terra; la sua coda si estese su 60° nel cielo, e prese la forma di una scimitarra.
  • Nel 1066 si pensò fosse un presagio: più tardi quell'anno Aroldo II d'Inghilterra morì nella Battaglia di Hastings. È rappresentata sull'Arazzo di Bayeux, e i resoconti giunti fino a noi la descrivono quattro volte la grandezza luminosa di Venere, e una luce uguale ad un quarto di quello della Luna.
  • Nell'"Adorazione dei Magi" di Giotto, un affresco della Cappella degli Scrovegni a Padova, è visibile una stella cometa poggiata sulla capanna dove ha luogo la Natività. Presumibilmente l'idea di dipingere una cometa piuttosto che la classica stella dalla quale si diramano tre punte, simbolo Trinitario, è nata dalla visione della Cometa di Halley al quale lo stesso Giotto avrebbe assistito tra il 1301-1302.
  • Si è calcolato che la Cometa di Halley passò a sole 0,0342 UA dalla Terra nel 837, quando la sua coda andò quasi da un orizzonte all'altro. Tale avvicinamento è il più stretto degli ultimi 2000 anni.
  • Alcuni hanno suggerito il passaggio della cometa nel 12 a.C. spiegherebbe l'evento biblico della Stella di Betlemme.
Foto del passaggio della cometa di Halley nel 1910.

L'arrivo del 1910 è stato particolarmente rilevante per molte ragioni: non solo è la prima orbita della cometa per cui esistono fotografie, ma è stato anche un passaggio relativamente ravvicinato alla Terra (0,15 UA il 20 maggio del 1910), ha creato spettacolari vedute, e la Terra è passata attraverso la sua coda. Il 13 gennaio di quell'anno, Tolstoj scrisse in merito nel Diario:

« La cometa sta per catturare la Terra, annientare il mondo, e distruggere tutte le conseguenze materiali della mia attività e delle attività di tutti. Ciò prova che tutte le attività materiali, e le loro presunte conseguenze materiali, sono prive di senso. Solo ha un senso l'attività spirituale...[6] »

L'incontro del 1986 è stato meno favorevole per le osservazioni: la cometa non ha raggiunto la luminosità degli incontri precedenti, e, con l'aumento dell'inquinamento luminoso dovuto all'urbanizzazione, molte persone non l'hanno vista affatto. Comunque, lo sviluppo del viaggio spaziale ha dato agli scienziati l'opportunità di studiare una cometa da vicino, e molte sonde furono lanciate con tale obiettivo. La più spettacolare è stata la sonda Giotto, lanciata dall'Agenzia Spaziale Europea, che è passata vicino al nucleo della cometa. Altre sonde sono state Vega 1 e Vega 2 dell'Unione Sovietica, le due sonde giapponesi, Suisei e Sakigake e la sonda statunitense ICE.

La cometa di Halley ritornerà nel 2062

Orbita della cometa di Halley (in blu)

Designazione astronomica[modifica | modifica sorgente]

I seguenti paragrafi stabiliscono la nomenclatura astronomica dei principali avvistamenti della cometa di Halley. Ad esempio, "(1P/1982 U1, 1986 III, 1982i" indica che per il perielio del 1986, la cometa Halley era la prima cometa ad orbita periodica riconosciuta dall'astronomia (designata 1P) e che questa apparizione venne fatta per la prima volta nella "quindicina" U (la prima metà del mese di novembre) nel 1982 (ottenendo così 1P/1982 U1); che era stata la terza cometa a passare il suo perielio nel 1986 (1986 III); e che era la nona cometa avvistata nel 1982, con (designazione provvisoria 1982i). Sono mostrate le date del perielio di ogni apparizione, e spesso vengono allegate curiosità e nome del principale studioso o astronomo che le ha osservate[7]. Bisogna evidenziare che le date del perielio più antiche sono approssimative, soprattutto per l'incertezza nel modello di traiettoria indotta da effetti non gravitazionali, come ad esempio l'aumento di potenza propulsiva causato dai gas eiettati, in rapporto ai cicli delle macchie solari.

Dettaglio dei passaggi di Halley e breve sinossi storica[modifica | modifica sorgente]

Prima dell'era cristiana[modifica | modifica sorgente]

  • 240 a.C., 25 maggio - Primo passaggio noto della cometa di Halley al perielio che viene osservata da astronomi cinesi della dinastia Qin nel 239 a.C., e per la prima volta documentata in forma scritta nel testo Shi Ji del 90 a.C. come "una stella a spazzola che appare a oriente e in seguito si sposta verso il nord", "infine la cometa viene vista nel mese lunare, da maggio 24 a giugno 23 a occidente, per dopo sparire sotto l'orizzonte" (descrizione che combacia con l'orbita prevedibile al computer per Halley)[8]. (Attualmente catalogata come evento astronomico 1P/−239 K1).
  • 164 a.C., 12 novembre - Secondo passaggio noto della cometa di Halley al perielio, registrato negli annali cinesi come una cometa qualsiasi, (evento astronomico 1P/−163 U1)
  • 87 a.C., 6 agosto - Terzo passaggio noto al perielio, registrato negli annali come una cometa qualsiasi. (1P/−86 Q1).
  • 12 a.C., 10 ottobre - Quarto passaggio noto al perielio, secondo alcuni credenti, si tratta della Stella di Betlemme, (1P/−11 Q1).

Primo millennio d.C.[modifica | modifica sorgente]

  • 66 d.C., 25 gennaio (calendario giuliano) - Quinto passaggio noto al perielio, forse ispirò la rivolta di Simon Bar Kokheba. (1P/66 B1).
  • 141, 22 marzo - Sesto passaggio noto della cometa di Halley al perielio (1P/141 F1).
  • 218, 17 maggio - Settimo passaggio noto al perielio. (1P/218 H1)
  • 295, 20 aprile - Ottavo passaggio di Halley registrato. (1P/295 J1)
  • 374, 16 febbraio - Nono passaggio della cometa di H. negli annali (1P/374 E1)
  • 451, 28 giugno - X passaggio. Coincide con la sconfitta di Attila a Chalons, alla battaglia dei Campi Catalaunici. (1P/451 L1)
  • 530, 27 settembre - XI passaggio noto di Halley al perielio, (1P/530 Q1)
  • 607, 15 marzo - Dodicesimo (e poco visibile) passaggio di Halley al perielio, registrato soltanto in annali cinesi, (1P/607 H1)
  • 684, 2 ottobre - XIII passaggio, ampiamente documentato nelle cronache di Norimberga, dove si trova la più antica raffigurazione di una cometa. (1P/684 R1).
  • 760, 20 maggio - XIV passaggio noto al perielio, registrato in annali cinesi ed europei. (1P/760 K1).
  • 837, 28 febbraio - XV passaggio, nelle cronache cinesi della Dinastia Tang e europee. (1P/837 F1) - 10 aprile - Massimo avvicinamento noto della Halley al pianeta Terra, a soli 5,1 milioni di km.
  • 912, 18 luglio - XVI passaggio noto, registrato in annali europei e cinesi. (1P/912 J1).
  • 989, 5 settembre — XVII passaggio, in annali europei e cinesi, si temeva annunciasse la fine del mondo. (1P/989 N1).

Secondo millennio d.C.[modifica | modifica sorgente]

  • 1066, 20 marzo — XVIII passaggio, registrato in annali europei e cinesi, il più celebre avvistamento fino ai tempi di Halley. La cometa è raffigurata nell'Arazzo di Bayeux, eseguito per festeggiare la battaglia di Hastings. (1P/1066 G1).
  • 1145, 18 aprile - XIX passaggio al perielio. Papa Eugenio III ordina la Seconda crociata. (1P/1145 G1)
  • 1222, 28 settembre - XX passaggio al perielio. Fondazione dell'Impero di Nicea. Istituzione dell'Università degli Studi di Padova. (1P/1222 R1)
  • 1301, 25 ottobre - XXI passaggio noto al perielio. Dante Alighieri è condannato all'esilio da Firenze. (1P/1301 R1) - Probabilmente il pittore Giotto osserva questa cometa e la raffigura come Stella di Betlemme nell'affresco della natività nella Cappella degli Scrovegni di Padova (anno 1305).
  • 1378, 10 novembre - XXII passaggio noto. Coincide con lo Scisma d'Occidente. (1P/1378 S1)
  • 1456, 9 giugno - XXIII passaggio noto al perielio, poco prima Halley era passata molto vicino alla Terra: la sua coda si estendeva per 60° nel cielo, assumendo la forma di una scimitarra, questa cometa generò grandi terrori in Europa, dal momento che Costantinopoli era stata conquistata tre anni prima dai Turchi, e si temeva che annunciasse nuovi trionfi islamici, soprattutto nell'assedio di Belgrado, per questo papa Callisto III (da quanto riferito da Pierre Simon Laplace) ordinò alla cristianità una serie di preghiere e digiuni propiziatori, ed addirittura scomunicò la cometa (in realtà sembra che quello della scomunica sia solo un mito). (1P/1456 K1). Questa cometa venne osservata dall'astronomo Regiomontano che ne tracciò accuratamente orbita, ascensione retta e posizioni angolari reciproche dei vari pianeti giorno per giorno.
  • 1531, 26 agosto - XXIV passaggio noto, accuratamente osservato dagli astronomi Girolamo Fracastoro e Pietro Apiano, che segnalarono come la coda cometaria si estenda sempre nella direzione opposta al Sole. (1P/1531 P1)
  • 1607, 27 ottobre (calendario gregoriano) - XXV passaggio noto, osservato da molti astronomi, tra questi il tedesco Giovanni Keplero. (1P/1607 S1)
  • 1682, 15 settembre - XXVI passaggio noto, osservata dallo stesso astronomo Edmund Halley, che la collega matematicamente ed orbitalmente ai tre precedenti passaggi. (1P/1682 Q1)
  • 1758, 25 dicembre - XXVII passaggio noto (Halley lo aveva previsto per il 1756), ma alla data era già noto l'effetto gravitazionale dei pianeti Giove e Saturno, che si trovavano in congiunzione, rallentando l'orbita della cometa, ma dal momento che grazie al calcolo integrale (scoperto da Isaac Newton) si poteva prevedere scientificamente il passaggio della cometa in quella data[9]. (evento 1P/1758 Y1)
  • 1835, 16 novembre - XXVIII passaggio noto. Restaurazione monarchica dopo le guerre napoleoniche. (evento 1P/1835 P1,1835 III)
  • 1910, 20 aprile - XXIX p.n. La cometa era stata localizzata telescopicamente sin dall' 11 settembre 1909, per questo è classificata con diversi anni. Giovanni Pascoli pubblica sulla rivista “Marzocco” l'inno “Alla cometa di Halley”. (1P/1909 R1, 1910 II, 1909c)
  • 1986, 9 febbraio - XXX passaggio noto, la cometa è stata fotografata da innumerevoli telescopi, e la sua coda di gas è stata attraversata dalla sonda spaziale europea Giotto. (1P/1982 U1, 1986 III, 1982i)

Terzo millennio d.C.[modifica | modifica sorgente]

  • Il prossimo passaggio al perielio si prevede nel 2062. Il 9 dicembre del 2023 è previsto il passaggio per l'afelio. Il 9 settembre del 2060 passerà a 0,98 unità astronomiche da Giove, questo causerà il periodico aumento della distanza del perielio, passando da 0,587 UA a 0,593 UA, con decremento del periodo orbitale da 76,01 a 74,41 anni. Per il 29 luglio del 2061 si calcola un passaggio a 0,48 UA dalla Terra. Per il 21 agosto del 2061 si calcola un passaggio a 0,05 UA da Venere.[8]

Nota: "Le date di perielio dal 1607 in poi sono espresse con il calendario gregoriano, mentre le date dei perieli del 1531 ed anteriori sono nel calendario giuliano.

Sciami meteorici collegati alla cometa[modifica | modifica sorgente]

La cometa di Halley è una delle poche comete che dà origine a due distinti sciami meteorici: le Eta Aquaridi (inizio maggio) e le Orionidi (ottobre).

Oggi l'orbita della Cometa Halley passa a una tale distanza dalla Terra da non consentire a nuovi meteoroidi di raggiungere la nostra atmosfera: le meteore che vediamo sono dovute alle polveri staccatesi dalla cometa di Halley negli ultimi 2 millenni.

La Cometa di Halley nella finzione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Donald K. Yeomans, Horizon Online Ephemeris System, California Institute of Technology, Jet Propulsion Laboratory. URL consultato l'8 settembre 2006.
  2. ^ (EN) La Cometa di Halley sul JPL Small-Body Database Browser, ssd.jpl.nasa.gov. URL consultato il 20 luglio 2010.
  3. ^ (EN) Halley-Type Comets Halley-Type Comets, astronomy.swin.edu.au. URL consultato il 20 luglio 2010.
  4. ^ (EN) The Talmud: Harioth Chapter III, SacredTexts.com. URL consultato il 20 luglio 2010.
  5. ^ (EN) Yuval Ne'eman, Astronomy in Israel: From Og's Circle to the Wise Observatory, wise-obs.tau.ac.il, 1983. URL consultato il 20 luglio 2010.
  6. ^ Lev Tolstoj, citato in Alberto Cavallari, La fuga di Tolstoj, Torino, Einaudi, 1986, p. 81. ISBN 88-06-59385-4.
  7. ^ (EN) Seiichi Toshida, 1P/Halley - Returns and Appearances, aerith.net. URL consultato il 20 luglio 2010.
  8. ^ a b (EN) Kazuo Kinoshita, 1P/Halley - Past, Present, and Future Orbits, cometography.com. URL consultato il 20 luglio 2010.
  9. ^ (EN) Francis Reddy, Comets, astronomy.com. URL consultato il 20 luglio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Halleio, Edmundo, Astronomiæ Cometicæ Synopsis, Autore Edmundo Halleio apud Oxonienses. Geometriæ Professore Saviliano, & Reg Soc. S., Philosophical Transactions, Vol. 24, No. 297, pp. 1882–1899
  • Hughes, D. W., The History of Halley's Comet, Philosophical Transactions of the Royal Society of London, Series A, Vol. 323, No. 1572 (Sept. 30, 1987), pp. 349–367.
  • Paolo Maffei "La cometa di Halley. Dal passato al presente" Milano, Ediz. scientifiche e tecniche Mondadori, 1987. ISBN 88-04-30526-6
  • Giovanni Pascoli, "Poesie e prose scelte", a cura di Cesare Garboli, "I Meridiani" Mondadori, 2002.
  • Francesca Flores D'Arcais, "Giotto", Federico Motta Editore, 1991.

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