Sinfonia n. 10 (Šostakovič)

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Sinfonia n. 10
Compositore Dmitrij Šostakovič
Tonalità mi minore
Tipo di composizione sinfonia
Numero d'opera op. 93
Epoca di composizione luglio - 25 ottobre 1953
Prima esecuzione Aula Bol'šoj, Leningrado, 17 dicembre 1953. Direttore: Evgenij Mravinskij
Organico

Archi: violini, viole, violoncelli, contrabbassi;

Legni: 3 flauti (2° e 3° anche ottavino), 3 oboi (3° anche corno inglese), 3 clarinetti (3° anche clarinetto piccolo), 3 fagotti (3° anche controfagotto);

Ottoni: 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, tuba;

Percussioni: timpani, triangolo, rullante, piatti e piatto sospeso, grancassa, tam-tam, xilofono, tamburello basco.

Movimenti

1. Moderato
2. Allegro
3. Allegretto
4. Andante - Allegro

La Sinfonia n. 10 in mi minore (Op. 93) di Dmitrij Šostakovič è stata scritta nel 1953 ed eseguita per la prima volta dall'Orchestra Filarmonica di Leningrado, diretta da Evgenij Mravinskij, che diresse anche altre "prime" delle sue opere, il 17 dicembre dello stesso anno.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La firma di Šostakovič[modifica | modifica wikitesto]

Nella sinfonia troviamo spesso ripetuto il tema "Re – Mi bemolle – Do – Si", ovvero la firma musicale del musicista. Le note "D – S – C – H" sono le iniziali del compositore in tedesco, D. SCH.

La sinfonia è composta da quattro movimenti:

Moderato[modifica | modifica wikitesto]

Definito da Kay la "migliore pagina sinfonica dell'autore russo", l'apertura della sinfonia si mostra come un deserto disperato. Ad un inizio strisciante, segue una parte centrale dove si raggiunge l'acme della drammaticità ed un finale in clima di distensione, in cui il maestro acuisce il senso di prostrazione. Il movimento ha forma di sonata. Non assistiamo a nessun rilascio di tensione ne ripetizione di temi della musica. Le sonorità sono ambigue, le linee melodiche hanno una progressione ansiosa, quasi a "tentoni". La tonalità cambia ma non viene mai esposta chiaramente; gli elementi cromatici, diatonici e modali sono tenuti in costante tensione.

Allegro[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcune interpretazioni Stalin sarebbe ritratto con violenza e spietatezza nel secondo movimento della sinfonia

In questo brevissimo, in confronto al precedente, ma grandioso movimento, si assiste ad una straordinaria potenza espressiva. Costruito nella tonalità di Sol maggiore, è basato su una sorta di un contrappunto in cui si sovrappongono blocchi sonori basati su melodie russe. Il brano si chiude in una maniera improvvisa, così come era iniziato. Secondo Solomon Volkov la potenza e la violenza del movimento sarebbero basate sulla figura di Stalin stesso.

L'interpretazione di Volkov non è condivisa da tutti i biografi del compositore. Citando la testimonianza del figlio del compositore, Maksim, Laurel Fay ha scritto: "Non ho trovato alcune prova che questo programma specifico sia stato inteso o percepito al tempo della composizione e della prima esecuzione"[1]. Il musicologo Richard Taruskin ha definito l'interpretazione di Volkov "una rivelazione dubbia, che mai nessuno aveva mai sospettato prima in Russia o in Occidente"[2]. Elizabeth Wilson aggiunge: "La sinfonia n. 10 è spesso interpretata come un commento del compositore sulla recente epoca staliniana. Ma come accade spesso nell'arte di Šostakovič, la descrizione degli eventi esterni è contrapposta al mondo privato dei suoi sentimenti interiori"[3].

Diversi musicologi sostengono che le informazioni contenute nel lavoro di Volkov (già rigettate dalla vedova del compositore) sono inaffidabili, in parte inventate o rimaneggiate[4].

Allegretto[modifica | modifica wikitesto]

Qui assistiamo ad alcune citazioni del primo movimento e all'uso, ancora insistentemente, della firma "D.Sch.". In questo tempo di valzer, l'autore fa emergere una frase intonata dal corno, di evidente richiamo a Mahler. Il tema "D.Sch.", stavolta trasposto, continua incessantemente sino alla fine del movimento.

Andante, Allegro[modifica | modifica wikitesto]

didascalia

Šostakovič riprende, come suo uso, il tema dello scherzo del secondo movimento, ma meno furiosamente. Ad esso si sovrappone il tema del terzo, che progressivamente lo supera in potenza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Laurel E. Fay, Shostakovich: A Life, p. 327 note 14. URL consultato il 26 maggio 2014.
  2. ^ Richard Taruskin, On Russian Music, p. 327. URL consultato il 26 maggio 2014.
  3. ^ Elizabeth Wilson, Shostakovich: A Life Remembered, p. 305
  4. ^ Laurel E. Fay, "Shostakovich versus Volkov: Whose Testimony?", The Russian Review, Vol. 39, No. 4, ottobre 1980.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Pulcini, Šostakovič, EDT, 1988
  • Solomon Volkov, Testimonianza: le memorie di Dmitrij Ŝostakovič, Bompiani, 1997
  • Laurel E. Fay, Shostakovich: A Life, Oxford University Press, 2000
  • Richard Taruskin, On Russian Music, University of California Press, 2008

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

  • "Shostakovic, The symphonies", Vladimir Ashkenazy, Royal Philharmonic Orchestra

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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