Slevin - Patto criminale

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Slevin - Patto criminale
Slevin - patto criminale.png
Una scena del film
Titolo originale Lucky Number Slevin
Paese di produzione Germania, USA
Anno 2006
Durata 109 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere thriller, poliziesco, drammatico
Regia Paul McGuigan
Soggetto Jason Smilovic
Sceneggiatura Jason Smilovic
Distribuzione (Italia) Moviemax
Fotografia Peter Sova
Montaggio Andrew Hulme, Chris Lebenzon, Glen Scantlebury
Effetti speciali Louis Craig
Musiche Joshua Ralph
Scenografia François Séguin
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Slevin - Patto criminale (Lucky Number Slevin) è un film del 2006 diretto da Paul McGuigan.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979 un uomo, Max, viene a conoscenza di una corsa truccata che si terrà all'ippodromo di Acqueduct: uno dei cavalli è stato dopato. Pertanto, decide di scommettere 20.000 dollari sulla vittoria del cavallo che sa essere dopato, ma l'animale muore durante la corsa, e i creditori di Max si vendicano su di lui e su tutta la sua famiglia. Max viene soffocato con una busta di plastica, la moglie viene uccisa con un colpo di fucile e il figlio viene ucciso da un killer professionista. Questa storia viene raccontata da un uomo ad un ragazzo all'aeroporto e, poco dopo, il primo uccide il secondo spezzandogli l'osso del collo senza un'apparente ragione.

Oltre vent'anni anni dopo, un ragazzo di nome Slevin si trova in casa di un amico, Nick Fisher, e mentre lo aspetta riceve la visita casuale della vicina di casa di Nick, Lindsey. I due si presentano e la ragazza nota che Slevin ha il naso rotto, così il ragazzo le spiega tutte le recenti sfortune che gli sono capitate e che lo hanno condotto lì: è appena stato licenziato; è stato costretto a lasciare il suo appartamento a causa di una razza di termiti ecuadoriane che hanno danneggiato gravemente le fondamenta della palazzina; la sua ragazza lo ha tradito e, dopo aver chiamato Nick per chiedergli ospitalità per qualche giorno a New York, è stato rapinato da un ladro che gli ha rotto il naso con un pugno rubandogli portafogli e patente. Poco dopo qualcuno chiama il telefono fisso di Nick e Slevin risponde, ma non si sente alcuna voce. Dopodiché Slevin riceve la una seconda visita, stavolta di due uomini: "Lento" ed "Elvis", due tirapiedi di un gangster chiamato "il Boss", che cercano Fisher. Il ragazzo cerca di spiegare di non essere Nick, ma non può neanche dimostrarlo a causa della rapina subita poche ore prima, perciò viene portato dal Boss che, incurante delle proteste di Slevin che sostiene di non essere Fisher, gli comunica che Fisher deve saldare un debito di 96.000 dollari. Per estinguerlo, il Boss propone a Slevin di uccidere Yitzchok (detto "la fatina" per la sua certa omosessualità), figlio del suo rivale, il Rabbino, come vendetta per l'assassinio di suo figlio, avvenuto pochi giorni prima. Dal momento che il debito di Nick è nei confronti dell'allibratore del Boss (e in conseguenza del Boss stesso), Slevin chiede di poter parlare con l'allibratore visto che quest'ultimo potrebbe confermare che lui non è Fisher, ma il Boss gli mostra il cadavere dell'allibratore, ucciso di recente. Il Boss da a Slevin un giorno di tempo per decidere cosa fare, facendogli capire che anche rivolgendosi la polizia o tentando di fuggire finirebbe ucciso, così Slevin torna a casa.

Poco dopo, due uomini del Rabbino vanno a prelevare Slevin nell'appartamento di Fisher e gli spiegano brevemente che i due gangster un tempo lavoravano insieme, ma dopo aver tentato di uccidersi si sono divisi e che da quasi vent'anni non escono mai dai loro palazzi per il reciproco timore di essere uccisi non appena mettano piede fuori dalle loro proprietà. il Rabbino gli comunica che Fisher aveva un debito anche con lui, questa volta di 33.000 dollari e gli da 48 ore per farglieli avere o lo ucciderà. Tornato a casa, incontra Lindsey che racconta di essersi recata all'hotel Cheval in cerca di chi aveva chiamato Nick, aveva trovato un signor "Smith" e gli aveva scattato una foto di nascosto con il cellulare. La fa vedere a Slevin per sapere se per caso lo conosce, ma Slevin le risponde di non avere alcuna idea di chi sia. La donna racconta che nel seguire Smith aveva raggiunto il palazzo del Rabbino da cui aveva visto uscire Slevin. A quel punto il ragazzo le racconta dei suoi incontri con i due malavitosi e, quando la ragazza gli fa notare che non sembra preoccupato nonostante si trovi nei guai fino al collo, Slevin le spiega che soffre di atarassia, uno stato che provoca una totale mancanza di inquietudine.

In seguito, viene rivelata l'identità di Smith: si tratta del temibile sicario su commissione Goodkat ed è lo stesso uomo che ha ucciso il ragazzo all'aeroporto dopo avergli raccontato la storia della corsa di cavalli. Egli è stato inoltre pagato dal Boss per uccidere proprio Yitzchok e dal Rabbino per uccidere il Boss ed è stato lui a mettere di proposito Slevin in mezzo a tutta questa situazione, inoltre il Rabbino gli fa notare di aver capito che Slevin non è Fisher, ma Goodkat spiega di esserne perfettamente consapevole.

Slevin, trovandosi con le spalle al muro, accetta l'incarico del Boss di uccidere Yitzchok e ha tre giorni di tempo per riuscirci: pertanto, Slevin decide di sfruttare l'omosessualità del figlio del Rabbino per circuirlo e poter accedere direttamente a casa sua ed evitare così le sue guardie del corpo, ex militari del Mossad pronti ad intervenire al minimo accenno di pericolo. Nel frattempo viene rivelato che il piano di Goodkat, già spiegato al Boss, è di uccidere Slevin dopo che quest'ultimo avrà ucciso Yitzchok e di farlo passare come un doppio suicidio di una coppia gay, così da non far sembrare l'assassinio del figlio del Rabbino l'opera di un killer. Lindsey, che è medico legale, rivela a Slevin di aver scoperto che anche l'allibratore del Rabbino e le sue due guardie del corpo sono morte e che Nick deve aver orchestrato tutto per incastrarlo uccidendo i due allibratori, gli unici che potessero identificarlo, per poi attirare Slevin in casa sua e nascondersi prima del suo arrivo dopo aver pagato il ladro che ha rubato a Slevin la patente e il portafogli, gli unici documenti necessari per identificarlo come Slevin anziché come Nick Fisher. Nick avrebbe quindi incastrato Slevin per farlo ammazzare al posto suo dai due gangster a cui doveva dei soldi. Slevin viene inoltre contattato dal poliziotto Brikowski che, avendo tenuto d'occhio il Boss e il Rabbino, lo ha notato e ha capito che si trova nei guai e vuole scoprire quale sia il suo legame con i due gangster e chi sia in realtà. L'uomo, infatti, sa che Slevin non è Nick perché quest'ultimo è stato otto anni in prigione per stupro di una minorenne di quattordici anni e di aver visto la sua foto, che non combacia con quella di Slevin. Slevin, però, non può parlare con la polizia perché i gangster l'avrebbero scoperto quindi si limita a dirgli di chiamarsi Slevin Kelevra.

Slevin, dopo aver stabilito il contatto con Yitzchok nei bagni di un ristorante, unico momento in cui le due guardie del corpo non lo hanno seguito, rivela a Lindsey di voler spiegare tutto ad Yitzchok, in modo che quest'ultimo gli offra il suo aiuto per uscire da questa situazione. Nel frattempo Slevin e Lindsey intrecciano una brevissima ma intensa storia d'amore che permette a Slevin di distrarsi da ciò che deve fare. Infine arriva il momento per Slevin di portare a termine l'incarico del Boss e così raggiunge Yitzchok nel suo appartamento ma, invece di chiedergli aiuto, lo uccide sparandogli e ad aiutarlo giunge proprio Goodkat, il quale uccide le due guardie del corpo del ragazzo. Goodkat porta accanto al corpo di Yitzchok il cadavere dell'uomo da lui ucciso all'aeroporto e Slevin scambia il suo orologio con quello del cadavere, i due fanno poi esplodere l'intero appartamento.

Mentre Goodkat va dal Boss per comunicargli la morte del figlio del rivale, Slevin va dal Rabbino con una valigetta contenente, a suo dire, i 33.000 dollari che Fisher gli doveva. Il Rabbino non è ancora stato informato della morte del figlio dalla polizia perché è sabato e durante lo Shabbat gli ebrei praticanti non rispondono al telefono. Quando sta per aprire la valigetta, però, il Rabbino viene tramortito da Slevin, che rivela che sono morti sia i suoi due scagnozzi che lo hanno portato da lui pochi giorni fa sia Lento ed Elvis, gli scagnozzi del Boss, uccisi da Goodkat, il quale a propria volta tramortisce il Boss.

Il Rabbino e il Boss, dopo quasi vent'anni di isolamento nei rispettivi palazzi, si risvegliano legati a due sedie uno accanto all'altro nell'ufficio del Boss. Quest'ultimo comunica al Rabbino di aver fatto uccidere suo figlio e il Rabbino, seppur furibondo, continua ad affermare di non aver niente a che fare con la morte del figlio del rivale. A spezzare il discorso giunge Slevin, che spiega che Nick Fisher è morto. Fisher era, infatti, il ragazzo ucciso da Goodkat all'aeroporto giorni prima. Slevin e Goodkat hanno collaborato fin dall'inizio per impadronirsi dei libri dei debitori dei due gangster appartenenti ai loro allibratori uccidendo questi ultimi (Goodkat ha ucciso l'allibratore del Boss mentre Slevin ha ucciso quello del Rabbino e le due guardie del corpo), dopodiché Slevin ha scelto di fingersi Nick Fisher, pessimo uomo che nessuno avrebbe pianto e indebitato notevolmente con entrambi i ganster, così Goodkat l'ha ucciso all'aeroporto, infine Slevin si è fatto rompere il naso da Goodkat per poi raccontare la storia della rapina ed entrare nell'appartamento di Fisher per far sì che il Boss ed il Rabbino trovassero Slevin al suo posto. L'obiettivo finale erano proprio i due gangster e il piano architettato da Slevin e Goodkat era il mezzo per arrivare a loro. Slevin, infine, spiega di essere stato lui a mettere in moto tutti gli eventi uccidendo con un fucile di precisione il figlio del Boss, così che lui chiamasse il più esperto e affidabile killer per i lavori sporchi che nessun altro vuole fare: Goodkat. I due non capiscono per quale motivo Slevin voglia ucciderli ed è allora che viene infine svelato tutto: Slevin Kelevra è in realtà Henry, figlio di Max; Goodkat, che allora fu ingaggiato per uccidere il figlio di Max, non aveva avuto il coraggio di ucciderlo, poiché era ancora un bambino, e i due hanno messo in atto questo piano per vendicare i genitori di Henry. I due gangster vengono uccisi nello stesso modo in cui avevano personalmente ucciso Max vent'anni prima: soffocati con una busta di plastica.

Il poliziotto Brikowski, all'obitorio con Lindsey, nota l'orologio al polso del cadavere completamente deturpato e annerito di Fisher e ne deduce che si tratti di "Slevin". Lindsey viene poi uccisa da Goodkat perché gli aveva fatto una foto e nel suo lavoro non può permettersi che qualcuno conosca il suo volto. Il poliziotto Brikowski, nella sua auto, viene informato per telefono da un collega della corsa di cavalli del 1979 e di aver scoperto che il famoso cavallo dopato era "Lucky Number Slevin", lo stesso nome con cui gli si era presentato Henry. Brikowski, subito dopo, viene ucciso da Henry-Slevin che, così, porta a compimento la sua vendetta. Il poliziotto aveva infatti lavorato per i boss (quando ancora agivano in coppia) prima d'entrare in polizia, ed era stato l'assassino della madre di Henry.

Henry e Lindsey, che su avvertimento preventivo di "Slevin" si era protetta il petto e aveva usato una sacca di sangue trapassata dal proiettile di Goodkat per fingersi morta, si incontrano all'aeroporto e si apprestano a lasciare la città insieme, ma Goodkat li raggiunge e spiega ad Henry di aver capito subito che la donna non era morta. Il killer riconsegna a "Slevin" l'orologio che lui stesso aveva messo al polso del cadavere di Fisher, ultimo regalo del padre Max, dopodiché Goodkat ed Henry si salutano e si dividono, mentre Henry e Linsdey sono liberi di andarsene insieme.

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