Tedeschi di Romania

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Cartina con etnia germanica a livello comunale (2002)
Zone tradizionalmente germaniche in Transilvania, Satu Mare e Banat
Cartello bilingue del municipio di Sibiu - Hermannstadt
Cartelli trilingue a Satu Mare - romeno, ungherese e tedesco

I Tedeschi di Romania ((DE) Rumäniendeutsche) sono una etnia minoritaria della Romania, che secondo il censimento del 1930 era rappresentata da 745.421 persone. Il censimento del 2002 ne conteggiò 60.088.

Gruppi[modifica | modifica wikitesto]

I tedeschi di Romania e Moldavia non sono un gruppo etnico unitario. Per lingua parlata, cultura e storia, si distinguono in diversi gruppi, che differiscono tra loro dalla provenienza di origine e di destinazione[1]:

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione della popolazione tedesca in Romania:

  • 1930: 745.421 persone (4,1% della popolazione)[2] rispettivamente 23,7% della popolazione del Banato,[3] 8,9% Bucovina[3], 7,9% Transilvania;[3], 3% della popolazione della Bessarabia e 2,8% della Dobrugia.
  • 1948: 343.913 persone (2,2% della popolazione della Romania);
  • 1956: 384.708 persone (2,2% della popolazione della Romania);
  • 1977: 359.109 persone
  • 1992: 111.301 persone
  • 2002: 59.764 persone
  • 2011: 36.042 persone[4][5]

Il censimento del 2011 conteggiò 27.019 tedeschi dichiarati.[6]

I tedeschi di Romania verso la Germania Ovest[modifica | modifica wikitesto]

I sassoni di Transilvania e gli Șvabi del Banato furono oggetto della più grande compravendita di uomini avvenuta nel XX secolo, tra il Governo della Germania Ovest e quello della Repubblica Socialista di Romania. Nel 1943, Romania e Germania permisero ai tedeschi di Romania di arruolarsi volontariamente nelle Waffen SS, ove molti diressero campi di concentramento, come nel caso di Victor Capesius da Sighișoara, farmacista laureato a Cluj-Napoca, che divenne il direttore della farmacia del campo di concentramento di Auschwitz.[7] Alla fine della guerra la maggior parte degli arruolati Waffen SS rimase in Germania mentre i sassoni rimasti vennero presi di mira dal Partito Comunista Rumeno e deportati in campi di concentramento sovietici. Nel 1930 il censimento contava 700.000 tedeschi, nel 1948 ne restavano 400.000. Molti cercarono di emigrare nella Germania Ovest. All'inizio degli anni '60 il Governo romeno iniziò a contrattare con quello tedesco. I Sassoni e gli Șvabi dietro pagamento della Germania ovest avrebbero potuto lasciare la Romania. Un laureato poteva costare più di 10.000 marchi. La Germania Ovest otteneva lavoratori di lingua e cultura tedesca facilmente inseribili nel mondo del lavoro. Le negoziazioni furono condotte da Heinz Günther Hüsch per il Governo tedesco e dalla Securitate, presso l'Hotel Ambasador di Bucarest, in segreto. Tra il 1968 e il 1989 Hüsch riuscì a portare in Germania Ovest 240.000 tedeschi romeni, e la Romania ricevette dai 1,5 ai 3 miliardi di marchi tedeschi. La Securitate intascava anche i soldi degli stessi richiedenti che pagavano migliaia di lei per velocizzare le operazioni di ottenimento del passaporto.[8][9]

Personalità tedesche di Romania[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Die deutsche Minderheit in Rumänien
  2. ^ Recensământul general al populației României din 29 Decemvrie 1930, vol.
  3. ^ a b c Idem, pag.
  4. ^ Official Romanian census from 2011
  5. ^ (RO) Official site of the results of the 2002 Census. URL consultato il 31 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2012).
  6. ^ COMUNICAT DE PRESĂ 24 august 2012 privind rezultatele preliminare ale Recensământului Populației și al Locuințelor-2011 Archiviato il 13 novembre 2012 in Internet Archive.
  7. ^ Dieter Schlesak, Il farmacista di Auschwitz, in Narratori moderni, Garzanti, 2009.
  8. ^ Răzvan Georgescu, Paşaport de Germania.
  9. ^ ROMANIA: La lista di Hüsch. Storia dei sassoni di Romania, su eastjournal.net.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Johann Böhm: Die Gleichschaltung der Deutschen Volksgruppe in Rumänien und das Dritte Reich 1941-1944, Frankfurt am Main 2003, ISBN 3-631-50647-3.
  • (RO) Vasile Docea, Monografia ca exercițiu de memorie colectivă. Cazul istoriilor germane ale Banatului, în Smaranda Vultur (coord.), Banatul din memorie. Studii de caz, Timișoara, Editura Marineasa, 2008, p. 318-333.
  • (DE) Ioan Mărculeț: 1930-2002. Aspecte privind germanii din România, Historia, An IX, nr. 88, București.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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