01011001

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01011001
Artista Ayreon
Tipo album Studio
Pubblicazione 25 gennaio 2008
Durata 102 min : 35 s
Dischi 2
Tracce 15
Genere Progressive metal
Rock progressivo
Symphonic metal
Space rock
Opera rock
Etichetta Inside Out
Produttore Arjen Lucassen
Ayreon - cronologia
Album precedente
(2004)
Album successivo

01011001 è l'ottavo album di Arjen Anthony Lucassen, realizzato sotto la bandiera del suo progetto Ayreon.

Il titolo dell'album, in codice ASCII, significa proprio "y", che altri non è che il titolo del primo cd di quest'opera. Y è anche il nome del pianeta della razza Forever[1].

L'opera[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di un'ennesima rock opera, che va ad aggiungersi alla lunga lista dei capolavori dell'artista olandese. Caratterizzato da un sound più aggressivo e tenace delle opere precedenti, 01011001 fa la sua attesa comparsa nei negozi di dischi il 25 gennaio 2008.
Anche questa volta, Lucassen offre un cast di tutto rispetto: troviamo nomi come Simone Simons, Hansi Kürsch, Daniel Gildenlöw, o ancora Jørn Lande e Bob Catley che, con il loro supporto artistico, contribuiscono all'economia dell'opera.

Coerentemente con il suo operato precedente, Lucassen lega il nuovo album con i precedenti; diversamente, però, si limita a sviluppare ciò che negli altri album è già stato detto o menzionato, approfondendo le razze Umana e Forever e ciò che li ha portati alla distruzione.
Il primo cd, Y, chiamato con lo stesso nome del pianeta dei Forever, rispecchia appunto la scelta di Lucassen di ambientarlo su di questo. Il secondo cd, Earth, è invece ambientato sulla Terra.
Il cuore delle vicende sviluppate culmina in "The Sixth Extinction", la canzone conclusiva dell'album, in cui i Forever ritrovano uno slancio di speranza, e quindi le emozioni perdute; ciò fa sì che si liberino dalla schiavitù delle macchine, e che ritrovino una nuova civiltà, ricostruita con il supporto del progetto Universal Migrator. Il tutto è accompagnato da una mescolanza di voci e di strumenti, organizzati sapientemente dal Lucassen, che enfatizzano i momenti, ora con toni malinconici, ora con toni densi di speranza; per terminare progressivamente in un coro finale intriso delle emozioni positive dei Forever. Inoltre, vi sono quattro pezzi che si staccano dalla narrazione principale per focalizzarsi sulla civiltà umana:

  • "Connect The Dots" racconta di un uomo medio (interpretato da Ty Tabor), che vive una vita media, dipendente dalla tecnologia e completamente assuefatto alla società odierna, priva di emozioni. Ha un dialogo interno con la sua coscienza (Arjen Lucassen), che ci fa capire che lui sa di vivere una vita vuota, ma non è interessato a cambiarla.
  • "Web Of Lies" vede due utenti di una chat line (Simone, interpretata da Simone Simons e PX, interpretato da Phideaux Xavier) che si incontrano sul web e credono di innamorarsi l'una dell'altro. Ma, nel vedere che PX non risponde per undici giorni (numero di giorni ricollegabile alla undicesima traccia dell'album The Human Equation: "Day Eleven: Love"), Simone lo lascia perdere e si invaghisce di un altro uomo, OL, a cui dice le stesse identiche frasi che aveva detto a suo tempo a PX (OL si riferisce a Oliver Palotai, l'attuale fidanzato di Simone Simons).
  • "The Truth Is In Here" racconta di Mr. L (Arjen Lucassen), un malato mentale chiuso in manicomio, che riceve le visioni dal futuro create del progetto "The Final Experiment" (introdotto nell'omonimo primo album del progetto Ayreon), e della sua infermiera (Liselotte Hegt), che crede che sia tutto frutto della sua malattia. Lucassen ha confermato che Mr. L è in realtà l'hippie dell'album Into The Electric Castle, invecchiato e privato della ragione. Le visioni raccontate da Mr. L riprendono le storie di 01011001 e dei precedenti album degli Ayreon, con l'eccezione di Actual Fantasy, l'unico a non seguire una storia vera e propria.
  • "E=mc²", infine, vede due scienziati (Wudstik e Marjan Welman), impegnati nel creare il progetto "The Final Experiment". La canzone suggerisce che hanno già fatto un tentativo, che è fallito, e che non possono più permettersi di sbagliare se vogliono salvare il genere umano dalla distruzione. Il progetto, come già visto, avrà poi successo.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

CD 1 - Y[modifica | modifica sorgente]

  1. "Age Of Shadows" - 10:47
    • incl. "We Are Forever"
  2. "Comatose" - 4:26
  3. "Liquid Eternity" - 8:10
  4. "Connect The Dots" - 4:13
  5. "Beneath the Waves" - 8:26
    1. "Beneath The Waves"
    2. "Face The Facts"
    3. "But A Memory..."
    4. "World Without Walls"
    5. "Reality Bleeds"
  6. "Newborn Race" - 7:49
    1. "The Incentive"
    2. "The Vision"
    3. "The Procedure"
    4. "Another Life"
    5. "Newborn Race"
    6. "The Conclusion"
  7. "Ride The Comet" - 3:29
  8. "Web Of Lies" - 2:50

CD 2 - Earth[modifica | modifica sorgente]

  1. "The Fifth Extinction" - 10:29
    1. "Glimmer Of Hope"
    2. "World Of Tomorrow Dreams"
    3. "Collision Course"
    4. "From The Ashes"
    5. "Glimmer Of Hope" (reprise)
  2. "Waking Dreams" - 6:31
  3. "The Truth Is In Here" - 5:12
  4. "Unnatural Selection" - 7:15
  5. "River Of Time" - 4:24
  6. "E=mc²" - 5:18
  7. "The Sixth Extinction" - 12:18
    1. "Echoes On The Wind"
    2. "Radioactive Grave"
    3. "2085"
    4. "To The Planet Of Red"
    5. "Spirit On The Wind"
    6. "Complete The Circle"

Tutte le canzoni sono state scritte e composte da Arjen Lucassen e:

  • Anneke van Giersbergen, che ha composto le proprie melodie per "Age Of Shadows" e "Waking Dreams"
  • Jonas Renkse, che ha composto le proprie melodie per "Age Of Shadows", "Waking Dreams", "Unnatural Selection" e "The Sixth Extincion"

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Voci[modifica | modifica sorgente]

Forever[modifica | modifica sorgente]

Nel booklet, ognuno di questi artisti è rappresentato da un simbolo.

Man[modifica | modifica sorgente]

Musicisti[modifica | modifica sorgente]

Strumenti[modifica | modifica sorgente]

Tastiere aggiuntive e solisti[modifica | modifica sorgente]

Strumenti acustici[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ayreon – 01011001, dal sito ufficiale del progetto Ayreon (15 dicembre 2010)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]