Naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013

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Naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013
Pelagie Islands map it.PNG
Lampedusa, Linosa e Lampione
StatoItalia Italia
LuogoLampedusa
Obiettivoporto di Lampedusa
Data3 ottobre 2013
6:40
Tiponaufragio
Morti368
Dispersi20
Sopravvissuti155

La tragedia di Lampedusa è stata il naufragio[1] di una imbarcazione libica usata per il trasporto di migranti avvenuto il 3 ottobre 2013 a poche miglia dal porto di Lampedusa. Il naufragio ha provocato 368 morti[2] accertati e circa 20 dispersi presunti, numeri che la pongono come una delle più gravi catastrofi marittime nel Mediterraneo dall'inizio del XXI secolo. I superstiti salvati sono 155, di cui 41 minori (uno solo accompagnato dalla famiglia).[3][4][5]

La dinamica[modifica | modifica wikitesto]

L'Isola dei Conigli, al largo della quale è avvenuto il naufragio

L'imbarcazione era un peschereccio lungo circa 66 piedi (20 metri), salpato dal porto libico di Misurata il 1º ottobre 2013, con a bordo migranti di origine africana provenienti dall'Eritrea,[6] La barca era giunta a circa mezzo miglio dalle coste lampedusane quando i motori si bloccarono , poco lontano dall'Isola dei Conigli[5], per attirare l'attenzione delle navi che passavano l'assistente del capitano ha agitato uno straccio infuocato producendo molto fumo che spaventando parte dei passeggeri si sono spostati da un lato dell'imbarcazione stracolma che si è rovesciata . La barca ha girato su se stessa tre volte prima di colare a picco.

Alle 7:00 circa locali alcune imbarcazioni civili e pescherecci locali hanno notato i naufraghi e dato l'allarme caricando la maggior parte dei superstiti a bordo; numerosi dubbi, in seguito a testimonianze, vi sono in merito ai tempi di arrivo dei soccorsi da parte della Guardia costiera che apparentemente ha impiegato quasi un'ora per raggiungere il luogo del naufragio[3].

Numero delle vittime[modifica | modifica wikitesto]

A seguito delle prime operazioni di recupero, 194 corpi sono stati tratti in salvo dalle acque e il numero delle vittime, a quel momento era stimato tra i 325 e 363 individui. Altri 108 corpi sono stati recuperati entro il 9 ottobre, quando è stato possibile accedere alla parte interna dello scafo dell'imbarcazione poggiata sul fondo a circa 47 metri sotto la superficie dell'acqua. Quando il numero dei corpi recuperati era di 302, 210 di essi appartenevano a uomini, 83 a donne e 9 a bambini. L'11 ottobre, è stato riferito che tutti i corpi erano stati recuperati dal vascello e che il numero dei morti aveva raggiunto i 339. Circa 50 corpi a quel momento erano ritenuti essere ancora dispersi, e le ricerche di ulteriori corpi nella zona sono continuate usando aerei e dispositivi robotici. Altri 20 corpi sono stati trovati e recuperati il 12 ottobre, portando il totale delle vittime accertate a 366. Secondo le dichiarazioni di alcuni sopravvissuti, il barcone avrebbe avuto a bordo 518 persone; il numero risulterebbe dai conteggi dei pulmini che li portavano sul natante a Misurata. Tuttavia, la somma dei 155 superstiti e dei 366 corpi recuperati (360 eritrei , 6 etiopi), dà un totale di 521, a cui potrebbero essere sommati un'ulteriore possibile ventina di dispersi. Secondo la testimonianza del superstite eritreo Mussiie Ghebberhiert, le persone imbarcate erano invece 545, in massima parte eritrei.[5]

Identificazione delle salme ed esequie[modifica | modifica wikitesto]

Per l'identificazione delle salme sono giunti da tutta Europa i parenti ma è stato difficile ,a parte il primo centinaio di corpi recuperati, procedere con quelli in stato avanzato di decomposizione . Le bare identificate o meno sono state seppellite in vari cimiteri della Sicilia . Ad Agrigento è stata celebrata ufficialmente una cerimonia funebre senza bare a fine ottobre , della quale si sono lamentati i parenti .

Costo del biglietto[modifica | modifica wikitesto]

I superstiti hanno raccontato che per uscire dall'Eritrea ci vogliono 600 dollari , il tragitto fino a Khartoum 800 dollari , per arrivare in Libia altri 800 dollari e di aver pagato per la sola attraversata del Mediterraneo 1600 dollari. Alcuni giovani raccontano che sono stati rapiti in Libia e trasferiti in prigioni clandestine in Sinai dove per il loro rilascio vengono chiesti riscatti alle famiglie o al regime eritreo[7].

Indagati[modifica | modifica wikitesto]

Il capitano dell'imbarcazione, il tunisino di 35 anni Khaled Ben-salam, risulta essere stato precedentemente espulso dall'Italia nel mese di aprile del 2013 ed il 30 giugno 2015 il Tribunale di Agrigento lo ritiene responsabile di omicidio colposo plurimo a 18 anni di carcere . Egli si è tuttavia dichiarato un semplice "passeggero", e non membro dell'equipaggio.[5]

I superstiti del naufragio sono stati inseriti nel registro degli indagati e accusati di reato di clandestinità per essere entrati illegalmente in Italia, secondo le leggi sull'immigrazione vigenti al momento del disastro.

Nessuna inchiesta o indagine è stata aperta in merito a eventuali errori e ritardi nei soccorsi .

Il 13 febbraio 2015 la Corte d' Assise di Agrigento ha condannato a 30 anni di reclusione il somalo Mouhamud Elmi Muhidin uno dei trafficanti organizzatori del viaggio .

Reazioni[modifica | modifica wikitesto]

In Eritrea , dopo la strage , la dittatura ha vietato l'affissione dei manifesti funebri con i nomi delle vittime fuggiasche .

Con riferimento al naufragio e alle vittime, Papa Francesco ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Pregate Dio per l'anima delle vittime del naufragio al largo delle coste di Lampedusa".

Il Presidente del Consiglio italiano Enrico Letta ha scritto su Twitter che si è trattato di "una tragedia immensa". Il Consiglio dei Ministri ha proclamato una giornata di lutto nazionale per onorare le vittime del naufragio. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dichiarato: "Provo vergogna e orrore; è necessario rivedere le leggi anti-accoglienza".

Nei cortei studenteschi dell'11 ottobre 2013, numerosi sono stati i cori di protesta contro la legge Bossi-Fini

In risposta alla tragedia, Cecilia Malmström, commissario europeo per gli affari interni ha sollecitato l'Unione europea a incrementare le attività di ricerca nel Mediterraneo con pattuglie di soccorso e intervento dedicate a intercettare le imbarcazioni di migranti attraverso l'agenzia Frontex, dichiarando: "Facciamo in modo che ciò che è accaduto a Lampedusa sia un campanello d'allarme per aumentare il sostegno e la solidarietà reciproca, e per evitare tragedie simili in futuro". José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea e il Presidente del Consiglio dei ministri italiano Enrico Letta hanno visitato Lampedusa il 9 ottobre, venendo duramente contestati dalla popolazione dell'isola al grido di "assassini" e "vergogna". Barroso ha dichiarato che 30 000 000 di euro sarebbero stati stanziati dall'Unione europea per aiutare i rifugiati in Italia.

In seguito al naufragio, numerose sono state le critiche in particolare alle leggi in vigore in Italia, come la legge Bossi-Fini, la legge Turco-Napolitano e il decreto Maroni, e da molte parti ne è stata richiesta l'abrogazione o la riforma.

L'arcivescovo tedesco Reinhard Marx, in merito all'accaduto, ha affermato: "Anche se l'Europa non può materialmente accogliere tutti, non possiamo consentire che alcuno sia spinto oltre la soglia della morte".

Il 24 ottobre 2013 il sindaco di Lampedusa e Linosa, Giusi Nicolini, insieme al presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, è stato ricevuto a Bruxelles dal Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, al quale ha chiesto di intervenire al più presto a una revisione delle leggi europee in materia di asilo politico, definendo la Bossi-Fini-Maroni una "risposta ignominiosa a una domanda di tipo umanitario".

Polemiche sono state sollevate perché l'Italia non ha celebrato i funerali di Stato per le vittime, poiché in precedenza furono annunciati dal Ministero dell'interno italiano Angelino Alfano.[8]

In seguito alle numerose azioni di solidarietà e accoglienza da parte della comunità dell'isola, il settimanale italiano l'Espresso ha aperto una raccolta firme affinché Lampedusa venga candidata a ricevere il Nobel per la pace e che il 3 ottobre venga riconosciuta quale "Giornata della Memoria e dell'Accoglienza". Il 15 Aprile 2015 la Camera dei Deputati ha approvato con 287 voti favorevoli, 72 contrari e 20 astenuti l'istituzione, il 3 ottobre, di una "Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione"[9]. Il Senato italiano ha poi ratificato tale decisione il 16 marzo 2016.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

In seguito al naufragio di Lampedusa, il governo italiano, guidato dal presidente del consiglio Enrico Letta, ha deciso di rafforzare il dispositivo nazionale per il pattugliamento del Canale di Sicilia autorizzando l'Operazione Mare nostrum, una missione militare ed umanitaria la cui finalità è di prestare soccorso alle persone prima che possano ripetersi altri tragici eventi nel Mediterraneo.[10]

A partire da novembre 2014, l'operazione Mare nostrum è stata sostituita da "Frontex Plus"[11] il nuovo programma a guida Ue che punta al controllo delle frontiere.[12][13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il naufragio è la sommersione completa di una imbarcazione o di una nave per cause accidentali. Sono escluse le azioni di guerra per le quali si usa il termine generico "affondamento". Cfr. il lemma "naufragio" sul vocabolario Treccani.
  2. ^ Lampedusa, tre anni dopo. Solo 30 morti identificati, su avvenire.it. URL consultato il 13 ottobre 2016.
  3. ^ a b La strage di Lampedusa, polemica sui soccorsi Indagati i migranti nel giorno della commozione, in Corriere della Sera (Lampedusa), 5 ottobre 2013.
  4. ^ Lampedusa, Parigi vuole vertice Ue I superstiti indagati "Le vittime sono 363", in Quotidiano Nazionale (Lampedusa), 5 ottobre 2013.
  5. ^ a b c d Lampedusa: bilancio di 311 vittime In video Sky le immagini dei migranti, livesicilia.it, 9-10 ottobre 2013.
  6. ^ Immigrati: naufragio Lampedusa, su barcone eritrei somali e ghanesi, in Adnkronos (Roma), 3 ottobre 2013. URL consultato il 5 novembre 2013.
  7. ^ Alessandro LeograndeLa frontiera, Milano, Feltrinelli, 2015 ,ISBN 978 88 07 03165 6
  8. ^ Vincenzo Ricciarelli, Alfano contestatoai funerali farsa di Agrigento (PDF), in L'Unità (Agrigento), 22 ottobre 2013, p. 10. (archiviato dall'url originale il 5 novembre 2013).
  9. ^ https://askavusa.wordpress.com/2015/04/15/la-tragedia-del-3-ottobre-e-la-guerra-italiana-in-nordafrica/
  10. ^ L'OPERAZIONE MARE NOSTRUM | eurasia-rivista.org Archiviato il 18 luglio 2014 in Internet Archive.
  11. ^ Alfano: “Mare Nostrum diventerà Frontex Plus Barche dei trafficanti saranno distrutte” |lastampa.it
  12. ^ Immigrazione, anche da Germania appoggio a Frontex plus|repubblica.it
  13. ^ Immigrazione, Alfano: “Anche la Germania sostiene il Frontex plus” |lastampa.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]