Storia dell'Egitto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

1leftarrow blue.svgVoce principale: Egitto.

Storia dell'Egitto
Storia dell'Egitto
Egitto preistorico – 3900 a.C.
ANTICO EGITTO
Periodo predinastico c. 3900 – 3150 a.C.
Periodo arcaico c. 3150 – 2686 a.C.
Antico Regno 2700 – 2192 a.C.
Primo periodo intermedio 2192 – 2055 a.C.
Medio Regno 2055 – 1650 a.C.
Secondo periodo intermedio 1650 – 1550 a.C.
Nuovo Regno 1550 – 1069 a.C.
Terzo periodo intermedio 1069 – 664 a.C.
Periodo tardo 664 – 332 a.C.
PERIODO GRECO ROMANO
Egitto tolemaico 332 – 30 a.C.
Egitto romano e bizantino 30 a.C. – 641 d.C.
EGITTO ARABO
Conquista islamica dell'Egitto 641 – 654
Periodo tulunide 868 – 904
Periodo ikhshidide 904 – 969
Periodo fatimide 969 – 1171
Periodo ayyubide 1171 – 1250
Periodo mamelucco 1250 – 1517
EGITTO OTTOMANO
Eyalet d'Egitto 1517 – 1867
Chedivato d'Egitto 1867 – 1914
EGITTO MODERNO
Sultanato d'Egitto (Protettorato britannico) 1914 – 1922
Regno d'Egitto 1922 – 1953
Repubblica Araba d'Egitto 1953–presente

L'Egitto ha una storia lunghissima, risalente ad oltre 3 millenni prima di Cristo.

La valle del Nilo forma da sempre un'unità geografica ed economica, circondata com'è da deserti ad Est e ad Ovest, al Nord dal mare e a Sud dalle cateratte del Nilo.

La necessità di avere una singola autorità che gestisse le acque del Nilo portò alla creazione di uno dei primi Stati della storia del mondo, intorno al 4000 a.C., ma forse anche prima. Questa esigenza fece sì che le tribù nilotiche imparassero a vivere assieme sotto l'autorità di capi villaggio (detti, poi, dai Greci nomarchi). Attraverso alterne vicende, sviluppatesi per circa mille anni, i nomarchi scontrandosi ed alleandosi tra loro dettero infine forma a due Regni, l'Alto Egitto al Sud e il Basso Egitto al Nord, che vennero unificati in uno solo da Menes, considerato il fondatore della I dinastia, cui seguirono numerose altre dinastie fino alla conquista persiana di Cambise II e al successivo restauro sui generis del generale di Alessandro Magno, Tolomeo I Soter.

Quando, infine, l'Egitto fu sottomesso dai Persiani, non riuscì più a liberarsi dal dominio straniero, e per 2.300 anni fu governato da: Persiani, Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Armeni, Curdi, Turchi e Britannici.

Il presidente Gamāl ʿAbd al-Nāser disse di essere il primo Egiziano nativo ad esercitare il potere sovrano sull'Egitto, dai tempi dell'ultimo sovrano Nectanebo II, deposto dai Persiani nel 341 a.C., e non si trattava di un'esagerazione.

Lo storico greco Erodoto (V secolo a.C.) definì l'Egitto "un dono del Nilo", alludendo al fatto che la maggior parte del territorio egiziano è desertica e solo lungo la valle e il delta del grande fiume, oltre che nelle oasi, è possibile l'insediamento umano. Lungo il Nilo, le periodiche piene hanno consentito sin dall'antichità l'irrigazione delle terre e lo sviluppo dell'agricoltura, ponendo così le basi della luminosa civiltà egizia, che raggiunse il suo culmine nella seconda metà del II millennio a.C. con i sovrani del Nuovo Regno. Dopo un lungo periodo di declino, l'Egitto rinacque sotto la dinastia dei Tolomei (323-30 a.C.), i sovrani di origine macedone insediatisi nel paese dopo la sua conquista da parte di Alessandro Magno nel 332 a.C. Alessandria d'Egitto, la nuova capitale, divenne principale centro culturale del Mediterraneo e il suo prestigio sopravvisse alla dominazione romana (30 a.C. – 393 d.C.) e a quella bizantina (395-639 d.C.).

Tra il 639 e il 646 gli arabi assunsero il controllo dell'Egitto, portandolo nell'orbita dell'Islam, anche se la conversione alla nuova religione da parte della popolazione egiziana procedette lentamente.

Nel 1517 l'Egitto cadde sotto il potere dei turchi ottomani; dal 1798 al 1801 venne occupato da Napoleone Bonaparte.

Occupato dagli inglesi (1882), l'Egitto divenne poi una monarchia indipendente (1922) ma sotto il controllo del Regno Unito. Nel 1952 una rivolta militare rovesciò la monarchia e l'anno successivo fu proclamata la repubblica, di tipo presidenziale, con a capo Nasser.

Nel 1956 la nazionalizzazione del canale di Suez causò una grave crisi internazionale e una guerra con Israele, che occupò la penisola del Sinai e la striscia di Gaza. Le tensioni con Israele sfociarono in un nuovo aperto conflitto nel 1967 (Guerra dei Sei Giorni) e nel 1973 (Guerra del Kippur). Solo nel 1979 i due Stati conclusero accordi di pace che sancirono il ritorno del Sinai all'Egitto.

La storia egiziana è divisibile nei seguenti periodi:

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La civiltà egizia ha lasciato alcuni dei complessi architettonici più grandiosi dell'antichità, le piramidi edificate in un periodo compreso tra il 2.650 e il 2.350 a.C.

Queste gigantesche costruzioni furono erette per volere dei faraoni come dimostrazione della propria potenza. Le piramidi furono l'evoluzione dei primi recinti sepolcrali: essi erano delle piattaforme quadrangolari e prendevano il nome di «mastaba». Più mastaba sovrapposte, crearono la prima piramide a gradoni. L'architettura è la massima espressione dell'arte egizia ed è legata prevalentemente a tematiche religiose. Gli egizi, erano convinti dell’esistenza di un aldilà e della continuazione della vita nell'oltretomba, questa credenza ha fatto in modo che le piramidi considerate monumenti funebri, diventassero gli elementi architettonici più importanti, poiché rappresentavo la garanzia dell’immortalità del loro faraone, del loro conduttore, quindi del loro regno. Gli egittologi affermano che, gli egizi avrebbero eretto i complessi delle piramidi sulla riva occidentale del Nilo per voler essere più vicino possibile al sole che tramontava, dal momento che il tramonto era il simbolo della morte. Tra i vari siti archeologici del mondo, le piramidi sono senza dubbio il più famoso e il più visitato. Sebbene le più famose siano meno di una decina, in Egitto sono state costruite più di 100 piramidi[1]. Le tre piramidi più famose sono:

  • Piramide di Cheope costruita,in onore del faraone Cheope,intorno al 2560 a.C. con più di 2 milioni di blocchi di pietra pesanti più di due tonnellate ciascuno. È stata per 3.800 anni la costruzione più grande del mondo. La piramide di Cheope faceva parte di un complesso funerario con altre piccole piramidi e tombe.
  • Piramide di Chefren è la seconda piramide più grande di tutto l’Egitto. Fu costruita per volere del sovrano della IV dianastia Chefren.Egli ha onorato il padre Cheope costruendo una piramide di un paio di metri (145) più bassa di quella dedicata a lui.
  • Piramide di Micerino dedicata al sovrano denominato Neter Menkaura. È alta solo 67 metri e secondo gli studiosi è stata costruita in fretta, perché fu edificata in più momenti e usando diversi materiali e varie tecniche.

Sfinge[modifica | modifica wikitesto]

La Sfinge è una figura mitica proveniente dall’antico Oriente, con una testa umana, un corpo di leone e ali di uccello. In Egitto,accanto alle spettacolari piramidi, già nell’antichità riconosciute come una delle sette meraviglie del mondo, spicca la statua del leone dal volto umano, simbolo del potere del faraone. L’identificazione del volto raffigurato dalla Sfinge desta ancora seri dubbi. C’è chi afferma che esso ritraesse Chefren, tuttavia secondo vari studi la statua potrebbe rappresentare il faraone Cheope. Nonostante non ci siano certezze, per l’archeologia ufficiale il volto della Sfinge di Giza resta attribuito a Chefren. La parte più pregiata ma anche quella più danneggiata è la testa del monumento. Nonostante l’ usura di questa costruzione sono evidenti i simboli di regalità,come la barba sul mento, il cobra sulla fronte, copricapo dei faraoni. Si ritiene che la Sfinge sia stata dedicata alle quattro facce del dio sole:

  • Il sole che nasce;
  • Il sole che tramonta;
  • Il sole all’apogeo;
  • Il sole creatore;

Sul perché è stata costruita la Sfinge, sono state date molte risposte, la prima delle quali mette in risalto la mitologia egiziana, secondo la quale vi era un leone a custodia dei segreti nascosti. Il leone, simboleggiato dalla Sfinge, aveva delle funzioni di sentinella, le caratteristiche umane invece rappresentavano il dio sole[2]. Un’altra ipotesi suggerisce che la Sfinge fosse utilizzata come altare dove venivano svolte cerimonie religiose. Una terza soluzione abbraccia il campo metafisico, secondo il quale i sacerdoti del dio Ra sostenevano, che la Sfinge incorporasse la profezia del futuro, con la distruzione e rinascita del mondo,causata dal fuoco seguito da un forte diluvio. Questo conferma la profezia di molti cicli di morte e resurrezione.

Religione e dèi[modifica | modifica wikitesto]

Per religione degli Egizi si intende la religione praticata dal popolo dell'antico Egitto tra l'unificazione dei due regni (2955 a.C.) e la fine del dominio romano (395 d.C.).

Gli Egizi, erano un popolo molto religioso, essi credevano che ci fosse un forte legame tra il mondo terreno e il mondo degli dèi e che ogni animale fosse rappresentato da una divinità.

Il faraone era considerato "divino" perché rappresenta il dio Ra sulla terra, egli aveva potere civile ed anche religioso. Era quindi considerato un re-dio ed era ritenuto il mediatore tra gli uomini e gli dèi. Promulgava le leggi in nome degli dèi e il popolo riteneva che da lui dipendessero anche il succedersi delle stagioni, le inondazioni del Nilo e perfino le leggi dell'universo.

Gli egizi furono un popolo con una religione politeista e le grandi divinità erano rappresentate sia in forma antropomorfa (sembianze umane), sia in forma zoomorfa (corpo di persona e testa di animale).

Tra i vari dèi adorati dagli egizi i più importanti e conosciuti sono:

  • Ra: era il dio principale, dio del sole e capo degli dèi, fu ritenuto dio creatore dell’universo, dio dello stato e della giustizia. Veniva raffigurato come uomo con testa di falco e disco solare sulla testa.
  • Seth: era il dio malvagio simbolo del caos.
  • Anubi: era il dio sciacallo, signore dei defunti, scortava le anime nell’oltretomba.
  • Osiride: era il dio della morte, della vita,dell’agricoltura e della vegetazione. Fu ucciso e smembrato dal malvagio fratello Seth, ricomposto e portato in vita da Iside sua sposa. Venne imbalsamato da Anubi, andando così a regnare nel regno dei morti.
  • Iside: era la dea delle madri, dei bambini, della luna e, dopo aver riportato in vita Osiride, anche dea della medicina. Sposa e sorella di Osiride e madre del dio falco Horo.
  • Horus: il dio falco, figlio di Osiride e Iside, riviveva in ogni faraone.
  • Maat: era il dio della giustizia che aveva il compito della pesatura delle anime dei defunti.
  • Shu: era il dio dell’aria.
  • Thot: era il dio della luna.
  • Nut: era il dio del cielo stellato.
  • Geb: era il dio della terra.

Usi e costumi[modifica | modifica wikitesto]

La condizione della donna[modifica | modifica wikitesto]

La donna egizia era considerata "la signora della casa", se si trattava di una donna del popolo, si occupava della macinatura dei cereali, della filatura e della tessitura del lino, se apparteneva alla nobiltà, invece, dirigeva il lavoro delle ancelle. La donna condivideva con il marito la vita sociale e disponeva di un patrimonio che portava in dote allo sposo, ma in caso di morte del marito esisteva un contratto che le assicurava una restituzione parziale del patrimonio. La donna si preoccupava assieme allo sposo dell'educazione dei figli ed in particolare le era affidata l'educazione della figlia femmina. Si sposava molto giovane, spesso con un uomo più anziano di lei. Solitamente il matrimonio era combinato dai genitori. I due sposi potevano essere consanguinei e appartenevano sempre allo stesso ceto sociale. Colui che sposava una schiava, viveva al di fuori della legalità e i loro figli erano considerati schiavi. Il matrimonio era una semplice festa tra le due famiglie e si concludeva con il trasferimento della sposa a casa del marito. In caso di divorzio il marito passava degli alimenti alla moglie nella misura di un terzo rispetto alla quota definita nell'accordo iniziale, le cause principali del divorzio erano l'adulterio e la sterilità. Se l'infedeltà del marito era tollerata era possibile che egli prendesse una seconda moglie, al contrario se l'adultera era la moglie veniva frustata e subiva l'amputazione di un orecchio o del naso.

Educazione[modifica | modifica wikitesto]

La scuola egiziana era una scuola rigida e poco permissiva, infatti, spesso venivano inflitte punizioni corporali. Le lezioni si svolgevano generalmente all'aperto. Gli alunni stavano accovacciati su stuoie intrecciate ed erano muniti di pennelli e di cocci di terracotta sui quali scrivevano. Oltre allo studio delle lettere era molto importante l’esercizio della ricopiatura e della dettatura. Gli allievi che aspiravano alle alte cariche dovevano conoscere almeno una lingua straniera, per esempio chi voleva intraprendere la carriera diplomatica doveva conoscere il babilonese. Oltre allo studio per gli egizi era molto importante la preparazione e la prestanza fisica, che era,infatti, curata mediante esercizi ginnici.

Lo scriba[modifica | modifica wikitesto]

La figura dello scriba nacque con la necessità di catalogare con precisione gli enormi ammassi di derrate alimentari in entrata e in uscita dalla casa del Faraone. I tempi di formazione dello scriba erano lunghi, solo gli alunni più dotati, quelli che apprendevano la difficile arte del geroglifico, riuscivano ad arrivare a corte. Lo scriba, consapevole del ruolo che ricopriva, custodiva gelosamente i segreti della sua professione e li tramandava di generazione in generazione. I suoi tradizionali strumenti di lavoro erano uno stilo, l'inchiostro in pasta, e un piccolo contenitore per l'acqua in cui intingere e ripulire i pennelli. Gli scribi scrivevano sul papiro, facile da raccogliere e trasportare. Inutile dire che la professione di scriba era la più difficile ed ambita di tutto l'antico Egitto.

Il contadino[modifica | modifica wikitesto]

Il contadino era un'analfabeta e la considerazione sociale di cui godeva era del tutto impari alla fatica profusa. Gli strumenti da lui utilizzati erano diversi, tra questi lo shaduf, una sorta di traliccio che reggeva un'asta, da una parte veniva appeso un contrappeso e dall'altra un secchio che, calato nell'acqua e riempito, poteva essere rapidamente trasportato dove serviva. La terra che il contadino coltivava non era mai sua, ma del faraone o di un ordine sacerdotale. Il periodo più duro per il contadino era il momento della raccolta, doveva infatti lavorare sotto lo sguardo degli ispettori del Faraone, impegnati a determinare la quota di prodotto che gli sarebbe stata sottratta. Dopo la raccolta, si presentava lo scriba per definire l'ammontare delle tasse.

Cosmesi[modifica | modifica wikitesto]

La cura del corpo era molto importante per gli antichi egizi, essi utilizzavano creme, unguenti e profumi per ammorbidire e profumare la pelle. Le donne si schiarivano la pelle con un composto cremoso ricavato dalla biacca,che era una sostanza colorante disponibile in colori diversi, dalla più pallida alla più ambrata generalmente destinata alle labbra. Evidenziavano il contorno degli occhi con il kohl nero o verde. Utilizzavano specchi, pinzette per la depilazione e attrezzi per la manicure. I profumi venivano estratti da fiori e fatti macerare. Tutte le essenze odoroso venivano prodotte in laboratori e conservate in vasetti di pasta vetrosa.

Medicina[modifica | modifica wikitesto]

I medici dell'antico Egitto erano molto numerosi, essi erano assistiti da un personale di paramedici di sesso maschile. Il benessere del corpo si doveva, a loro avviso, allo scorrimento dei liquidi del cuore nei vasi che lo attraversavano. Se uno di questi vasi si ostruiva si manifestava la malattia. La polmonite e la tubercolosi erano tra le malattie più diffuse a causa dell'inalazione di sabbia o di fumo dei focolari domestici. Le malattie parassitarie erano altrettanto comuni a causa della mancanza di igiene. Gli attrezzi più comuni di un medico erano: pinze, coltelli e fili di sutura.

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è costituito per oltre il 95% dal deserto, tagliato longitudinalmente dalla valle del Nilo, una fascia verdeggiante e fertilissima. Anche se la maggior parte dell'Egitto è composto da terre desertiche, tante piante e animali si sono adattati per poter resistere alle alte temperature e alla siccità. Gli uomini, tuttavia, si sono meno abituati al clima arido e solo una piccola percentuale vive nelle oasi del Deserto Occidentale, mentre oltre 90% abita nel Delta o lungo la Valle del Nilo.

Il deserto e le oasi[modifica | modifica wikitesto]

L'immagine più nota del deserto è una vasta distesa di sabbia, tuttavia, anche l'interno roccioso del Sinai viene considerato un deserto, per la definizione delle aree con meno di 25 cm di pioggia all'anno. Queste zone sono caratterizzate da forti venti, che erodono e modellano le rocce creando la sabbia delle grandi e maestose dune. Importanti non solo per il turismo ma anche per l'agricoltura, sono le oasi d'Egitto, vitali per l'economia, poiché forniscono grandi quantità di canna da zucchero, datteri e fichi.

Le montagne[modifica | modifica wikitesto]

Il massiccio roccioso del Monte Sinai raggiunge anche i 2000 m. Questa zona, piena di uadi (fiumi asciutti), torna in vita con le rare inondazioni. Il terreno viene irrigato da un sistema di canali e dighe. Si ottengono così terre umide, che costituiscono un ambiente ideale per gli aironi, i quali si nutrono di rane, insetti e piccoli roditori, ma garantiscono anche le risorse di acqua per la popolazione della zona.

La costa[modifica | modifica wikitesto]

Le regioni costiere settentrionali dell'Egitto si affacciano sul Mar Mediterraneo, dove la pesca è un elemento importante. Anche la costa del Mar Rosso e della penisola del Sinai ospitano una collettività di pescatori. In queste aree sorgono numerose e vaste barriere coralline che attraggono appassionati di immersione da tutto il mondo.

Il clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è principalmente sahariano continentale, con forti escursioni termiche giornaliere. Gli inverni sono in generale miti ma in pieno deserto possono registrarsi anche temperature inferiori allo 0 °C a causa della forte escursione termica giornaliera. Le estati sono invece estremamente calde con temperature che, sempre in pieno deserto, possono raggiungere anche i 50 °C[3]. Nell'interno tra marzo e giugno soffia un vento caldo e arido proveniente dal Sahara, il Khamsin, che giunge fino alla costa accompagnato da virulente tempeste di sabbia. Nella zona costiera e nella valle del Nilo il clima è mitigato dal mare e dalla presenza del fiume e le escursioni termiche sono limitate. In queste zone la piovosità non è abbondante e si mantiene sempre al di sotto dei 200 mm annui.

La flora[modifica | modifica wikitesto]

La flora dell’Egitto, ed in particolare la flora del Nilo, era ricchissima sin dai tempi dei faraoni. Il papiro, la canna e l’acacia crescevano abbondanti nella vallata interna e nelle oasi; accanto ad esse prosperavano poi il frumento, l’orzo, il lino, il fico e parecchi ortaggi (lattuga, cipolla, aglio). Mancavano invece alberi d’alto fusto, adatti a fornire buon legname, e mancava l’olivo, ma era sostituito dalla pianta del ricino dalla quale si estraeva l’olio.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

La fauna del paese è limitata a causa dell’aridità del clima. Nelle aree semidesertiche vivono gazzelle, leoni,elefanti, mentre nei deserti si incontrano rettili quali scorpioni, vipere e lucertole. In alcune zone, principalmente nel delta e nelle aree montuose lungo il Mar Rosso, si trovano la volpe del deserto, la iena, lo sciacallo e la mangusta.Le specie ornitologiche abbondano soprattutto nella valle del Nilo e comprendono l’airone bianco,il pellicano, la cicogna e la quaglia. Tra i rapaci si trovano l’aquila, l’avvoltoio, il gufo e il falco.Nelle acque del Nilo vivono numerose specie ittiche.

Già intorno al 2600 a.C. parecchi di questi animali erano diffusi in varietà domestiche e selezionate (bue, asino, pecora, insieme all’oca, all’anatra e al piccione); altri, come la gallina e il cavallo, vennero importati verso il 1500 a.C. dall’Oriente. Allevate largamente in ogni epoca furono poi le api, quali fornitrici di miele e di cera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Magi, 2001,p.32
  2. ^ Toth, 2002, p.136
  3. ^ Clima Egitto, ilclima.org. URL consultato il 20 maggio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Buongarzone, Gli dèi egizi, Roma, Carocci, 2007.
  • Henri Frankfort, La religione dell’antico Egitto, Torino, Bollati Boringhieri, 1991.
  • Giovanna Magi, Le piramidi di Giza e la sfinge, Firenze, Bonechi, 2001.
  • Max Toth, Le profezie delle piramidi, Milano, Mondolibri, 2002, ISBN 8022264720755.
  • Dominique Valbelle, La vita nell’antico Egitto, Pavia, Xenia, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]