Vita e destino

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« Libri come Vita e destino eclissano quasi tutti i romanzi che oggi, in Occidente, vengono presi sul serio »
(George Steiner)
Vita e destino
Titolo originale Žisn'i sud'ba
Autore Vasilij Grossman
1ª ed. originale 1980
Genere romanzo
Sottogenere romanzo storico
Lingua originale russo
Ambientazione Unione Sovietica, Fronte orientale, Stalingrado, Seconda guerra mondiale, 1942-1943

Vita e destino è un romanzo di Vasilij Grossman. Pubblicato per la prima volta nel 1980, è ambientato in Unione Sovietica all'epoca della seconda guerra mondiale e della Battaglia di Stalingrado.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Unione Sovietica, durante la seconda guerra mondiale, tra l'estate del 1942 ed il 2 febbraio 1943.

Lungo il settore meridionale del fronte orientale, tra il Don e il Volga, infuriano i sanguinosi combattimenti tra l'Armata Rossa e le forze tedesche della Wehrmacht per il controllo della città di Stalingrado. Dopo una prolungata e efficace resistenza all'interno delle rovine della città, l'Armata Rossa sferra una controffensiva generale a partire dal 19 novembre 1942 e accerchia completamente la 6. Armee del generale Paulus che sarà infine costretta alla resa; la battaglia di Stalingrado si conclude con una decisiva vittoria di Stalin e dell'Unione Sovietica.

Sullo sfondo di questo grandioso scenario storico si incrociano le vite e i destini di molteplici personaggi: soldati al fronte, le loro famiglie che li aspettano, medici e infermieri negli ospedali da campo, operai nelle fabbriche di guerra, ufficiali, ebrei nei lager nazisti, prigionieri politici nei campi di concentramento sovietici. Mentre la Storia fa il suo corso, l'autore racconta tante piccole, grandi storie di esseri umani: attraverso i dialoghi serrati e un'intricata rete di rapporti interpersonali si narra senza retorica dei sentimenti, delle passioni, delle contraddizioni insite nell'animo umano; più di ogni altra cosa, dalle pagine traspare la convinzione di chi scrive circa l'insopprimibile bisogno di libertà dell'uomo. Una libertà così invincibile che anche i peggiori totalitarismi prima o poi sono destinati a soccombere contro di essa.

Storia del manoscritto[modifica | modifica wikitesto]

«Ho appena terminato un grande romanzo a cui ho lavorato per quasi dieci anni» così Grossman scrive a un amico in una lettera del 1960. Ad ottobre di quell'anno presenta Vita e destino alla rivista sovietica Znamya (Stella). Vadim Kozhevnikov, caporedattore della rivista, letto il manoscritto, informa i funzionari politici bloccandone la pubblicazione[1], senza dire nulla all’autore e rinunciando agli anticipi corrisposti a Grossman che ammontavano a 16.587 rubli, una somma notevole per l’epoca [2].

Il Comitato incaricato dell'esame delle pubblicazioni esamina il romanzo il 19 dicembre 1960, trovandolo "anti-sovietico". Il 14 febbraio 1961, alle 11.40 del mattino, il KGB fa irruzione nell’appartamento di Grossman sulla Begovaja per e sequestra il manoscritto, le carte carbone, gli appunti, le copie e persino i nastri delle macchine da scrivere[3].

Grossman protesta contro questo sequestro scrivendo una lettera a Nikita Kruscev, che allora era il segretario del Partito comunista, subentrato a Stalin. Non sapeva però che Kruscev aveva un’autentica antipatia nei suoi confronti, risalente ai tempi di Stalingrado, quando lo stesso Kruscev era commissario in capo del Partito per le operazioni di guerra e si era aspettato, invano, che Grossman gli facesse un’ intervista.

Così scrive Grossman nella sua lettera a Kruscev:

" Io chiedo di restituire la libertà al mio libro, affinché di esso parlino e discutano con me dei redattori, e non i collaboratori del Comitato di Sicurezza Nazionale. Non c’è senso, non c’è verità nell’attuale stato delle cose – nella mia libertà materiale, quando il libro al quale ho dedicato la vita si trova in prigione – visto che io l’ho scritto, visto che non l’ho rinnegato e non lo rinnegherò. Ritengo, come prima, di aver scritto la verità, di averla scritta amando e compiangendo gli uomini, credendo negli uomini. Io chiedo la libertà per il mio libro…"[4]

Così, per mesi, Grossman attende una risposta, finché il 23 luglio 1962 lo scrittore viene ricevuto da Mikhail Suslov, il potente capo della sezione ideologica del Partito che, a nome del Comitato centrale, gli comunica che, se pubblicato, il libro avrebbe potuto arrecare un danno all'Unione Sovietica anche più grande di quello provocato dal Dottor Zivago di Pasternak e persino degli scritti di Solgenitsin. Suslov dice a Grossman “Il suo libro corre il rischio di non vedere la luce prima di due o trecento anni”. E ancora: “Perché mai alle bombe atomiche dei nostri nemici dovremmo aggiungere il suo libro?”[2]

Per fortuna, prima della perquisizione e del sequestro nella sua casa, nell'autunno del 1960, Grossman aveva chiesto all'amico poeta Semen Lipkin un parere sulle chance di pubblicazione del romanzo, e Lipkin gli aveva consigliato di consegnargli una copia dattiloscritta[5]. Grossman successivamente aveva fatto una seconda copia dattiloscritta, integrata con molte correzioni autografe, e l'aveva consegnata all'amico Viaceslav Ivanovic Loboda che la nascose nella sua casa di Malojaroslawez.[6].

Dopo il sequestro della sua opera Grossman diventa un "esiliato in patria", come accade agli scrittori sospettati di attività antisovietiche. Viene spiato ogni suo movimento e ogni visita viene registrata. Vive gli ultimi anni di vita in un piccolo appartamento della cooperativa degli scrittori. Si ammala di tumore, forse aggravato dal suo stato depressivo e muore il 14 settembre 1964, a 59 anni, senza aver visto la pubblicazione del libro e senza sapere che fine avesse fatto il manoscritto originale della sua opera. Un necrologio senza fotografia a firma dell'amico scrittore Il'ja Grigor'evič Erenburg viene pubblicato sul giornale dell'Unione Scrittori, ma i censori eliminano dal testo qualsiasi riferimento all'opera dello scrittore[5].

Dieci anni dopo la morte di Grossman, nel 1974 Lipkin decide di portare clandestinamente all'Ovest la sua copia , la prima copia di Vita e destino che aveva prima nascosto in una borsa nella sua dacia a Peredelkino e più tardi aveva spostato afffidandola a Elena Makarova e Sergei Makarov che la avevano conservata nel solaio della loro casa a Khimki vicino a Mosca (Elena Makarova era la figliastra di Lipkin). Per realizzare il suo piano Lipkin decide di fotografare il libro in due microfilm: il primo con l’aiuto dello scrittore satirico dissidente Vladimir Voinovich, il secondo con la collaborazione di Andrei Sacharov, il celebre scienziato nucleare e noto oppositore politico, e di sua moglie Elena Bonner. Questi ultimi copiano Vita e destino nel loro laboratorio clandestino, allestito nel bagno della loro casa di Mosca [7][8].

Nel 1978 i microfilm sono affidati alla ricercatrice austriaca Rosemarie Ziegler, esperta in slavistica, la quale riesce a passare il confine russo nascondendo i microfilm in una piccola scatola. Arrivata a Parigi consegna i microfilm al critico e filologo Efir Etkind, il quale era stato cacciato dal regime di Mosca per aver aiutato Solzenicyn. Etkind sonda la possibilità di pubblicare in Francia il romanzo, ma non trova alcun riscontro. Il manoscritto arriva quindi in Svizzera, a Losanna, dove l’editore serbo Vladimir Dimitrijevic si dimostra interessato alla pubblicazione. Etkind, insieme ad un altro filologo, Simon Markiš, si impegnano quindi per mesi nel lavoro di decifrazione delle oltre mille pagine del libro microfilmate. Viene svolto un accurato lavoro per mettere insieme le varie parti del romanzo che la qualità pessima dei microfilm aveva lasciato incomplete.

Alla fine, nel 1980 la casa editrice svizzera L'Âge d'Homme di Vladimir Dimitrijević pubblica la prima edizione di Vita e destino e la presenta alla fiera di Francoforte, lasciando basiti i dirigenti sovietici. Su questa edizione si basano le prime traduzioni, compresa quella in italiano pubblicata nel 1982 da Jaca Book. Con l’inizio della politica della glasnost di Mikhail Gorbaciov nel 1988 Vita e destino viene finalmente pubblicato a puntate nella rivista Oktyabr e poi in volume, dall’editore Knišnaja Palata.

La seconda copia del romanzo, con le correzioni autografe dell’autore è intanto rimasta nella custodia di Viaceslav Ivanovic Loboda nella sua casa di Malojaroslavec, a 150 km da Mosca. Alla morte di Loboda la moglie Vera Ivanovna continua a tenerla nascosta in cantina e solo dopo l’uscita in Russia dell’edizione di Losanna, decide di consegnarla agli eredi di Grossman. Si tratta dell’edizione integrale del romanzo, che viene pubblicata a Mosca nel 1990. L’intestazione recita: “Secondo il manoscritto dell’autore”. Sulla base di questa nuova edizione si basa la nuova traduzione in italiano di Vita e destino pubblicata in Italia nel novembre 2008 per le edizioni Adelphi.[9] Oggi quella copia è conservata alla Houghton Library dell’Università di Harvard.

Nel luglio 2013 è stata organizzata una solenne cerimonia durante la quale Sergei Smirnov, vice direttore dei Servizi di sicurezza russo e il Ministro della Cultura Vladimir Medinsky hanno consegnato alla figlia di Grossman , Yekaterina Korotkova, il manoscritto e i documenti sequestrati nel 1961 dal KGB allo scrittore: si tratta di 13 scatole contenenti l'ultima versione del romanzo, copie dattiloscritte e oltre undicimila fogli manoscritti, appunti, varianti[10]. Questa immane documentazione è ora a disposizione del pubblico presso l’Archivio di Stato russo della letteratura e dell'arte. La decisione di spostare i documenti dal vecchio deposito del KGB è stato giustificato dalla “importanza e unicità dei manoscritti di Vasilij Grossman", ha detto il Smirnov. "Questa è la liberazione del libro", ha dichiarato la figlia di Grossman [11].

I temi del romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Grossman descrive lucidamente nell'opera il regime totalitario sovietico, il sistema di terrore instaurato, la vita nei campi di detenzione, la complessa e spietata personalità di Stalin. Grossman critica Stalin in moltissimi passaggi del libro come ad esempio:

Si decidevano le sorti di calmucchi e tatari di Crimea, di balkari e ceceni che, sempre per volontà di Stalin, sarebbero stati deportati in Siberia e Kazakistan, perdendo il diritto a ricordare la propria storia e a insegnarla ai figli nella lingua materna.”[12]

Più esplicitamente Grossman in un dialogo tra un detenuto sovietico (Mostovskoï, un vecchio bolscevico) e un ufficiale delle SS (Liss, un rappresentante di Himmler nel campo) fa dire a quest’ultimo un parallelo tra il regime staliniano e quello hitlerano:

"Quando io e lei ci guardiamo in faccia, non vediamo solo un viso che odiamo. È come se ci guardassimo allo specchio. È questa la tragedia della nostra epoca. Come potete non riconoscervi in noi, non vedere in noi la vostra stessa volontà? Il mondo non è forse pura volontà anche per voi? Vi si può forse indurre a esitare? Vi si può fermare?». Liss avvicinò il viso a quello di Mostovskoj. «Mi segue? Non parlo bene la sua lingua, ma vorrei che mi capisse. Voi credete di odiarci, ma è solo un’impressione: odiando noi odiate voi stessi. Tremendo, vero? Mi capisce?».[12]

I personaggi del romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Al centro delle vicende c'è la famiglia Šapošnikov e la cerchia di personaggi che ruotano attorno ad essa; in particolare vengono narrate le vite di:

  • Šapošnikova, Aleksandra Vladimirovna, l'anziana madre di famiglia, la quale preferisce continuare a vivere nella propria casa, bombardata e ormai priva anche del tetto, piuttosto che essere di peso per le figlie;
  • Šapošnikova, Ljudmila Nikolaevna, moglie di Sturm e madre inconsolabile del figlio Tolja;
  • Štrum, Viktor Pavlovič (indicato anche con il diminutivo Vitja o Viten'ka) marito di Ljudmila Nikolaevna, fisico e membro dell’Accademia delle Scienze che si rifiuta di sottomettere l'empiricità della scienza all'ideologia del Partito ed è innamorato della moglie di un collega;
  • Abarčuk, primo marito di Ljudmila, arrestato nel 1937;
  • Šapošnikov, Anatolij (indicato spesso col diminutivo Tolja), figlio di Ljudmila Nikolaevna e di Abarčuk, soldato morto durante l'assedio di Stalingrado;
  • Semenova, Anna, madre di Sturm;
  • Nadja, figlia di Ljudmila e Viktor, ribelle e allo stesso tempo comprensiva verso i genitori;
  • Šapošnikova, Evgenija Nikolaevna (indicata anche col diminutivo Zenja), sorella di Ljudmila, incerta tra il nuovo amore per il colonnello Pëtr Pavlovic Novikov, comandante di un corpo di carristi che svolgerà un compito importante durante l'operazione Urano, e la lealtà e l'affetto per Krymov;
  • Krymov, Nikolaj Grigorevič, ex marito di Evgenija Nikolaevna, commissario dell'Armata Rossa comunista ortodosso che si ritrova accusato di cospirazione contro lo Stato sovietico e rinchiuso alla Lubjanka;
  • Spiridinova, Mar’ja Nikolaevna (o anche Marusja) sorella di Ljudmila Nikolaevna Šapošnikova, annegata nel Volga durante la fuga dall'assedio dei nazifascisti;
  • Spiridonov, Stepan Fëdorovič , direttore della centrale elettrica di Stalingrado e marito di Mar’ja Nikolaevna Spiridinova;
  • Spiridinova, Vera, figlia di Stepan Fëdorovič e di Mar’ja Nikolaevna Spiridinova;
  • Šapošnikova, Sofia Nikolaevna (o anche Sonja), sorella maggiore di Ljudmila, morta di difterite;
  • Šapošnikov, Dmitrij (o anche Mitja) fratello maggiore delle sorelle Šapošnikova, scomparso nelle purghe staliniane del 1937;
  • Šapošnikov, Segej (detto anche Sereza) figlio di Dmitrij soldato nella postazione 6/1;

Ci sono poi i personaggi alla Casa 6/1 luogo di resistenza estrema e punta avanzata contro i tedeschi a Stalingrado.

  • Grekov, coraggioso e carismatico capitano, comandante degli uomini della casa 6/1;
  • Ancifetov, sergente mggiore, comandante di brigata;
  • Batrakov, sottotenente;
  • Bunicuk, sottotenente
  • Cencov, compnente della squadra addetta ai mortai;
  • Klimov, esploratore;
  • Kolomejcev, artigliere;
  • Lampasov, goniometrista;
  • Ljachov, esploratore;
  • Lopatin, comandante del reggimento obici,
  • Magid, comandante della brigata lanciarazzi
  • Perfilev, soldato;
  • Poljakov soldato;
  • Vengrova, Katja, telegrafista;
  • Zubarev, comandante di fanteria.

Personaggi del corpo carristi:

  • Belov, comandante della II brigata;
  • Charitonov
  • Fatov, capitano, comandante di battaglione;
  • Getmanov, Dementij Trifonovic
  • Karpov, comandante della I brigata;
  • Makarov, comandante della III brigata;
  • Neudobnov, generale, capo di stato maggiore;
  • Novikov, Petr, colonnello
  • Verskov, attendente.

Componenti dello stormo di aerei da caccia della riserva:

  • Berman, commissario di reggimento;
  • Erëmin, tenente, pilota;
  • Golub, istruttore politico, coinquilino di Viktorov;
  • Korol’, tenente, pilota;
  • Martynov, Vanja, comandante di squadriglia;
  • Skotnoj, Vanja, tenente pilota e coinquilino di Viktorov;
  • Solomatin, tenente, pilota;
  • Velikanov, tenente, pilota;
  • Viktorov, tenente, pilota, amante di Vera Spiridonova;
  • Zakabluka, maggiore, comandante dello stormo.

Colleghi e amici di Viktor Pavlovič Štrum nel laboratorio e nell’Istituto di fisica:

  • Bad’in, responsabile della sezione scientifica del Comitato centrale,
  • Čepyžin, Dmitrij Petrovič, direttore dell'Istituto;
  • Dubenkov, capo del personale;
  • Gavronov, specialista in storia della fisica;
  • Gurevič, professore;
  • Kovčenko, Kas’jan Terent’evič, nuovo vicedirettore dell’Istituto ;
  • Lošakova, Anna Stepanovna, capoassistente di laboratorio;
  • Markov, Vjaceslav Ivanovic, fisico sperimentale;
  • Nozdrin, Stepan Stepanovič, tecnico del laboratorio, esperto di meccanica;
  • Perepelicyn, elettrotecnico del laboratorio, esperto di elettricità;
  • Pimenov, direttore amministrativo dell'Istituto a Kazan';
  • Postoev, fisico;
  • Ramskov, segretario del comitato di partito dell’Istituto;
  • Savost’janov, fisico;
  • Sišakov, Aleksej Alekseevič, nuovo direttore dell’Istituto;
  • Sokolov, Pëtr Lavrent’evič, matematico nel laboratorio;
  • Sokolova, Mar'ja Ivanovna (o anche Maša o Mašenka), moglie di Pétr Lavrent’evic;
  • Svečin, del laboratorio di fisica magnetica;
  • Weisspapier, Anna Naumovna, fisica.

Amici di Viktor Pavlovič Štrum a Kazan’:

  • Artelev, Vladimir Romanovič, ingegnere chimico, padrone della casa di Sokolov
  • Karimov, Achmet Usmanovič, traduttore
  • Mad’jarov, Leonid Sergeevič, storico, fratellastro di Sokolov

I personaggi nel lager tedesco:

  • Černecov, ex-menscevico;
  • Eršov, maggiore ufficiale russo;
  • Guardi, prete italiano;
  • Gudz’, generale;
  • Ikonnikov, ex-tolstojano;
  • Kirillov, maggiore russo;
  • Kotikov, maggiore russo;
  • Liss, Sturmbannführer;
  • Mostovskoj, Michail Sidorovič, vecchio bolscevico;
  • Nikonov, maggiore;
  • Osipov, commissario di brigata;
  • Zlatokrylec, colonnello.

Personaggi nel treno e nel lager tedesco:

  • Borisovna, Musja, bibliotecaria;
  • Buchman, Rebecca, parente di David;
  • Chmel’kov, Anton, prigioniero in servizio all’ingresso della camera a gas;
  • David, bambino;
  • Kaltluft, Sturmbannführer, comandante del Sonderkommando;
  • Levinton, Sof'ja Osiponvna, medico militare;
  • Rosenberg, Naum, contabile;
  • Karasik, Nataša, ragazza;
  • Janklevic, Lazar', meccanico;
  • Samulovna Debora, moglie di Lazar' Janklevic;
  • Vinokur, Musja, ragazza di quattordici anni;
  • Žučenko, Trofim, prigioniero di guerra in servizio all’ingresso della camera a gas;

Personaggi nel lager sovietico:

  • Abarčuk, detenuto, primo marito di Ljudmila;
  • Barchatov, criminale, aiutante di Abarčuk;
  • Dolgorukij, vecchio principe e mistico;
  • Konaševič, russo ex-meccanico-aviatore ed ex- campione di boxe;
  • Magar, vecchio bolscevico;
  • Mišanin, capitano;
  • Monidze, già membro del presidium dell’Internazionale comunista giovanile;
  • Neumolimov, comandante di cavalleria nella guerra civile;
  • Perekrest, caposquadra della brigata mineraria;
  • Rubin Abraša Abram Efimovič, infermiere;
  • Stepanov, giovane professore dell’Istituto di Economia;
  • Trjufelev, infermiere;
  • Tungusov, vecchio ufficiale di cavalleria
  • Ugarov Kol’ka, giovane ladro;
  • Zarokov, criminale, capobaracca di Abarčuk.

Personaggi alla Lubjanka:

  • Krymov, Nikolaj Grigor’evič, ex marito di Zenja (Evgenija Nikolaevna Šapošnikova);
  • Dreling, menscevico;
  • Bogoleev, storico dell'arte e poeta;
  • Kacenelenbogen, detenuto.

 Molti sono i personaggi storici sovietici che compaiono nel libro. Si tratta, in particolare, di molti degli ufficiali dell'armata Rossa presenti durante l'assedio di Stalingrado:

  • Eremenko, Andrej Ivanovič, generale, comandante in capo del fronte di Stalingrado, edi cui ha diretto la prima fase difensiva per poi prendere parte alla fase offensiva (operazione Urano), contribuendo all'accerchiamento delle forze tedesche;
  • Zacharov, Matvej Vasilevič, capo di Stato Maggiore;
  • Chujkov, Vasily Ivanovich, generale, comandante della 62ª Armata;
  • Krylov, Nikolai Ivanovich, capo di Stato Maggiore;
  • Gurov Kuz'ma, generale, commissario capo;
  • Podžarskij, generale;
  • Batjuk, Nikolaj Filipovič, tenente colonnello, comandante della 284ª divisione di fanteria dell'Armata Rossa ;
  • Gurev, colonnello;
  • Rodimcev Aleksandr Il'ič, generale, comandante della 13ª divisione della Guardia dell'Armata Rossa.
  • Stalin, compare una prima volta quando entra in una kommunalka a trovare un vecchio compagno e si stupisce dell’elenco delle telefonate appeso al muro, una seconda volta sapendo di avere in pugno Paulus, canta una filastrocca, un'ultima volta fa una telefonata al fisco Viktor Štrum;

Tra i personaggi storici tedeschi che compaiono nel libro:

  • Paulus, Friedrich Wilhelm Ernst, generale tedesco, comandante della 6ª Armata, si arrende ai sovietici al termine della battaglia di Stalingrado;
  • Schmidt, Arthur, generale, capo di Stato Maggiore della 6ª Armata, si arrende con Paulus al termine della battaglia di Stalingrado;
  • Adam, Wilhelm, si arrende con Paulus e Schmidt;
  • Hitler, Adolf, compare di persona una volta nel momento in cui passeggia in un bosco e si fa cogliere da paure infantili;
  • Eichmann, Adolf, Obersturmbannführer delle SS, incontra il suo compaesano Liss (personaggio del romanzo) e fa una ispezione a una camera a gas, dentro la quale è organizzato un rinfresco; comunica a Liss quanti milioni di ebrei i tedeschi avevano intenzione di uccidere.

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

In una delle prime recensioni pubblicate dopo la sua pubblicazione integrale in Unione Sovietica nel 1988 uno dei più grandi critici letterari sovietici, Vladimir Lakshin ha scritto che leggere Vita e destino è come essere al centro di una folla immensa dentro un immenso tempio aperto, ascoltando l'eco di centinaia di conversazioni [13].

Vent'anni dopo Stephen Greenblatt critico letterario e professore alla Harvard University lo ha definito come il libro del ventesimo secolo che può essere considerato come lo stupendo erede di Guerra e pace [13]

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Un adattamento di Vita e destino per il teatro è stato messo in scena con la regia di Lev Dodin. E' stato rappresentato in prima nazionale al Piccolo Teatro Studio di Milano dal 12 al 16 febbraio 2008 e successivamente,sempre al Piccolo Teatro di Milano il 24 e 25 ottobre 2011). Tra gli attori (russi): Elena Solomonova, Sergey Kuryshev e Tatiana Shestakova.
  • E' stata girata in Russia una serie TV da Vita e destino da parte del regista Sergei Ursulyak. La prima puntata è stata trasmessa in Russia il 14 ottobre 2012 sul canale televisivo Russia ed ha avuto un grande successo. Le riprese della serie si sono svolte a Mosca e Yaroslavl[14]. Nel 2013 la serie ha vinto il Magnolia Award al Festival Internazionale di Shanghai sia come migliore sceneggiatura (di Eduard Volodarskiy) sia come migliore film per la TV [15].
  • Un adattamento per la radio in lingua inglese di Vita e destino è stato trasmesso dalla BBC Radio 4 dal 18 al 25 settembre 2011. Tradotto da Robert Chandler e adattato da Jonathan Myerson and Mike Walker, il programma, diviso in puntate per un totale di 8 ore ha visto protagoniste le voci di Kenneth BranaghDavid TennantJanet SuzmanGreta Scacchi and Harriet Walter. Dopo la messa in onda dell'adattamento radiofonico il libro è arrivato al primo posto nella lista dei libri più venduti in Gran Bretagna[16].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • L'allenatore di calcio Francesco Guidolin in un'intervista ha affermato: "Ho appena finito di leggere Vita e destino di Vasilij Grossman: straordinario, il più bel libro della mia vita"[17]
  • Nel romanzo è citato un prodotto italiano: il Cognac tre Valletti. Si tratta di una distilleria italiana fondata nel 1885. Nel 1943 la fabbrica, che sorgeva nelle vicinanze della stazione di Bologna andò distrutta durante un bombardamento. Nel 1947 la distilleria fu ricostruita e riprese la produzione (e produsse, ad esempio, il Biancosarti) alla fine fu ceduta alla Campari. 

«Guardate qua, camerati» disse Fresser. Agile come un prestigiatore, tirò fuori da sotto il cuscino una bottiglia da un litro di cognac italiano Tre Valletti. Gerne fece uno strano suono con la gola; solo un vero ubriacone, un ubriacone di campagna per di più, poteva guardare una bottiglia a quel modo»[18]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nadezhda Kozhevnikova, figlia di Vadim Kozhevnikov, ha negato che il padre abbia avvertito la polizia segreta ma ha affermato che "il manoscritto, date le sue pericolose intuizioni, il parallelo tra Hitler e Stalin, il fascismo, il comunismo, doveva essere in ogni caso inviato al Comitato Centrale, al settore ideologico" Ничего нового. URL consultato il 2015-06-26.
  2. ^ a b Il Grossman liberato su www.ilfoglio.it. URL consultato il 2015-06-24.
  3. ^ Intervista a Irene Guber, nuora di Grossmann, presente nel momento del sequestro, VIE ET DESTIN: LE ROMAN CHEF-D'ŒUVRE DE Vasilij Grossman.
  4. ^ Vasilij Grossman: una traduzione inedita, ed una lettera a Chruščev.. URL consultato il 2015-06-24.
  5. ^ a b Vita e destino su www.russianecho.net. URL consultato il 2015-06-24.
  6. ^ La storia del manoscritto, dal sito del Centro studi Vita e destino
  7. ^ Documentario, VIE ET DESTIN: LE ROMAN CHEF-D'ŒUVRE DE Vasilij Grossman.
  8. ^ Il manoscritto su www.associazionegrossman.it. URL consultato il 2015-06-24.
  9. ^ Vita e destino, dal sito della casa editrice Adelphi.
  10. ^ Giuseppe Ghini, «Vita e destino» di Grossman. Ecco la versione originale.
  11. ^ Russian Security Services Finally Release Manuscript of Acclaimed 20th Century Novel su www.russkiymir.ru. URL consultato il 2015-06-25.
  12. ^ a b Vasilij Grossman, Vita e destino, Adelphi.
  13. ^ a b The Russian Masterpiece You’ve Never Heard of. URL consultato il 2015-06-30.
  14. ^ Проект «Жизнь и судьба» взорвал эфир. URL consultato il 2015-06-25.
  15. ^ Zhizn i sudba, 14 Oct 2012. URL consultato il 2015-07-08.
  16. ^ BBC Russian - Общество - Роман Гроссмана возглавил список бестселлеров в Британии su www.bbc.com. URL consultato il 2015-06-25.
  17. ^ Pasini Alessandro, L' eccezione Guidolin su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 2015-06-24.
  18. ^ Vasilij Grossman, Vita e destino, Milano, Adelphi, 2008, p. Parte 2, cap. 11.
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