Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Tamon Yamaguchi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Tamon Yamaguchi
TamonYamaguchi.jpg
17 agosto 1892 - 5 giugno 1942
Nato a Prefettura di Shimane
Morto a Oceano Pacifico, a nord-ovest di Midway
Cause della morte affondato con la portaerei Hiryū
Luogo di sepoltura sepolto in mare
Dati militari
Paese servito Giappone Impero giapponese
Forza armata Forze armate imperiali giapponesi
Arma Naval Ensign of Japan.svg Marina imperiale giapponese
Corpo Aviazione della marina imperiale
Anni di servizio 1913 - 1942
Grado viceammiraglio
Guerre Seconda guerra mondiale
Battaglie Attacco di Pearl Harbor
Incursione giapponese nell'Oceano Indiano
Battaglia delle Midway
Comandante di incrociatore leggero Isuzu
nave da battaglia Ise
1ª Unità aerea combinata
2ª Divisione portaerei

fonti citate nel corpo del testo

voci di militari presenti su Wikipedia

Tamon Yamaguchi (Prefettura di Shimane, 17 agosto 1892Atollo di Midway, 5 giugno 1942) è stato un ammiraglio giapponese, attivo durante la seconda guerra mondiale.

Si arruolò nella marina imperiale giapponese nel 1912 e, dopo brevi esperienze in stati maggiori e naviglio di vario tipo, tra 1919 e 1920 si specializzò alla Scuola di siluramento; tra 1921 e 1923 servì negli Stati Uniti come ufficiale di collegamento. Nel 1924 divenne capitano di corvetta e fino al 1926 frequentò il Collegio navale seguendo un corso più impegnativo di quello standard e passandolo con successo: lavorò quindi per due anni allo stato maggiore generale della marina. Negli Stati Uniti nel 1929, li lasciò prima della fine dell'anno per partecipare, in veste di assistente, alla conferenza navale di Londra del 1930. Nel 1932 fu promosso capitano di corvetta e prestò servizio anche nello stato maggiore della Flotta combinata, quindi tra il 1934 e il 1936 assunse l'incarico di attaché navale negli Stati Uniti. Tornato in patria ottenne i primi comandi di unità da guerra, l'incrociatore leggero Isuzu e la nave da battaglia Ise; contrammiraglio alla fine del 1938, fu trasferito allo stato maggiore della 5ª Flotta e comandò poi un gruppo aereo in Cina: si distinse nell'organizzare un'intensa campagna di bombardamenti a tappeto.

Alla fine del 1940 fu scelto per comandare la 2ª Divisione portaerei (Sōryū, Hiryū) che diresse durante l'attacco di Pearl Harbor, il bombardamento di Darwin (febbraio 1942) e l'attacco nell'Oceano Indiano (aprile). In prima linea durante la battaglia delle Midway, iniziata il 4 giugno 1942, condusse con feroce determinazione lo scontro dopo la perdita delle altre portaerei giapponesi e danneggiò gravemente la USS Yorktown; la Hiryū fu però scovata e distrutta dall'aviazione imbarcata statunitense e Yamaguchi non volle sopravvivere al disastro, affondando con essa la mattina del 5 giugno.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carriera iniziale[modifica | modifica wikitesto]

Tamon Yamaguchi nacque il 17 agosto 1892 nella prefettura di Shimane. Iscrittosi all'Accademia navale di Etajima, fece parte della 40ª classe e si diplomò il 17 luglio 1912 (secondo su 144 allievi), quindi con il brevetto di aspirante guardiamarina servì dapprima sull'incrociatore protetto Soya e poi, dal 1º maggio 1913, sulla nave da battaglia Settsu; sette mesi più tardi divenne guardiamarina. Il 27 maggio 1914 fu trasferito all'incrociatore protetto Chikuma, con il quale partecipò marginalmente alla prima guerra mondiale (caccia alla squadra tedesca in Asia e pattuglie nelle acque cinesi). Il 1º febbraio 1915 s'imbarcò sulla nave da battaglia Aki, rimanendovi quasi tutto l'anno: solo il 13 dicembre, con la promozione a sottotenente di vascello, lasciò l'unità per attendere al Corso base alla Scuola di artiglieria navale e al Corso base alla Scuola di siluramento, quest'ultimo a partire dal 1º giugno 1916.[1]

Superati entrambi, il 1º dicembre 1916 divenne membro della 3ª Unità sommergibili per oltre un anno e mezzo; quindi il 1º maggio 1918 fu assegnato brevemente allo stato maggiore della 2ª Flotta per Compiti speciali. Il 5 luglio passò nell'equipaggio del cacciatorpediniere di seconda classe Kashi: a bordo di questa nave ottenne la nomina a tenente di vascello (1º dicembre 1918). Il 1º febbraio fu riassegnato al personale del 1º Distretto navale con quartier generale a Yokosuka e allo stesso tempo prestà servizio sulla nave officina Kantō; il 24 luglio abbandonò la duplice mansione per entrare nelle fila dell'Unità di difesa di Yokosuka e poi di quella presso Kure (8 ottobre). Il 1º dicembre iniziò la frequentazione del Corso avanzato alla Scuola di siluramento.[1]

Anni venti e trenta[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º dicembre 1920, il giovane Yamaguchi completò il corso e fu destinato all'Unità di difesa di Sasebo per qualche mese: il 25 febbraio 1921 partì per un viaggio negli Stati Uniti d'America, risiedendovi come ufficiale di collegamento fino al 10 marzo 1923, quando gli pervenne l'ordine di rientro. Tornato in Giappone, fu imbarcato il 15 aprile sulla nave da battaglia Nagato, ammiraglia della marina imperiale, e il 1º dicembre 1923 divenne istruttore alla Scuola navale sommergibilisti. Un anno esatto più tardi fu promosso capitano di corvetta e decise d'iscriversi al Collegio navale frequentando sin da subito il Corso A, senza attendere il Corso B preparatorio. Fece parte della 24ª classe e studiò per due anni, al termine dei quali si diplomò con successo: alla fine del 1926 fu dunque assegnato allo stato maggiore della 1ª Flottiglia sommergibili. Il 15 novembre 1927 fu posto alle dipendenze dello stato maggiore generale come attendente e il 20 febbraio 1928 ne divenne uno dei membri. Fu portato al rango di capitano di fregata il 10 dicembre di quell'anno, continuando a lavorare nello stato maggiore; il 17 settembre 1929 partì per un secondo viaggio negli Stati Uniti ma il 12 novembre, poiché nominato attendente del plenipotenziario giapponese inviato alla conferenza navale di Londra, si spostò nel Regno Unito e fu presente a tale conferenza, svoltasi nel 1930.[1]

Una volta rientrato in patria, il capitano Yamaguchi ricoprì il ruolo di vicecomandante dell'incrociatore leggero Yūra dal 1º luglio al 15 novembre, quindi fu trasferito allo stato maggiore sia della 1ª Flotta, sia della Flotta combinata, nei quali lavorò a lungo. Il 15 novembre 1932 fu riassegnato al Collegio navale come istruttore e poco dopo, il 1º dicembre, ricevette la nomina a capitano di vascello. Un anno e mezzo più tardi (esattamente il 1º giugno 1934), in virtù delle precedenti esperienze, fu scelto quale attaché navale negli Stati Uniti:[1] nel corso del soggiorno all'estero studiò all'Università di Princeton e ordinò di cooptare il capitano di fregata John Farnsworth, facendone una spia al soldo dell'Impero giapponese.[2] Il 18 agosto 1936 gli fu notificato l'ordine di rientro e una volta in patria comandò in successione l'incrociatore leggero Isuzu (1º dicembre 1936-1º dicembre 1937) e la nave da battaglia Ise fino al 15 novembre 1938, quando fu elevato al grado di contrammiraglio e trasferito allo stato maggiore generale come attendente; il 1º dicembre di quell'anno divenne inoltre assistente presso lo stato maggiore della 5ª Flotta e il 15 dicembre, abbandonati questi due incarichi, assunse il posto di capo di stato maggiore della 5ª Flotta.[1]

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

1939 - 1941[modifica | modifica wikitesto]

Il contrammiraglio Yamaguchi (secondo da sinistra) sul fronte cinese, assieme al viceammiraglio Shigetarō Shimada (al centro) e al capitano Takijirō Ōnishi (quarto da sinistra)

Il 15 novembre 1939, Yamaguchi fu trasferito per un breve periodo allo stato maggiore della 1ª Flotta, assistente, prima di essere nominato comandante della 1ª Unità aerea combinata il 15 gennaio 1940.[1] Diresse questo reparto sul fronte cinese, in particolare coordinando la distruttiva campagna di bombardamenti a tappeto nella Cina centrale. Il 1º novembre 1940 fu promosso, piuttosto sorprendentemente visto che non aveva mai conseguito il brevetto di pilota, al comando della 2ª Divisione portaerei composta dalle moderne Sōryū e Hiryū (quest'ultima nave ammiraglia): si fece notare come un esperto ufficiale, forse il migliore nel dirigere portaerei, e si guadagnò il rispetto e l'amicizia dell'ammiraglio Isoroku Yamamoto. Sin dall'inizio, Yamaguchi fu un ardente sostenitore del piano di attacco su Pearl Harbor, del quale una prima versione fu stilata nella primavera 1941; tuttavia essa non prevedeva l'intervento della 2ª Divisione portaerei e Yamaguchi, ubriacatosi, raggiunse il viceammiraglio Chūichi Nagumo (suo superiore) nel suo ufficio e iniziò una zuffa, interrotta dal capo di stato maggiore di Nagumo, contrammiraglio Ryūnosuke Kusaka: solo gli ottimi trascorsi di servizio e il rapporto con Yamamoto evitarono a Yamaguchi di essere espulso dalla marina imperiale.[2]

Partecipò dunque all'attacco di Pearl Harbor il 7 dicembre 1941 e fu tra quegli ufficiali, dinamici e aggressivi, che insistettero invano con il viceammiraglio Nagumo per lanciare una terza ondata e distruggere i depositi di olio combustibile, i bacini e altri obiettivi di valore strategico risparmiati dai primi due attacchi. Sulla via del ritorno in Giappone, Yamaguchi con la 2ª Divisione portaerei e altre unità fu distaccato a sud per supportare il secondo tentativo di sbarco su Wake, il primo essendo fallito la mattina dell'11 dicembre.[2]

1942 e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Con l'inizio del 1942 la 1ª Flotta aerea del viceammiraglio Nagumo si spostò nel Pacifico meridionale: le portaerei veterane di Pearl Harbor della 2ª Divisione e 1ª Divisione (Akagi, Kaga) eseguirono un devastante bombardamento su Darwin, nell'Australia settentrionale, il 19 febbraio.[3] Nella prima metà di aprile Yamaguchi prese inoltre parte all'incursione nell'Oceano Indiano, che inflisse perdite alla Eastern Fleet nonché al traffico mercantile.[4] Subito dopo l'incursione aerea su Tokyo del 18 aprile, lo stato maggiore generale della marina mise seriamente allo studio un piano per attirare in battaglia la totalità della flotta statunitense del Pacifico e distruggerla con l'impiego in massa della 1ª Flotta aerea: per l'attacco all'atollo di Midway furono riunite numerose flotte indipendenti, delle quali la più avanzata era quella del viceammiraglio Nagumo; la battaglia del mar dei Coralli (4-8 maggio) lo privò tuttavia della Shōkaku, severamente danneggiata, e della Zuikaku, menomata della sua componente aerea.[5]

La tomba eretta in ricordo del viceammiraglio Yamaguchi, sepolto in mare

Le varie flotte iniziarono a convergere su Midway a fine maggio, in testa la 1ª Flotta aerea che per l'operazione disponeva di circa 270 aerei, sessantotto dei quali al comando di Yamaguchi sulla Hiryū.[6] Il mattino del 4 giugno ebbe inizio la battaglia con un'incursione delle forze nipponiche sulle installazioni dell'atollo. L'avvistamento tardivo di una portaerei nemica, però, gettò il viceammiraglio Nagumo nell'incertezza, poiché aveva già pianificato il movimento dei velivoli sui ponti delle portaerei per bombardare ancora Midway: nonostante le accese proteste di Yamaguchi, che voleva attaccare immediatamente, dette ordini di riarmarli con siluri. Al contempo, tra le 09:30 e le 10:00 circa due attacchi degli aerosiluranti statunitensi erano stati respinti con forti perdite.[7] Ciò, tuttavia, permise a gruppi imbarcati di bombardieri in picchiata di giungere senza essere scorti e attaccare con grande successo le quattro portaerei giapponesi; la Kaga, la Akagi e la Sōryū furono distrutte tra le 10:25 e le 10:30 da numerose bombe giunte a segno e solo la Hiryū, a nord di queste, non fu colpita.[8] Inizialmente molto scosso, il contrammiraglio Yamaguchi confermò la sua natura di comandante aggressivo e dinamico, inviò alcuni cacciatorpediniere in soccorso e tra le 11:00 circa e le 12:45 lanciò due disperati attacchi con tutti i velivoli rimastigli: a prezzo di ventiquattro perdite, gli aviatori nipponici colpirono con tre ordigni e due siluri la portaerei USS Yorktown, lasciandola in una situazione critica. Le altre due portaerei statunitensi (USS Enterprise, USS Hornet) contrattaccarono nel primo pomeriggio e la Hiryū fu devastata, ma rimase a galla fino alle prime ore del 5 giugno, quando fu abbandonata e colata a picco dai cacciatorpediniere di scorta. Il contrammiraglio Yamaguchi decise di andare a fondo con la sua ammiraglia, ritenendosi responsabile della sconfitta definitiva della marina imperiale nella battaglia.[9] Con lui rimase anche il comandante della portaerei, il capitano di vascello Tameo Kaku.[10]

La sua scomparsa privò il Giappone di un ufficiale competente, visto da molti colleghi come il naturale successore dell'ammiraglio Yamamoto al comando della Flotta combinata e apprezzato dai sottoposti.[2] Yamaguchi ebbe postuma la promozione a viceammiraglio.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g (EN) Materials of IJN (Naval Academy class 40) su nifty.com. URL consultato l'11 febbraio 2015.
  2. ^ a b c d (EN) The Pacific War Online Encyclopedia: Yamaguchi Tamon su kgbudge.com. URL consultato l'11 febbraio 2015.
  3. ^ Millot 2002, pp. 120-121.
  4. ^ Millot 2002, pp. 164-169.
  5. ^ Millot 2002, pp. 177-182, 201-208.
  6. ^ Millot 2002, pp. 220-222.
  7. ^ Millot 2002, pp. 240-252.
  8. ^ Millot 2002, pp. 253-256.
  9. ^ Millot 2002, pp. 257-262.
  10. ^ (EN) Battle of Midway - Events of 4 June 1942 (afternoon) su pacificwar.org.au. URL consultato il 12 febbraio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bernard Millot, La Guerra del Pacifico, Milano, Mondadori, 2002, ISBN 88-17-12881-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 255145068