George Steiner

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George Steiner

George Steiner (Parigi, 23 aprile 1929) è uno scrittore e saggista francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È stato docente di letteratura comparata in molte università quali Princeton, Stanford, Oxford e altre. Il suo approccio alla letteratura è in termini morali e religiosi (è stato allievo dello studioso di mistica ebraica Gershom Scholem) e il suo interesse è rivolto al rapporto tra potere, barbarie e cultura con particolare riferimento alle vicende e questioni inerenti al popolo ebraico.

« Molto personale è la sua posizione sullo stato di Israele: tra le colpe del nazismo c’è quella di averne legittimato la nascita (per reazione alla Shoah), mentre la ricchezza della cultura ebraica è tutta nella diaspora e nel suo spirito cosmopolita.[1] »

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

I suoi primi saggi in particolare (tra cui ad esempio "Linguaggio e silenzio" del 1966) affrontano il problema del ruolo dell'intellettuale (dell'artista ma anche del critico) in una società come quella occidentale, scossa da vicende disumane come l'Olocausto. Di grande cultura mitteleuropea, spazia dalla conoscenza approfondita dell'approccio marxista alla letteratura (memorabili i suoi saggi su Lukács), all'estetica musicale, all'analisi di testi classici fino alle avanguardie sia letterarie che nelle arti plastiche.

Filosofia del linguaggio[modifica | modifica wikitesto]

Di particolare interesse e piuttosto controverso è stato il suo romanzo "Il processo di San Cristobal" ("The portage to San Cristobal of A.H.") di ispirazione fantastica: Steiner infatti si immagina che Adolf Hitler sia ancora vivo e si sia rifugiato in Brasile, dove un commando del Mossad viene inviato per portarlo in Israele e processarlo. Al di là della cornice fantastica, "Il processo di San Cristobal" presenta acute pagine di riflessione filosofica sul linguaggio: in particolare, Steiner cerca di illustrare la "potenza negativa del linguaggio" e accosta la figura di Hitler alla figura del falso messia Shabbatai Tzevi, giungendo addirittura all'affermazione paradossale e provocatoria che il Führer sia stato il "vero" messia ebraico, poiché ha portato alla fondazione dello Stato di Israele. Secondo la filosofia del linguaggio di Steiner, l'affermazione della "messianicità" di Hitler va compresa in modo del tutto ipotetico e paradossale come lo spunto per una riflessione filosofica profonda sulla natura del linguaggio: il linguaggio non è solo uno "strumento positivo" di comunicazione, ma anche un mezzo di distruzione, di coercizione e di propaganda.[2]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze francesi[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore
— 1984

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Premio Principe delle Asturie per la comunicazione e l'umanistica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per la comunicazione e l'umanistica (Spagna)
— 2001

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ CONVERSANT AMB STEINER di Gianni Vattimo
  2. ^ F. Dal Bo, La lingua malata. Linguaggio e violenza nella filosofia contemporanea, Bologna, Clueb, 2008, ISBN 978-88-491-2841-3

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